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POLITICA

L'addio dell'ex segretario

La scissione annunciata di Matteo Renzi divide Pd e fa tremare il governo. I dubbi dei fedelissimi

Anche nel campo renziano la scelta fa discutere. I #Senzadime, movimento che si e' andato a formare attorno alla corrente dem capitanata da Roberto Giachetti e Anna Ascani, si interrogano sulla scissione innescata da Matteo Renzi. Tanto da organizzare una assemblea aperta a Milano dal titolo eloquente: "Pd: il futuro passa da qui, la scissione senza di me"

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L'addio di Renzi al Pd, ufficializzata oggi, agita la scena politica italiana. Il segretario Dem Zingaretti afferma che "è un errore, ma noi guardiamo al futuro degli italiani". E per Delrio "le divisioni non hanno mai portato al rafforzamento del centrosinistra". Il premier Conte esprime "perplessità" per la "singolare scelta dei tempi". "Nessuna sorpresa" per Di Maio, mentre Grillo commenta: "I Mattei (Salvini e Renzi ndr.) sono passati entrambi alla minchiata d'impulso, il paese è instabile e pieno di rancori, non è il momento di dare seguito a dei narcisismi. Il rischio è Pontida capitale". Salvini attacca: "Renzi? Che pena, cosa non si fa per salvare la poltrona...". Toti invece si augura "che la scelta di Renzi porti chiarezza e che si abbandoni ogni ipotesi di ritorno al proporzionale".

La scelta ufficializzata
L'ex segretario ha ufficializzato l'uscita dal Pd in un'intervista a Repubblica in cui ha spiegato di voler combattere Salvini e che lo seguiranno una trentina di parlamentari con cui già questa settimana formerà gruppi autonomi. "Quello che mi spinge a lasciare è la mancanza di una visione sul futuro", ha affermato l'ex premier che ha definito l'attuale Pd "un insieme di correnti", "i parlamentari che mi seguiranno saranno una trentina, più o meno. Non dico che c'e' un numero chiuso, ma quasi".   

Gruppi autonomi in settimana
"I gruppi autonomi nasceranno già questa settimana. E saranno un bene per tutti: Zingaretti non avrà più l'alibi di dire che non controlla i gruppi Pd perche' saranno 'derenzizzati'", ha sottolineato l'ex segretario dem, "e per il governo probabilmente si allargherà la base del consenso parlamentare, l'ho detto anche a Conte. Dunque l'operazione è un bene per tutti, come osservato da Goffredo Bettini. Ma questa e' solo la punta dell'iceberg. Il ragionamento è  piu' ampio e sara' nel Paese, non solo nei palazzi".   

Voglio combattere contro Salvini
"Voglio passare i prossimi mesi a combattere contro Salvini", ha detto Renzi assicurando che con la sua iniziativa il fronte contro il leader leghista potra' allargarsi. "Abbiamo fatto un capolavoro tattico mettendo in minoranza Salvini con gli strumenti della democrazia parlamentare", ha osservato, "ma il populismo cattivo che esprime non è battuto e va sconfitto nella societa'. E credo che le liturgie di un Pd organizzato scientificamente in correnti e impegnato in una faticosa e autoreferenziale ricerca dell'unità come bene supremo non funzionino piu'". 

Giachetti e "la scissione #senzadime"
Anche nel campo renziano la scelta fa discutere. I #Senzadime, movimento che si e' andato a formare attorno alla corrente dem capitanata da Roberto Giachetti e Anna Ascani, si interrogano sulla scissione innescata da Matteo Renzi. Tanto da organizzare una assemblea aperta a Milano dal titolo eloquente: "Pd: il futuro passa da qui, la scissione senza di me".

"Abbiamo votato Renzi ma non crediamo negli strappi"
"Siamo persone che in questi anni hanno anche votato Matteo Renzi come segretario del Partito Democratico. Perche' credevamo davvero in un'Italia che cambiasse verso", si legge sulla pagina Facebook. "Ma non crediamo negli strappi o nelle divisioni, negli odi o nelle vendette personali", aggiungono.

Zingaretti: "Errore, ma pensiamo ad italiani"
"Ci dispiace. Un errore dividere il Pd, specie in un momento in cui la sua forza è indispensabile per la qualità della nostra democrazia". Così in un post su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti commenta la decisione di Matteo Renzi di uscire dal partito.

"Ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo Partito democratico", conclude Zingaretti. 



