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MONDO

Conferenza stampa nella notte italiana

Hong Kong, Carrie Lam: se la situazione peggiora non è escluso un intervento della Cina

La governatrice della ex colonia britannica avverte i manifestanti: "Dovremmo trovare una soluzione da soli, ma nessuna opzione è esclusa"

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Se la situazione ad Hong Kong dovesse peggiorare, nessuna opzione sarebbe esclusa, neppure un intervento diretto della Cina allo scopo di ripristinare l'ordine. Lo ha annunciato il capo dell'esecutivo locale, Carrie Lam, durante una conferenza stampa nella notte italiana.

"Sento fortemente che dovremmo da soli trovare le soluzioni ed è questa anche la posizione del governo centrale, ma se la situazione dovesse diventare pessima, allora nessuna opzione può essere esclusa se vogliamo che Hong Kong abbia almeno un'altra chance". Così Carrie Lam ha risposto alla domanda su quale fosse il livello di disordine per poter chiedere aiuto a Pechino al fine di riportare la calma nella città scossa da quasi quattro mesi di proteste a favore di riforme democratiche.  

Lam ha invitato i critici stranieri ad accettare la realtà che le violenti proteste di Hong Kong non sono più "un movimento pacifico per la democrazia", partite a giugno dalla contestata legge sulle estradizioni in Cina. Quanto all'intervento cinese, è previsto dalla costituzione dell'ex colonia britannica, la Basic Law, ma la governatrice non ha spiegato a quali condizioni ne farebbe eventualmente ricorso.

Sulla nuova legge relativa al divieto d'indossare le mascherine a eventi e manifestazioni, la Lam ha notato che "è troppo presto" per dire se l'iniziativa abbia raggiunto il suo l'obiettivo oppure no. "Sono sicura che anche voi concorderete che ogni nuova politica o legge abbia bisogno di tempo per essere effettivamente applicata". Allo stato, solo due persone, uno studente universitario e una donna di 38 anni, sono state finora formalmente accusate di aver violato la nuova legge, mentre i loro sostenitori sono apparsi in tribunale con il volto coperto. 

I due, rilasciati su cauzione, dovranno rispondere della partecipazione a manifestazioni illegali, reato punibile fino a 3 anni di reclusione, e della violazione del divieto sulle mascherine, che comporta la pena massima di un anno di prigione.

Intanto la tv statale cinese Cctv ha reso noto la sospensione della trasmissione delle partite della Nba dopo la bufera scatenata dal tweet di sostegno alle proteste pro-democrazia di Hong Kong del numero uno dei Rockets di Houston, squadra in cui ha giocato la star cinese Yao Ming.   Si tratta di un colpo non da poco considerando la valanga di critiche sollevate in Cina, mercato a maggiore crescita per il business della popolare lega del basket americano.


 
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