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ITALIA

Fiamme non ancora domate

Inferno in Sardegna, vasto rogo nell'Oristanese: oltre 1.500 sfollati. E' stato di calamità

Circa 400 persone evacuate a Scano Montiferro, 20mila ettari distrutti dalle fiamme, 10 comuni colpiti. Il governatore sardo, Solinas: disastro senza precedenti. Il fronte del fuoco si sposta verso il Nuorese. La Protezione Civile chiede aerei a paesi Ue, Di Maio: primi due Canadair dalla Francia

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Si aggrava l'emergenza incendi in Sardegna, dove da ieri sera l'Oristanese è alle prese con un enorme rogo che ha costretto all'evacuazione più di 1.500 persone tra il Montiferru e la Planargia, polmone verde tra i comuni di Santu Lussurgiu, Cuglieri, Sennariolo, Tresnuraghes, Magomadas, Flussio e Tinnura.

La regione proclama lo stato di calamità. In arrivo Canadair francesi e greci 
La giunta regionale, riunita in seduta straordinaria, ha approvato lo stato di calamità. Lo detto il presidente della Regione, Christian Solinas, dopo un confronto con i sindaci dei Comuni più colpiti dalle fiamme. Sul fronte incendi si è conclusa anche l'Unità di crisi" della Protezione Civile presieduta dal Capo dipartimento Fabrizio Curcio, in collegamento con strutture operative e territori. "Grazie all'attivazione del Meccanismo europeo di Protezione civile - si legge nella nota - 2 Canadair francesi e 2 greci opereranno a sostegno del nostro Paese". 

La lunga lotta contro le fiamme
Da ieri sera i Vigili del fuoco stanno combattendo contro le fiamme che sono arrivate a lambire le abitazioni: l'incendio boschivo è partito da Bonarcado, e complice le alte temperature e il forte vento, si è propagato fino all'abitato dei paesi vicini costringendo i residenti a scappare dalle proprie case, mentre il fuoco divorava ettari di terreno, uccidendo anche animali e greggi. In mattinata le fiamme sono arrivate a lambire la Borgata Marina di Porto Alabe, nel territorio di Tresnuraghes, costringendo il sindaco Giovanni Mastinu a firmare l'ordine di evacuazione per la zona turistica.

Quattrocento persone che abitano alla periferia del paese Scano Montiferro, nell'Oristanese, sono state allontanate dalle proprie abitazioni, alcune delle quali sono state lambite dalle fiamme. Il sindaco Antonio Flore ha disposto un centro di raccolta nella palestra comunale. Intanto il fuoco continua ad avanzare verso le montagne tra Santu Lussurgiu e Macomer minacciando San Leonardo - dove si trovano le fonti di Siete Fuentes e un piccolo borgo turistico - e il Monte Sant'Antonio. I vigili del fuoco di Sassari stanno operando per il rifornimento idrico, lo spegnimento dei focolai e il salvataggio del bestiame. 

Al lavoro ci sono 7.500 uomini tra Corpo forestale, Vigili del fuoco, Protezione civile, volontari, ma anche Croce Rossa Italiana, Carabinieri e Polizia di Stato

"Gli incendi continuano ad essere attivi su diversi fronti. Tutte le squadre disponibili, almeno dodici, sono sul posto", fanno sapere dalla Sala operativa della stazione del Comando dei Vigili del Fuoco di Oristano. Gli incendi - anche se in realtà, spiegano i vigili del fuoco, "si tratta di un unico rogo che si espande su più fronti" - riguardano "Scano di Montiferro, Porto Alabe", ma qualche fronte "sta tornando verso Cuglieri". Ma, assicurano, "l'apparato sta funzionando, anche se la situazione è abbastanza complessa perché c'è vento". E sul fatto che possa trattarsi di un incendio a opera di piromani "è troppo presto per dirlo".

Intanto scatta una nuova allerta tra Seneghe e Macomer. Dopo l'evacuazione delle case in periferia a Scano Montiferro, le fiamme si stanno spostando verso nord nel Marghine. Il sindaco di Macomer ha lanciato un "invito allo sgombero delle campagne dalla presenza umana".

Il gigantesco fronte del fuoco che sta distruggendo tutto il Montiferru (Oristano), infatti, si sta velocemente spostando nel Nuorese. A Borore, piccolo paesino ai piedi del Marghine, 30 famiglie sono state sfollate in via precauzionale a causa del fumo denso, delle alte temperature e dell'aria irrespirabile. I 30 vanno ad aggiungersi alle 400 persone, tra i quali gli ospiti di una casa di riposo, sfollati a Scano Montiferro, dove la situazione sembra essere attualmente sotto controllo e alle 50 famiglie che hanno dovuto abbandonare le case a Santu Lussurgiu nel primo pomeriggio di oggi quando il fuoco ha ripreso di intensità.

Di Maio: primi due Canadair dalla Francia
"È stato attivato il meccanismo di protezione civile per canadair dall'estero: due sono in arrivo dalla Francia, che ringrazio ufficialmente". Lo ha annunciato su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a proposito degli incendi che stanno divampando in provincia di Oristano. "Sono in contatto con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, che ha tutto il nostro sostegno. Continuiamo a seguir egli sviluppi con grande attenzione. Massima vicinanza alla popolazione locale. Forza Oristano, forza Sardegna!", ha scritto ancora Di Maio.

Solinas: disastro senza precedenti
Non è ancora possibile effettuare una stima dei danni causati dagli incendi ancora in corso nell'Oristanese, ma si tratta di un disastro senza precedenti. Diecimila ettari di vegetazione distrutti, aziende e case bruciate, bestiame ucciso. La macchina della Regione, dice il presidente Christian Solinas, è interamente mobilitata: 7.500 uomini, 20 mezzi aerei (7 Canadair e 13 elicotteri) sono impegnati senza sosta per affrontare un momento drammatico per tutta la Sardegna. Solinas ha chiesto al Governo "un sostegno economico immediato per ristorare i danni e aiutare le comunità colpite a ripartire. Scriverò al Presidente Draghi, prosegue, per chiedere anche che una quota del PNRR sia subito destinata alla Regione".

Intanto, sale la preoccupazione per le alte temperature che rendono sempre più difficili le operazioni di spegnimento: previste per domani massime con valori molto elevati su Campidano, Oristanese, Valli del Tirso e del Coghinas.

L'assessore all'Ambiente: danni incalcolabili
Secondo l'assessore regionale dell'Ambiente Gianni Lampis: "La stima dei danni ambientali, sociali ed economici è incalcolabile. Solo sul Mmontiferru ci sono 20mila ettari bruciati".
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