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SALUTE

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Il virus Zika arriva in Gran Bretagna attraverso tre persone provenienti da Sud America e Caraibi

Il servizio sanitario pubblico del Regno Unito ha confermato tre casi di infezione da virus Zika. I tre hanno contratto il virus, pericoloso soprattutto per le donne incinta, attraverso le punture di zanzara in Colombia, Suriname e Guyana.

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Tre britannici appena rientrati in patria dopo viaggi in Sud America e ai Caraibi, sono i primi casi di infezione da virus Zika, registrati nel Regno Unito. Le autorità sanitarie hanno spiegato che i tre avevano contratto il virus con punture di insetto in Colombia, Suriname e Guyana. I medici hanno puntualizzato che il virus Zika "non si trova in forma naturale" nelle isole britanniche e che "non si contagia direttamente da persona a persona".

L'allarme in Sud America
Sono ormai 18 i paesi dell'America Latina e i Caraibi nei quali si sono registrati casi autoctoni di infezione del virus Zika, un'epidemia che comporta anche un'alta percentuale di nascituri affetti da microcefalia e altre gravi malformazioni e rischia di diventare un'emergenza sanitaria a livello globale. Brasile e Colombia sono i due paesi più colpiti dal virus, nonché le due regioni dove è stata scoperto il suo possibile legame con la microcefalia fetale: in Brasile sono 3.893 i casi sospetti di microcefalia causata dal virus, mentre in Colombia esiste finora solo un caso confermato, ma l'allarme è tale che il governo ha sconsigliato alle donne di rimanere incinte almeno fino al prossimo luglio, "in considerazione della fase nella quale si trova l'epidemia e dei rischi esistenti". Avvertenze similari sono state diffuse anche dalle autorità colombiane e del Salvador, dove il governo è stato ancora più drastico, sconsigliando fortemente le gravidanze per tutto il biennio 2016-2017, una misura che potrebbe avere perfino conseguenze per l'equilibrio demografico del paese.

Il virus Zika
Il virus Zika, identificato per prima volta in Uganda nel 1947, si era diffuso finora principalmente in Africa e Asia, ma dopo un'epidemia in Micronesia nel 2007 potrebbe essere arrivato nel subcontinente sudamericano fra il 2014 e il 2015, attraverso l'isola di Pasqua. Così almeno lo dimostra l'analisi genomico dell'agente infettivo trovato in America Latina, secondo la rivista medica The Lancet che considera che il virus possa diventare una emergenza sanitaria globale nel 2016. Non esiste per ora una cura per l'infezione da virus Zika, che è trasmesso dalla zanzara Aedes Aegypti, responsabile anche di dengue e chikungunya, il che ha portato il governo brasiliano a raddoppiare gli sforzi alla ricerca di un vaccino. A Lima si è tentato di eliminare le zanzare, che fanno da vettore. L'infenzione non è contagiosa tra le persone, nei casi più gravi provoca sintomi tipici dell'influenza, con in più eruzioni cutanee. Nell'80 per cento dei casi, però, passa del tutto inosservata. Il pericolo vero quindi sembra essere per le donne incinte e per i piccoli. 
 
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