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ECONOMIA

L’accordo con i sindacati la scorsa notte

Intesa, accordo su Ubi: 5000 uscite, 2500 assunzioni

I tempi permetteranno di usare  le norme “Opzione donna” e “Quota cento”  

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È stato messo nero su bianco, la notte scorsa, l'accordo tra la Fabi e le altre organizzazioni sindacali con il gruppo Intesa Sanpaolo per l'integrazione con Ubi. Previste 5.000 uscite volontarie e 2.500 assunzioni.

Nella nota di  Fabi si legge che, le uscite saranno scaglionate dal 2021 al 2023, mentre le assunzioni saranno effettuate entro il 2023. Le assunzioni, nel dettaglio, saranno realizzate entro il 31 dicembre 2023.
 
Il piano per le assunzioni
In particolare, spiega ancora il  sindacato, le assunzioni saranno effettuate "con attenzione al supporto alla rete chiesta dal sindacato e alle zone svantaggiate del Paese, alla stabilizzazione dei tempi determinati in servizio alla data di firma dell'accordo e ai lavoratori collocati nella Sezione emergenziale del Fondo di solidarietà di settore".
 
Il piano per le uscite
Per quanto riguarda le uscite, che saranno gestite con pensionamenti e prepensionamenti solo su base volontaria, è prevista una dettagliata tabella di marcia che tiene conto della maturazione dei requisiti pensionistici in relazione al quale andrà presentata la domanda entro precisi termini.

Attenzione ai lavoratori Ubi e quelli che sono nel “Fondo emergenziale"
"Abbiamo prestato la massima attenzione verso i lavoratori Ubi che saranno ceduti a Bper, anche loro- ha dichiarato il segretario nazionale Fabi e coordinatore del gruppo Intesa, Giuseppe Milazzo- se lo vorranno, potranno accedere al piano delle uscite. Nell'ambito delle assunzioni abbiamo impegnato la banca a valorizzare la rete, oggi particolarmente sotto pressione, e verso le zone svantaggiate del Paese nonché, conclude Milazzo- verso i colleghi del settore che hanno perso il posto di lavoro ed ora si trovano nel “Fondo emergenziale".
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