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MONDO

Scontri nel sud tra esercito e ribelli sciiti

Iraq, al Qaeda nel Maghreb aderisce al califfato; i Jihadisti dell'Isil minacciano l'America

I miliziani dell'Isil con un messaggio audio minacciano gli Stati Uniti di un secondo undici settembre. Adesione del gruppo terroristico nord-africano allo Stato islamico istituito tra la città siriana di Aleppo e il governatorato iracheno di Diyala

Miliziani dell'Isil (LaPresse)
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Il gruppo terroristico al Qaeda nel Maghreb islamico ha annunciato l'adesione al califfato islamico istituito dai miliziani dell'Isil in Iraq. Sullo Stato islamico, istituto fra la città siriana di Aleppo e il governatorato iracheno di Diyala, sembra consumarsi la spaccatura tra i gruppi armati estremisti, che si sarebbero radunati nel sud-est della Libia.  
Con un messaggio audio dell'emiro del gruppo delle regioni centrali dell'Algeria, sheikh Abu Abdullah Uthman al Asimi, si annuncia "l'adesione di al Qaeda nel Maghreb allo Stato islamico", criticando l'operato della casa madre di al Qaeda che secondo i terroristi nord-africani "ci ha abbandonato".
 
Al Asimi difende inoltre lo Stato islamico dall'accusa di "eresia" avanzata da al Qaeda e chiede ad ad Ayman al Zawahiri "di chiarire una volta per tutte la sua posizione su questa nuova organizzazione nata in Iraq".

La minaccia agli Stati Uniti
L'adesione di al Qaeda nel Maghreb islamico al califfato arriva il giorno dopo la minaccia dei miliziani dell'Isil agli Stati Uniti di un secondo undici settembre. "L'America la pagherà cara, ancora di più rispetto a quello che è stato fatto da Osama Bin Laden". Il messaggio audio di Abu Bakr al-Baghdadi, il leader a capo degli estremisti: è il primo che al-Baghdadi pubblica dopo l'autoproclamazione del califfato. E le sue parole sono una fatwa contro l'America.

La guerra anche durante il Ramadan
Al-Baghdadi ha invitato invita poi tutti i musulmani a "correre nel vostro Stato", cioè il califfato. L'appello è rivolto a medici, ingengneri e persone con abilità militari e amministrative ad andare nei territori nell'Iraq del nord per rispondere alle necessità della popolazione: "Baghdad è il cuore della battaglia dei sunniti contro l'Iran". C'è anche il riferimento al Ramadan, il digiuno compiuto dai musulmani iniziato proprio pochi giorni fa: "Non c'è sforzo migliore in questo mese benedetto, o in qualsiasi altro, che il jihad sul percorso di Allah, quindi abbracciate questo cambiamento e promuovete la religione di Allah attraverso il jihad", ha detto Al-Baghdadi. L'impegno Usa in Iraq Intanto il presidente degli Stati Uniti ha ha autorizzato l'invio di altri 200 militari per proteggere l'ambasciata americana in Iraq e l'aeroporto internazionale di Baghdad, portando così a 775 il numero degli uomini dispiegati nel Paese. I militari, si legge in una lettera al Congresso, sono "attrezzati per il combattimento" e "rimarrà in Iraq finché la situazione della sicurezza non diventa tale da non essere più necessaria". 

Scontri a sud
L'esercito iracheno, fedele al governo del premier sciita Nouri al Maliki, ha attaccato le basi dello sceicco sciita al Sarkhi al Husseini a Kerbala e Diwaniya, nel sud dell'Iraq. L'offensiva, che secondo fonti
locali avrebbe fatto decine di morti e feriti, è stata ordinata perchè lo sceicco si è rifiutato di accettare la fatwa emessa dall'ayatollah Ali al Sistani che invitava gli sciiti a combattere contro la rivolta sunnita in corso nel nord del Paese.
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