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MONDO

Onu, Mosca e Ue: deponete le armi. Farnesina: stop a violenze

Guerra tra Armenia e Azerbaigian, morti e feriti tra i civili, Baku dispone mobilitazione parziale

Distruzione di un sistema anti aereo armeno (Armenian's Defense Ministry via AP)
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Ci sono morti e feriti tra la  popolazione civile di Nagorno Karabakh. Lo ha dichiarato su Facebook il presidente della regione contesa, Araik Arutiunian, parlando di ''decine'' di militari uccisi.

Almeno 15 soldati separatisti della regione del Nagorno-Karabakh sono stati uccisi oggi neicombattimenti con l'Azerbaigian, ha riferito questa mattina il ministero della Difesa della provincia secessionista sostenuta dall'Armenia. Questo porta a 32 il totale dei soldati uccisi dall'inizio dei combattimenti, ieri mattina.

Secondo quanto comunicato, sono morti anche cinque civili azerbaigiani e due civili armeni del Karabakh, portando il bilancio ufficiale delle vittime a 39. L'Azerbaigian non ha dato notizie sulle sue perdite militari.      

Il ministero della Difesa  dell'Azerbaigian ha lanciato un ultimatum all'Armenia, annunciando una rappresaglia che continua ad attaccare gli insediamenti civili. "Il  ministero della Difesa dà l'ultimo avvertimento all'Armenia. Se  necessario verranno prese adeguate misure di ritorsione", si legge in una nota.

Il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev ha annunciato una mobilitazione parziale. Il testo dell'ordine è stato pubblicato sul sito web del capo dello stato. Lo riporta l'agenzia russa Interfax. Il Servizio statale per la mobilitazione e la coscrizione dell'Azerbaigian è stato incaricato di garantire la coscrizione del personale militare in conformità con il piano approvato.

Altissima tensione dunque nel Caucaso fra Armenia e Azerbaigian: si combatte nella regione autonoma del Nagorno Karabakh, dove l'esercito azero ha prima bombardato le postazioni delle forze indipendentiste armene, che avevano attaccato durante la notte, e poi ha lanciato una controffensiva.

L'Armenia ha dichiarato ieri la legge marziale e la mobilitazione generale, l'Azerbaigian ha proclamato la legge marziale e il coprifuoco a Baku e in altre città.

L'Onu ha chiesto ieri di interrompere i combattimenti. Sulla stessa linea, sempre domenica, Ue, Italia e Russia, che chiede anche un avvio dei negoziati.

Lunedì ancora degli appelli: il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto che i combattimenti nel Nagorno-Karabakh devo fermarsi "immediatamente", sottolineando che la Russia esprime "grande preoccupazione" per quanto sta avvenendo nell'area. Lo riporta Interfax. E il portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna, Peter Stano, ha affermato che sul Nagorno-Karabakh "è urgente che si cessino tutte le ostilità. C'è un rischio di gravi conseguenze e di  destabilizzazione di tutta la regione". Il portavoce sollecita "tutti gli attori della regione a contribuire a fermare il confronto armato. Nessuno può avere interesse" che si alimenti. E invitiamo "ad evitare interferenze dall'esterno. 
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