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ECONOMIA

Fattori climatici sfavorevoli alla base del calo

Istat: nel 2019 in calo la produzione agricola, -1,3%, vino scende a -12%

È stato vistoso il calo per il vino (-12%) mentre un buon recupero si è avuto per l’olio di oliva (+32,0%). Il valore aggiunto dell'agricoltura, in generale, si è attestato a 31,9 miliardi di euro collocando l'Italia al primo posto nell'Unione europa, davanti a Francia (31 miliardi) e Spagna (26,5 miliardi)

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Nel 2019 la produzione dell'agricoltura si è ridotta dell'1,3% in volume. Il valore aggiunto lordo ai prezzi di base è sceso del 2,7% in volume e le unità di lavoro sono diminuite dello 0,1%. La flessione è stata determinata principalmente da fattori climatici sfavorevoli.

Lo evidenzia un report dell'Istat su conti economici del settore agricolo. Vistoso è stato il calo per il vino (-12%) mentre un buon recupero si è avuto per l'olio di oliva (+32%). Diminuzioni rilevanti anche per frutta (-3%) e cereali (-2,6%) mentre è proseguito il trend positivo delle attività secondarie (+1,3%) e delle attività dei servizi (+0,4%).

Più contenuta, rispetto al 2018, la crescita sia dei prezzi alla produzione (+0,7%) sia di quelli relativi ai costi (input) sostenuti dagli agricoltori (+0,9%).Le Unità di Lavoro (Ula) hanno subito un modesto calo (-0,1%), sintesi di un incremento dei lavoratori dipendenti (+0,4%) e di un calo di quelli indipendenti (-0,4%). La graduatoria del valore della produzione a prezzi correnti vede, per il 2019, la Francia al primo posto (75,4 miliardi di euro), seguita da Germania (57,0 miliardi di euro) e Italia (56,6 miliardi di euro). In termini di valore aggiunto l'Italia si conferma al primo posto con 31,9 miliardi di euro davanti a Francia (31,0 miliardi di euro) e Spagna (26,5 miliardi di euro).

I contributi alla produzione ricevuti dal settore sono aumentati del 3,8%, valore che segue il forte incremento del 16,8% registrato nel 2018.Il reddito dei fattori è diminuito del 2,2% in valore e, conseguentemente, l'indicatore di reddito agricolo ha subito un decremento del 2,6%.
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