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MONDO

Elezioni politiche

Il Venezuela al voto, tra diseguaglianze e povertà

Gli oppositori del presidente Maduro hanno dichiarato che diserteranno le urne

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Sono oltre 20 milioni i venezuelani chiamati a partecipare alle elezioni legislative del 6 dicembre convocate dal presidente Nicolas Maduro. Si voterà per il rinnovo di altri cinque anni dell’Assemblea Nazionale, roccaforte istituzionale dell’opposizione. Gli oppositori del presidente hanno dichiarato da tempo che non parteciperanno al voto, visto il clima di incertezza che vive il paese. A peggiorare la situazione è stata la pandemia che ha pesato sulla carenza dei generi e servizi di prima necessità: ospedali carenti di corrente, acqua potabile e medicine, e continui blackout che non garantiscono le cure essenziali.

Sicuramente è stata una campagna elettorale segnata da forti tensioni sociali. Il paese è al settimo anno di recessione consecutivo e il 70% della popolazione vive in condizioni di estrema povertà. Sono circa 6 milioni i venezuelani fuggiti da un futuro incerto; anche l’Onu ha dichiarato che è una delle crisi più gravi di rifugiati del mondo.

Il presidente Maduro per queste elezioni non soltanto dovrà confrontarsi con l’opposizione, ma anche con quella parte della sinistra che fino ad ora lo aveva sostenuto. 

Le precedenti amministrazioni americane hanno sempre affermato che l’instabilità politica del Venezuela è una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti. L’Unione europea, come gran parte della comunità internazionale, non riconosce le elezioni legislative convocate da Maduro perché considera che ci siano molte irregolarità nell’organizzazione del processo elettorale.

Per approfondire il difficile contesto in cui il Venezuela va al voto, Rainews.it ha intervistato il console venezuelano a Milano, Gian Carlo Di Martino, e Mariela Magallanes, esiliata e deputata dell’opposizione. 




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