Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Incendi-in-Spagna-e-Portogallo-almeno-27-morti-emergenza-379025be-f69a-48cf-9598-4fbf4aa1bf8f.html | rainews/live/ | true
MONDO

Rajoy va in Galizia

Emergenza incendi in Spagna e Portogallo: almeno 39 morti

Gli incendi sono alimentati anche dai forti venti portati dall'uragano Ophelia. Proclamati in Portogallo 3 giorni di lutto nazionale

Condividi
Sono almeno 39 vittime degli incendi che stanno colpendo ampie zone del Portogallo e della Spagna (nel nord, in Galizia), ma il bilancio cresce di ora in ora.

L'ammissione di Costa
La situazione più drammatica è in Portogallo. Nella notte è stato dichiarato lo stato di calamità naturale, ma il premer Antonio Costa ha ammesso che non ci sono abbastanza pompieri per far fronte agli incendi attivi: 7000 vigili del fuoco sul campo, oltre un centinaio di incendi ancora attivi. Le autorità temono che non sia stata solo la combinazione micidiale di caldo opprimente, vento e umidità portati dalla vicinanza dell'uragano Ophelia ad aver scatenato i focolai, ma che ci sia anche un'attività dolosa.

Di certo, il fatto che siano decine di focolai anche in Galizia, esclude che possano arrivare aiuti dalla Spagna. Le autorità portoghesi hanno attivato il Meccanismo europeo di protezione civile, che consente di chiedere aiuto agli Stati membri dell'Ue e al Marocco. Il meccanismo è stato attivato varie volte nel corso dell'ultima estate, ma è la prima volta che la Spagna non potrà dare risposta.

Almeno 35 persone sono morte negli oltre 100 incendi che hanno colpito il centro e nord del Portogallo, mentre circa 50 sono ferite, di cui 15 in gravi condizioni. Lo ha fatto sapere la Protezione civile del Paese, citata dai media nazionali. In mattinata le autorità avevano parlato di un bilancio delle vittime in evoluzione, visto che sono numeri raccolti dai vari villaggi in cui le fiamme sono ancora attive. Gli incendi, alcuni dei quali secondo le autorità sarebbero di origine dolosa, sono stati alimentati da siccità, alte temperature e forti venti, dovuti anche al passaggio dell'uragano Ofelia.

Il Portogallo, in cui più di 7mila Vigili del fuoco stanno combattendo con i roghi, ha chiesto l'assistenza dei partner europei e del Marocco. Secondo quanto ha reso noto la Protezione civile, una coppia è morta tra le fiamme in un garage a Penacova (Coimbra), mentre un uomo è stato sorpreso dalle fiamme mentre passeggiava a Vale de laço (Sertã).

Tra le vittime anche una giovane donna incinta deceduta in un incidente mentre cercava di sfuggire alle fiamme sull'autostrada A-25, dove la visibilità è notevolmente ridotto a causa del fumo provocato dagli incendi. Altre vittime nei comuni di Penacova, Nelas, Serta e quattro a Vouzela.      

Il primo ministro Antonio Costa, che ha dichiarato "lo stato di catastrofe" e ha avvertito che non ci sono Vigili del fuoco sufficienti per rispondere a tutti gli incendi attivi in Portogallo, dove tra gennaio e fine settembre sono già 216.000 gli ettari di terreno andati in cenere, di cui 23 mila da inizio ottobre.

In Galizia: 4 morti, 105 incendi in corso
Almeno tre persone sono morte nelle ultime ore a causa dei numerosi incendi che stanno devastando la regione della Galizia, nel nord della Spagna, alimentati dei forti venti provocati dal passaggio dell'uragano Ophelia. Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha espresso le sue condoglianze su Twitter, ha ringraziato "tutti coloro che lavorano per spegnere le fiamme e aiutare la popolazione" e ha visitato la zona del disastro.

Secondo quanto reso noto dai media spagnoli, due donne sono morte ieri in un furgone mentre cercavano di sfuggire alle fiamme nel comune di Nigrßn (Pontevedra). Una terza persona, un uomo di 67 anni, è invece deceduto a Carballeda de Ourense (Ourense) mentre cercava di spegnere le fiamme che avevano circondato la sua casa.  

I fronti di fuoco attivi sono 57, e ben 17 minacciano centri abitati. La situazione più preoccupante è a Vigo, la città più popolosa della regione. Le autorità hanno chiesto agli abitanti delle zone assediate dal fuoco di abandonare subito le loro case e convergere verso il centro della città. Evacuata anche la residenza studentesca dell'Università di Vigo e una fabbrica della casa automobilistica della Citroen.
Condividi