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ITALIA

Il governo risponde sul lavoro domestico

Green Pass: "Badanti sprovviste devono lasciare casa". Non sono dovuti vitto, alloggio e stipendio

"Se la badante non possiede il Green pass non potrà accedere al luogo di lavoro" e se convivente "dovrà abbandonare l'alloggio" poiché prevale il "diritto della persona assistita di poter fruire senza soluzione di continuità della assistenza ricorrendo ad altro idoneo lavoratore"

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Dal governo arrivano i primi chiarimenti operativi su Green Pass e lavoro domestico. In particolare viene chiarito un aspetto molto importante per le famiglie datrici di lavoro a badanti assunte in regime di convivenza: "Essendo il vitto e l'alloggio una parte della retribuzione, in assenza di un pass verde valido il lavoratore convivente sarà fin dal primo giorno obbligato a lasciare l'abitazione". Lo spiega Andrea Zini, presidente di Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico.

"Il contratto collettivo nazionale prevede, per le badanti conviventi, che il datore di lavoro fornisca loro anche il vitto e l'alloggio o, in alternativa, una indennità sostitutiva. In caso di sospensione per mancanza di Green pass, si sospendono anche le componenti vitto e alloggio? La badante dovrà quindi lasciare l'alloggio in cui vive abitualmente?" Recita la domanda alla Faq n.18 pubblicata nell'apposita sezione sul sito di Palazzo Chigi. "Il vitto e l'alloggio - si legge nella risposta - sono prestazioni in natura aventi natura retributiva sicché, alla luce della disciplina legale e della corrispettività del rapporto di lavoro domestico, è corretta la mancata attribuzione delle stesse in virtù della mancata esecuzione della controprestazione lavorativa".

Per quanto riguarda un'eventuale quarantena, "la normativa vigente prevede il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena. Se la badante è convivente non potrà chiaramente allontanarsi dalla casa nella quale vive".

''Un chiarimento importante, - prosegue Zini - che Assindatcolf ha più volte sollecitato e che vale in tutti i casi di convivenza, quindi anche per le colf o le baby sitter e che riguarda una larga fetta di datori di lavoro, oltre 2 milioni di famiglie ed altrettanti lavoratori, tra regolari e non''.
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