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MONDO

Si rinnova il Parlamento

Iraq al voto per le elezioni legislative: chiusi i seggi, bassa l'affluenza

Circa 25 milioni di elettori alle urne, i risultati sono attesi entro le prossime 48 ore

Elezioni Baghdad, Iraq (AP Photo/Hadi Mizban)
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Chiusi i seggi in tutto l'Iraq per le elezioni parlamentari. Il voto, che si è svolto con sei mesi di anticipo, è stato caratterizzato da un boicottaggio diffuso da parte di molti dei giovani attivisti che hanno affollato le strade alla fine del 2019. Un totale di 3.449 candidati si sono presentati per 329 seggi. L'affluenza alle urne è stata bassa. I risultati sono attesi entro le prossime 48 ore, secondo l'organismo indipendente che sovrintende alle elezioni irachene. Si prevede che i negoziati per la scelta di un primo ministro incaricato di formare un governo si trascineranno per mesi.

Enormi le misure di sicurezza dispiegate, a due anni dalle proteste contro la corruzione e il settarismo della classe politica. Soldati, polizia e forze antiterrorismo sono schierati fuori dai seggi elettorali, alcuni dei quali circondati da filo spinato. Gli elettori sono stati perquisiti. 

Le elezioni sono le seste dalla caduta di Saddam Hussein dopo l'invasione dell'Iraq guidata dagli Stati Uniti nel 2003. E si svolgono con una nuova legge elettorale che divide l'Iraq in circoscrizioni più piccole - un'altra richiesta degli attivisti che hanno preso parte alle proteste del 2019 - e consente più candidati indipendenti. Una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adottata all'inizio di quest'anno ha autorizzato un team ampliato per monitorare le elezioni. Saranno presenti fino a 600 osservatori internazionali, di cui 150 delle Nazioni Unite. La novità è l'utilizzo di schede elettorali biometriche che dovrebbero evitare il voto plurimo ed i brogli, una pratica che è stata molto presente nelle passate elezioni.

La convocazione delle elezioni con un anno di anticipo è una concessione alle proteste del 2019, guidate dai giovani, durante le quali oltre 660 manifestanti morirono. Nei mesi successivi decine di attivisti antigovernativi sarebbero stati uccisi, rapiti o vittime di intimidazioni, violenze spesso attribuite alle influenti fazioni filoiraniane. 

Le chance di restare al potere del primo ministro, Mustafa al-Kadhemi, non sono chiare. Per eleggere i 329 membri del Parlamento iracheno è stato istituito un nuovo sistema di collegi uninominali che, sulla carta, dovrebbe favorire i candidati indipendenti, in un Paese dove la rappresentanza politica segue spesso le linee di appartenenza religiose, etniche e settarie. Molti attivisti legati al movimento di protesta hanno però invitato a disertare le urne. Gli analisti ritengono quindi che i partiti tradizionali dovrebbero riuscire a mantenere la presa su un Paese nel quale un terzo della popolazione vive in povertà nonostante le abbondanti risorse di idrocarburi.

Si prevede una corsa serrata tra la lista di al-Sadr e l'Alleanza di Fatah, guidata dal leader paramilitare Hadi al-Ameri, che è arrivato secondo nelle precedenti elezioni. L'Alleanza di Fatah è composta da partiti affiliati alle Forze di mobilitazione popolare, un gruppo ombrello di milizie sciite per lo più filo-iraniane che sono salite alla ribalta durante la guerra contro il gruppo estremista sunnita dello Stato islamico. Include alcune delle fazioni filo-iraniane più intransigenti, come la milizia di Asaib Ahl al-Haq. Anche Al-Sadr, un leader nazionalista, è vicino all'Iran, ma rifiuta pubblicamente la sua influenza politica. Nella regione autonoma del Kurdistan settentrionale dell'Iraq, la gara è dominata dai due principali partiti curdi conosciuti come il Partito Democratico del Kurdistan, che domina il governo curdo, e l'Unione Patriottica del Kurdistan.

Tra i primi a votare il primo ministro iracheno, Mustafa Al-Kazemi, che davanti al seggio ha invitato tutta la popolazione a recarsi alle urne per contribuire al cambiamento. Lo riferisce al-Arabiya.   
Al-Kazemi ha ripetuto a più riprese il suo invito agli iracheni: "Esci, partecipa e vota nelle elezioni per il cambiamento". "La possibilità di cambiamento esiste, ma abbiamo bisogno che le persone scelgano il candidato che cerca l'interesse del Paese. Scegli chi ritieni adatto per il tuo futuro e per il Paese. Dobbiamo tutti partecipare al cambiamento".
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