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MONDO

Storie americane

La Natività in gabbia

Controverso presepe in California 

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di Valentina Martelli Mrs. Sanchez osserva perplessa tre gabbie, collocate all’esterno della chiesa Metodista di Claremont, in California. Come lei molti altri sostano davanti a quello che sta diventando il più discusso Presepe di questo Natale. Il neonato Gesù, i genitori Giuseppe e Maria non sono, infatti, sotto una capanna, neppure trovano rifugio in una grotta. Sono chiusi all’interno di gabbie e tutti e tre separati. Un chiaro messaggio sulle politiche di divisione degli immigrati al confine implementate dall’amministrazione Trump, anche se non ci sono cartelli che lo dicano accanto alla raffigurazione della Sacra Famiglia separata.

Il Reverendo Karen Clark Ristine ha voluto spiegare la ragione della scelta, in un post su Facebook che è diventato virale e che sta ricevendo migliaia di commenti. "In un'epoca, durante la quale, nel nostro paese, le famiglie rifugiate cercano asilo bussando alle nostre frontiere e sono involontariamente separate l'una dall'altra – ha scritto – consideriamo quale era la situazione della famiglia di rifugiati più conosciuta al mondo". Ricorda poi la fuga della coppia da Re Erode, la paura di persecuzioni e morte e continua: “Immaginate Giuseppe e Maria separati al confine e Gesù non più grande di due anni, tolto da sua madre e messo dietro la recinzione di un centro di detenzione dagli agenti del Border Patrol, così come è successo a più di 5.500 bambini negli ultimi tre anni.” Per rincarare il messaggio Gesù è, infatti, avvolto nelle stesse coperte metalliche date ai migranti bambini per scaldarsi.
 
Un approccio politico che a non tutti piace, il Reverendo viene accusato di cercare di allargare la sua comunità di 300 fedeli spingendo sulla questione immigrazione senza spiegare però le ragioni per le quali queste separazioni avvengono. A questo si aggiungono i commenti di chi pensa venga manipolato un messaggio sacro come quello della Natività, mentre chi frequenta la chiesa dice che la Claremont United Methodist Church ha una lunga storia di inclusione e difesa dei diritti. Basta guardare le decorazioni natalizie. Oltre ad archi con velluto rosso e luci scintillanti, anche cartelli color arcobaleno che annunciano: "Tutti sono benvenuti". Mentre diversi simboli di pace, realizzati con nastro adesivo colorato, pendono da un albero all'esterno del santuario principale. 

“La famiglia è riunita all’interno della Chiesa” scrive sempre sul post, il Reverendo Clark Ristine ma non pare sufficiente a placare la polemica.
 
Mrs. Sanchez scuote la testa e si allontana. “Non so – dice – non mi piace”, mentre la figlia ribatte che è importante che la chiesa che frequentano abbia preso posizione contro la separazione delle famiglia al confine. Anche se facendo cosi ha aperto un’ altra forma di divisione, in questo caso, solo di opinioni.

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