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MONDO

In carcere anche i suoi due fratelli

Iran, giustiziato campione di lotta: era accusato di omicidio

Navid Afkari aveva denunciato più volte le torture subite in carcere. Era accusato di aver ucciso un funzionario durante rivolte contro il regime nel 2018. Per lui si erano mobilitati il mondo dello sport e le Ong per i diritti umani

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È stato impiccato questa mattina nella prigione di Shiraz, in Iran, il campione di lotta Navid Afkari. Lo ha annunciato il capo del Dipartimento di giustizia della provincia di Fars, Kazem Mousavi, citato dall'Irna. Oltre all’esecuzione è stato reso noto che i fratelli di Navid, Vahid e Habib, sconteranno rispettivamente 54 e 27 anni di carcere. Anche loro sono coinvolti nello stesso caso di Navid.

Le accuse 
Navid Afkari era stato condannato a morte per l'omicidio di un funzionario durante le "rivolte" nel 2018. La pena di morte, hanno sottolineato dal Dipartimento di giustizia, è stata applicata "su insistenza della famiglia della vittima". Ma secondo l'avvocato del condannato, Hassan Younessi, era previsto un incontro per "chiedere perdono" ed evitare così l'applicazione della pena di morte.
 
Le torture e la mobilitazione internazionale
"Siete andati così di fretta che avete revocato a Navid il diritto a un'ultima visita", ha protestato Younessi su Twitter. Ieri l'organizzazione per i diritti umani Amnesty International si era detta allarmata per "l'imminente esecuzione segreta" di Navid Afkari, precisando che lui e i suoi due fratelli, condannati a pesanti pene detentive nello stesso caso, sarebbero state le "ultime vittime del debole sistema giudiziario iraniano". Nei giorni scorsi una campagna social aveva tentato di mobilitarsi per chiedere la revisione della pena capitale per l’atleta. 

Navid e i suoi fratelli avevano denunciato di avere subito torture in carcere. La condanna a morte, ha detto il suo legale Hassan Younesi, era stata emessa sulla base di una confessione che poi Navid Askari aveva ritrattato perché estorta con la tortura.
 
Il Cio: ”Siamo scioccati”
Il Comitato olimpico internazionale ha dichiarato di essere "scioccato" per l'esecuzione del giovane lottatore iraniano. Il presidente, Thomas Bach, informa il Cio, aveva fatto "appelli personali diretti alla Guida suprema e al presidente iraniano e ha chiesto pietà per Afkari, nel rispetto della sovranità dell'Iran".
 
"E' profondamente sconvolgente che le richieste degli atleti di tutto il mondo e tutto il lavoro dietro le quinte del Cio, insieme al Comitato olimpico iraniano, alla United World Wrestling e alla National Iranian Wrestling Federation, non abbiano raggiunto l'obiettivo sperato - prosegue la nota del Cio -, i nostri pensieri vanno alla famiglia e agli amici di Navid Afkari".
 
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