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POLITICA

Palazzo Chigi

Il Dl Semplificazioni arriva in Consiglio dei ministri

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"Noi a Conte glielo abbiamo detto in tutti i modi. La strada intrapresa non è quella giusta. Vedremo i testi ma se non ci vanno bene siamo pronti a modificarli alla Camera e al Senato". Il tentativo nel governo è quello di siglare una 'tregua', approvare il testo stasera in Cdm con la formula del 'Salvo intese' ma un big del Pd fa capire che quella di stasera può essere solo il primo tempo di una partita ancora tutta da giocare. Perché sul tema degli appalti e il cosiddetto 'modello Genova' non c'è ancora compattezza nell'esecutivo e nel fronte rosso-giallo.

In ogni caso il premier Conte nella riunione a palazzo Chigi, iniziata poco prima delle 23 (il ministro dell'Economia Gualtieri illustrerà il Pnr che occorrerà inviare a Bruxelles), porterà un testo sul quale chiederà la convergenza delle forze politiche e che poi illustrerà domani in conferenza stampa prima della partenza per Lisbona, dove inizierà il suo 'tour' (mercoledì è a Madrid) per stringere sul 'Recovery fund'.

Il presidente del Consiglio allo stesso tempo è alle prese con una serie di dossier sui quali continuano a registrarsi delle fibrillazioni. Sul Mes se ne discuterà dopo l'estate ma prima del Consiglio europeo il premier dovrà informare la maggioranza sulle trattative legate agli aiuti europei e occorrerà raggirare l'ostacolo della risoluzione di +Europa nella quale si chiederà l'utilizzo del fondo Salva-Stati. L'8 luglio si pronuncerà la Consulta sulla vicenda Autostrade e il governo è chiamato a chiarire sul tema della revoca della concessione.Ma il fronte rosso-giallo e' alle prese anche con il 'rebus' Regionali.

Zingaretti e Franceschini premono per un accordo, "si stanno registrando passi avanti sia in Liguria che Toscana e in Puglia", osserva un esponente dem. In realtà le trattative vanno a rilento e gli stessi ex renziani non sono d'accordo sulla necessità di vincolare la sopravvivenza del governo ad un'intesa con i pentastellati. E se il premier Conte vivrebbe la mancanza di un accordo come una sconfitta, non la pensano così né il leader di Iv né una parte del Partito democratico. Sullo sfondo resta poi lo scontro sulla legge elettorale.

Perché Pd e M5s chiedono l'accelerazione sul sistema proporzionale, la Lega riproporrà il Mattarellum ma l'ago della bilancia è Italia viva che considera il tentativo di portare in Aula il tema del sistema di voto come una forzatura. In Commissione Iv è decisiva e ha già fatto sapere di voler sbarrare la strada a quello che considera un 'blitz' inutile. Anzi Renzi oggi è tornato a tendere la mano a FI, ha aperto ad una 'casa dei riformisti'. E' vero che Franceschini ha inviato un segnale forte, ovvero che il premier Conte e l'attuale maggioranza non si toccano, ma il tentativo di Iv di 'aggancio' al partito azzurro anche nel Movimento 5 stelle viene interpretato come l'inizio di una operazione per cambiare il quadro politico a settembre.

"A settembre - dice un 'big' renziano - può succedere qualsiasi cosa. Noi non ci muoviamo ma se c'è un'altra partita noi non ci sottrarremo". Renzi si aspetta il sì al 'piano shock' mentre nei gruppi parlamentari del Pd la spinta è' sempre la stessa: "Conte resta al comando se fa le cose", il 'refrain'. Salvini e Meloni dal canto loro ribattono che l'unica alternativa resta il voto anticipato. 'Boatos' di Montecitorio continuano ad accreditare voci di rimpasto.

Il premier Conte anche in queste settimane di tensioni ha mantenuto la barra dritta, incurante di indiscrezioni e di eventuali manovre. L'obiettivo è stringere sui dossier, poi sul numero  del Senato - azzarda un pentastellato  - "potrebbe arrivare anche qualche ruolo nelle Commissioni per i malpancisti". La partita per sostituire i presidenti di Commissione a guida leghista entrerà nel vivo tra qualche giorno. E il 14 si dovrà stringere anche su Agcom e sulla Privacy. I dem vogliono l'accordo, "siamo disposti ad andare a voti ad oltranza", spiega un 'big' dem che però ammette come ci siano problemi sulle nomine con i Cinque stelle, anche per le divisioni interne al Movimento. 
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