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MONDO

Intesa di coalizione

Israele, accordo di governo raggiunto tra Netanyahu e Gantz

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di Tiziana Di Giovannandrea Un accordo per la formazione di un governo di coalizione è stato raggiunto in Israele dai partiti del premier uscente, Benjamin Netanyahu, e del dirigente di opposizione, ex capo di Stato Maggiore, Benny Gantz. A sottoscrivere la nota i due partiti, Likud e Blu e Bianco.

Netanyahu e Gantz si sono incontrati per una seconda volta nell'arco della giornata raggiungendo l'intesa per la formazione di un 'governo di emergenza nazionale'.

I media israeliani hanno riferito che l'intesa copre un periodo di tre anni. In questo periodo Netanyahu assumerà la carica di primo ministro per i primi 18 mesi. Successivamente Gantz diverrà primo ministro.

L'accordo pone fine a mesi di paralisi politica ed evita quello che sarebbe stato il quarto ritorno alle urne per i cittadini israeliani. 

Secondo quanto riferito sempre dalla stampa israeliana, nei primi 18 mesi di governo a guida Netanyahu, Gantz sarà ministro della Difesa mentre il n. 2 nel suo partito, Gabi Ashkenazi, guiderà la diplomazia. Non ci sarà nessuna modifica alla controversa legge sullo Stato-Nazione.

Molto duro il commento di Yair Lapid, ex alleato di Gantz alle elezioni, che ha condannato l'accordo: "Così il compromesso sulla Commissione delle nomine giudiziarie è che Bibi (soprannome di Benjamin Netanyahu, ndr) sceglie tutti i suoi rappresentanti. Gantz e Ashkenazi hanno acconsentito a permettere all'incriminato di indicare i giudici che lo giudicheranno sulle sue questioni", ha sottolineato il leader di Yesh Atid, facendo riferimento alle imputazioni per corruzione, frode e abuso di fiducia a carico di Netanyahu in tre casi.

Del nuovo governo faranno parte, oltre a Likud e Blu e Bianco, anche i laburisti di Amir Peretz, ai quali dovrebbero andare i ministeri dell'Economia e Welfare, e i due partiti ultraortodossi Shas e United Torah Judaism, mentre l'ultradestra di Yamina potrebbe aderire più avanti. Su 32 ministri (che diventeranno poi 36), al blocco di destra andranno Finanze, Salute, Interno, Pubblica Sicurezza, Alloggi, Trasporti ed Istruzione, più la presidenza della Knesset nella prima metà della legislatura, mentre al centro-sinistra vanno Difesa, Esteri, Giustizia, Media, Cultura ed Economia.
Ci sarà un "gabinetto Coronavirus" per gestire l'emergenza Covid-19 e un altro "gabinetto di riconciliazione" per risanare le divisioni nel Paese dopo un anno e mezzo di guerra politica senza esclusione di colpi. Nel caso Netanyahu sciolga il Parlamento, Gantz assumerà immediatamente la carica di primo ministro e non ci saranno elezioni prima di sei mesi.
Sbarrata la strada a Yuli Edelstein: l'ex presidente del Parlamento per sette anni, fedelissimo del leader del Likud, non potrà tornare a guidare la Knesset.

Risolti i nodi che hanno tenuto bloccati i negoziati per settimane: dal 1° luglio via libera all'annessione delle colonie israeliane in Cisgiordania, battaglia cruciale per il leader del Likud sulla quale si è sempre speso considerandola la sua eredità storica. L'ampliamento della sovranità israeliana sugli insediamenti, prevista nel piano di pace per la regione promosso dall'amministrazione Trump, verrà portato avanti "con responsabilità", hanno sottolineato da Blu e Bianco.

I palestinesi hanno subito condannato un governo di unità nazionale israeliano a favore dell'annessione delle colonie in Cisgiordania dal 1 luglio. La  prospettiva di inglobamento di altro territorio palestinese viene considerata una minaccia per l'ordine mondiale e in particolare per la pace, la sicurezza e la stabilità in Medio Oriente. Così ha commentato Saeb Erekat, ex negoziatore capo palestinese, citato dalla Wafa.     
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