Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Iraq-terzo-giorno-di-proteste-la-rivolta-continua-nonostante-il-coprifuoco-b0269655-2bb9-48ba-8946-524c667ba652.html | rainews/live/ | true
MONDO

Sono 19 le vittime delle manifestazioni antigovernative

Iraq: terzo giorno di proteste, la rivolta continua nonostante il coprifuoco

Non è bastato il coprifuoco in vigore dalle prime ore del giorno a Baghdad per fermare le violente proteste sociali in corso da tre giorni nella capitale e che oggi hanno raggiunto le località meridionali, con un bilancio provvisorio di 19 vittime, mentre il 75% del Paese è senza internet. Dalle prime ore del giorno agenti di polizia in assetto antisommossa hanno sparato colpi d'arma da fuoco in aria, e non solo, per disperdere centinaia di manifestanti che incendiavano copertoni su una piazza centrale di Baghdad

Condividi
E' salito a 19 morti, tra cui un poliziotto, e 130 feriti il bilancio delle vittime degli scontri che stanno accompagnando le proteste antigovernative in corso in Iraq da martedì. Lo riferiscono i media locali, spiegando che le forze della sicurezza stanno sparando contro i manifestanti nonostante il coprifuoco imposto dal premier iracheno Adel Abdul Mahdi. Solo nella notte scorsa sono morte 10 persone nelle città di Nassirya e di Amara, nel sud dell'Iraq. Le proteste contro il governo accusato di corruzione e contro gli alti tassi di disoccupazione, oltre che per chiedere maggiori servizi di base, sono partite dai quartieri a maggioranza sciita di Baghdad per poi estendersi al sud del Paese.    

Coprifuoco esteso
Le autorità irachene hanno imposto il coprifuoco anche a Najaf e nel governatorato di Maysan, nel sudest dell'Iraq, dopo giorni di proteste sfociate in violenze. Lo ha riferito la tv irachena. Le misure restrittive resteranno in vigore fino a nuovo ordine. Da questa mattina il coprifuoco è in vigore nella capitale Baghdad.  

A Baghdad pallottole vere
Le forze di sicurezza nella capitale irachena Baghdad hanno sparato pallottole reali contro i manifestanti che sfidavano il coprifuoco in vigore. Lo ha annunciato il sito internet della Bbc. Il primo ministro ha spiegato che il coprifuoco a tempo indeterminato - in vigore sin dall'alba - è necessario per mantenere l'ordine e proteggere i manifestanti dagli "infiltrati". Migliaia di persone sono scese in piazza per mostrare la loro rabbia per la dilagante disoccupazione, i servizi carenti e la corruzione. I manifestanti, che sembrano sprovvisti di una leadership organizzata, hanno raggiunto il numero più consistente da quando, un anno fa, Adel Abdul Mahdi è diventato primo ministro. Nazioni Unite e Stati Uniti hanno espresso   preoccupazione per le violenze e sollecitato le autorità irachene a mostrare contegno.  

Bilancio di morte
Con queste ultime vittime, i bilanci diffusi da fonti sanitarie confermano 19 morti - di cui un poliziotto - in tre giorni e più di 130 feriti. Inoltre, mentre le proteste si espandono, l'accesso alla rete è stato bloccato nei tre quarti del territorio nazionale, come deciso dai principali operatori di telefonia Earthlink, Asiacell e Zain. Un'interruzione di internet che ha dapprima riguardato Bagdad, poi le città meridionali per raggiungere il 75% del Paese, ad eccezione del nord che comprende il Kurdistan autonomo. I manifestanti hanno riferito di non riuscire più a postare sui social le foto delle proteste e gli slogan all'origine della contestazione inedita contro il governo in carica da un anno, per denunciare corruzione, disoccupazione e assenza di servizi pubblici essenziali.

La mossa di al-Halbusi
Il presidente del Parlamento iracheno, Mohammed al-Halbusi, ha invitato i rappresentanti dei manifestanti che da giorni protestano contro il governo ad andare in Parlamento per discutere delle loro richieste. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale irachena, senza aggiungere ulteriori dettagli in merito. La mossa di al-Halbusi sembra un tentativo di calmare le proteste che hanno scosso Baghdad e le province del sud e provocato finora 19 morti.  

Ambasciata Usa in allarme
L'ambasciata americana in Iraq ha sospeso i servizi consolari precisando che lo stop resterà in vigore fino a quando non verrà revocato il coprifuoco nella capitale irachena. Una nota della rappresentanza diplomatica dà conto delle manifestazioni "sporadiche e spontanee" degli ultimi giorni e del blocco in Internet in molte zone del Paese arabo. L'ambasciata suggerisce ai cittadini di americani di "evitare le zone delle manifestazioni" e ribadisce che sono sconsigliati i viaggi in Iraq.  

Convocato l'ambasciatore Iran
Il ministero degli Esteri iracheno ha convocato l'ambasciatore iraniano, Iraj Masjedi, che nei giorni scorsi aveva dichiarato che, se gli Usa avessero attaccato la Repubblica islamica, Teheran avrebbe reagito "ovunque, incluso in Iraq". In una nota si legge che le autorità irachene hanno sottolineato all'ambasciatore come le truppe americane siano in Iraq su richiesta del governo e che l'Iraq non accetterà di diventare teatro di conflitti internazionali. 

Attivisti uccisi in casa
Un fumettista iracheno è stato ucciso assieme a sua moglie, anche lei attivista per la società civile, nella città meridionale irachena di Bassora, nel contesto dei disordini per le manifestazioni popolari in corso nel paese. La polizia di Bassora ha riferito che Adel e Sara Madani sono stati uccisi da uomini armati e col volto coperto che sono penetrati a casa delle vittime. Il duplice omicidio non sembra strettamente legato ai disordini in corso, ma come sottolineano le fonti mediatiche locali, gli uomini armati hanno sfruttato il momento di degrado di sicurezza in città per liberarsi di due figure da tempo considerate scomode perchè denunciavano lo strapotere delle milizie armate di Bassora.
 
Condividi