Franceschini: "Renzi? Oggi è un grosso problema"
Matteo Renzi "Today it is a big problem". Il ministro per i beni culturali e capo delegazione del Pd, Dario Franceschini replica così alla sua omologa tedesca Michelle Muntefering che prima dell'inizio di un convegno in Triennale lo ha avvicinato chiedendo "What is Renzi doing now?". Il dialogo privato e' stato intercettato dai giornalisti, ai quali prima il ministro aveva detto di non voler parlare di altro oggi, se non di cultura, evitando le domande sulla scissione nel Pd.

Franceschini incalzato dal ministro tedesco, ha spiegato che la scissione con Matteo Renzi dal Partito democratico potrebbe creare problemi. "Loro hanno deciso di uscire dal partito senza motivo", ha detto, ammettendo che "è difficile capire le ragioni". Renzi "continua a sostenere il governo ma - ribadisce Franceschini - potrebbe essere un problema".

Calenda: scelta "un po' singolare. Avevo avvertito Zingaretti e Gentiloni"
"Lo accolgo con confusione. Ha fatto una scelta diversa dalla mia, ha detto che era d'accordo all'alleanza tra Pd e Cinque Stelle, anzi ha spinto il Partito Democratico su quella linea. Adesso fa un'ulteriore giravolta e esce dal Pd. Non lo condivido, la trovo una roba un po' singolare". E' quanto afferma Carlo Calenda ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici" a proposito dell'addio di Matteo Renzi al Pd. 

"Avevo avvertito Zingaretti e Gentiloni in tutti i modi possibili. Era chiarissimo che sarebbe accaduto. Zingaretti e Gentiloni hanno sperato e creduto che questo si potesse evitare. Evidentemente non è andata così - aggiunge -. Il Pd può avere un futuro solo se riscopre che cosa è. Non puoi allearti con il Movimento Cinque Stelle solo per dire no al Salvini. Non è che levare Salvini dal Ministero degli Interni risolve i problemi. Per risolvere i problemi ci vogliono i programmi. Questo Governo non li ha secondo me. Tornare nel Pd? No. La coerenza in politica è un fatto importante. Non posso venirne meno. Penso che i Cinque Stelle abbiano scassato le città che governano e distrutto un ministero in cui ho sputato sangue per cinque anni. Non posso stare insieme a loro".

Rosato: "Creare casa politica in cui si possa stare un po' in serenità"
"I numeri non sono il nostro assillo. Avremo i numeri per fare il gruppo alla Camera e al Senato faremo quello che è coerente con il regolamento di Palazzo Madama. Faccio gli auguri al Pd di fare la sua strada e il suo percorso", noi vogliamo "creare una casa politica in cui si possa stare un po' in serenita'". Lo dice Ettore Rosato, vice presidente della Camera.

Ricci: "Un errore, non credo nei partiti personali"
"Un errore enorme la scissione di Renzi. Non credo nei partiti personali e le divisioni portano sempre male. I sindaci popolari aggregano, non dividono. Per questo credo rimarremo tutti nel Partito Democratico che, a maggior ragione, vogliamo riformista e maggioritario (non il PDS)". Lo ha scritto su twitter e su facebook Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, rilanciando l'hashtag "io sto nel Pd".



Bellanova: "Sto con Renzi"
Non solo critiche per Renzi. "Ho sempre detto in questi giorni che al momento opportuno avrei detto da che parte sto con la franchezza che mi caratterizza. Sto con Matteo Renzi". Così la ministra dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, secondo cui quello dell'ex presidente del Consiglio, "è un progetto politico ambizioso. Guarda al futuro del Paese e dell'Europa, nel tentativo di interpretare e catalizzare quello che nella società italiana nasce e si muove e non trova più interlocutori competenti, affascinanti e credibili tra le forze politiche". Per questo, scrive Bellanova sul suo profilo Facebook, "la parola scissione è fuori luogo e pericolosa per interpretare quello che sta avvenendo. Non è scissione ma sincera presa d'atto di una difficoltà di coesistenza tra anime diverse che in questi anni si è fatta sempre più evidente". 

Bonetti: "Ho riposto sì a Renzi. La sua strada è la mia"
Dello stesso avviso il ministro della Famiglia, Elena Bonetti, che su Fb scrive: "Quella tracciata da Matteo Renzi è una strada di libertà e coraggio, che appartiene pienamente a me e alla mia storia personale". E aggiunge: "Ho iniziato il mio cammino in politica come scelta di servizio, pronta a mettermi in gioco e a contribuire, per quanto mi fosse possibile, a tracciare percorsi di bene. Ho parlato tante volte della necessità per tutti noi di dare vita a una politica capace di farsi generativa nel Paese, una politica che fosse buona, bella, vera. Questo chiede responsabilità e coraggio. Per questo ho risposto di sì al progetto che Matteo offre al Paese".

Chi va e chi resta. Il nodo del gruppo in Senato
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