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POLITICA

Palazzo Madama

Jobs Act, Senato dà il via libera definitivo

Con 166 sì, 112 no e un astenuto passa la legge delega sulla riforma del Lavoro. Tensione e scontri durante un corteo a Roma. Sì dai dissidenti dem ma solo "per senso di responsabilità". Mineo vota contro

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Roma Via libero definitivo dal Senato con 166 sì, 112 no e un astenuto. L’ok è arrivato dopo che sul provvedimento il ministro Giuliano Poletti in aula ha chiesto la fiducia, provocando la reazione della minoranza del Pd. Il senatore Federico Fornaro ha annunciato il voto favorevole dei 27 senatori della sinistra dem ma solo per senso di responsabilità. Unico a votare contro è stato Corradino Mineo. La seduta a metà giornata era stata sospesa per la conferenza dei capigruppo che avrebbe dovuto stabilire il nuovo calendario: l'approvazione della tempistica però non è avvenuta all'unanimità e quindi l'aula ha stabilito che la prima chiama per il voto di fiducia fosse alle 19. Durante il voto non mancate le contestazioni dalle opposizioni. In particolare i parlamentari di Sel, dopo la dichiarazione di voto contrario, hanno esposto dai banchi alcuni cartelli contro il Jobs Act con i seguenti slogan: "Jobs Act: ritorno all' 800"; "Art.1: l'Italia è una Repubblica affondata sul lavoro", e  "Statuto dei lavoratori" listato a lutto.

Gli scontri fuori Palazzo Madama
Tutto si è svolto mentre, fuori, il corteo organizzato dal laboratorio nazionale per lo sciopero sociale sfilava per le strade del centro di Roma. Obiettivo dei manifestanti: raggiungere Palazzo Madama per ribadire il no alla riforma del lavoro. Tensione e lancio di uova contro le forze dell'ordine – che ha reagito con delle cariche di alleggerimento - in corso Vittorio Emanuele davanti al dipartimento della Funzione pubblica. Accesi anche fumogeni. Secondo la Questura di Roma sarebbero tre gli agenti rimasti contusi negli scontri, così come tre sarebberop anche i manifestanti feriti secondo gli organizzatori del corteo.

Cosa prevede il provvedimento
In attesa dei decreti attuativi che daranno la forma finale al provvedimento i principali paletti del testo uscito da Palazzo Madama sono rappresentati dal reintegro per i licenziamenti disciplinari e discriminatori, da una stretta sui controlli a distanza e indennizzi più alti per i lavoratori che rinunciano alla causa nei confronti dell'azienda. E ancora ammotizzatori sociali per tutti ed estensione del diritto di maternità. 
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