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POLITICA

Consiglio europeo a Bruxelles

La prima volta di Paolo Gentiloni premier a Bruxelles: "Sul Jobs Act non torniamo indietro"

I 28 estendono di altri 6 mesi le sanzioni contro Mosca per la Crimea, ma respingono l'ipotesi di varare misura analoghe in merito alla crisi siriana

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Al termine del suo primo Consiglio europeo, Paolo Gentiloni critica le politiche dell'Unione sulla questione migranti. "L'Ue si sta lentamente orientando ad assumere nella sua agenda le priorità migratorie ma purtroppo i problemi sono molto più veloci delle soluzioni e continua ad esserci ancora un fortissimo ritardo, anche laddove, nel recepire la proposta italiana del Migration compact, c'è una consapevolezza che si debbano fare dei passi in avanti", dice il premier in conferenza stampa a Bruxelles.


Sul Jobs Act e sull'articolo 18 il Governo non torna indietro
Sul fronte interno il Premier affronta anche i temi caldi della giornata politica romana.  Il governo non ha "nessuna intenzione di cambiare linea sul Jobs act e l'articolo 18", dice il presidente del Consiglio


     


Siria, respinta l'ipotesi di sanzioni verso Mosca
Sulla Siria "la diplomazia vive uno dei suoi momenti più difficili", dice poi Gentiloni. "Non è facile dare
un contributo, ci siamo concentrati sulla dimensione umanitaria e abbiamo avuto una discussione conclusasi, per fortuna, senza considerare l'ipotesi, che a mio avviso sarebbe stata sbagliata, di agire con sanzioni contro la Russia. Ipotesi che è girata, è stata rinnovata anche nella riunione di oggi", ma non è passata.

Estese le sanzioni contro la Russia per l'annessione della Crimea
L'Europa estende invece di altri 6 mesi le sanzioni economiche contro Mosca per la Crimea. I leader europei hanno concordato a Bruxelles di rinnovare le sanzioni varate per l'annessione della penisola e la destabilizzazione del Donbass, in Ucraina. Le misure colpiscono i settori finanziario, dell'energia, della difesa e dei beni a duplice uso civile-militare. In scadenza il 31 gennaio 2017, le sanzioni saranno rinnovate per altri sei mesi, con procedura scritta che si concluderà prima di Natale, a quanto si apprende da fonti europee ai vertici del summit. In pratica si tratta di un via libera a livello politico; domani partirà la procedura scritta (ovvero la proposta verrà approvata salvo obiezioni di un membro del Consiglio). Le sanzioni, già prorogate nel luglio scorso, sono vincolate all'applicazione completa degli accordi di Minsk per la pace in Ucraina.  
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