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EUROPA

Lussemburgo

Lamorgese: pressione migratoria in aumento, Ue mantenga gli impegni

"Avviare rapidamente partenariati strategici con Paesi Nord Africa"

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Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha partecipato al Consiglio Affari interni convocato in Lussemburgo dalla Presidenza di turno slovena con un ordine del giorno incentrato sull'andamento dei flussi migratori irregolari lungo le diverse rotte che interessano l'Europa.

Sulla base dei dati forniti in apertura di riunione dalle agenzie Frontex, Easo ed Europol, è emerso l'aumento generalizzato della pressione migratoria su tutte le rotte terrestri e marittime, con incrementi percentuali più consistenti su quella che attraversa il Mediterraneo centrale come era stato evidenziato anche nella lettera inviata alla Commissione dai Paesi Med-5 (Cipro, Grecia, Italia, Malta e Spagna) dopo il recente vertice di Malaga.

"In questo contesto - ha detto il ministro Lamorgese - l'Unione europea deve colmare il ritardo fin qui accumulato, sviluppando, in tempi rapidi e con azioni concrete, gli impegni assunti sul fronte dei partenariati strategici con i principali Paesi del Nord Africa, a partire da Libia e Tunisia".

"Con questa prospettiva - ha aggiunto la responsabile del Viminale - è fondamentale rendere rapidamente operativo il nuovo Strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale dell'Unione europea che costituisce un modello fondamentale di collaborazione con i Paesi terzi per allentare la pressione migratoria verso gli Stati membri più esposti".

Presidenza slovena: non solo carota, ma anche bastone
"Dovremo stipulare degli accordi dei Paesi terzi, anche con l'aiuto anche del Servizio europeo per l'azione esterna, per disciplinare i rimpatri e le riammissioni. Dobbiamo continuare ad attivarci sui fronti rimpatri anche con il sostegno finanziario che possa essere fornito ai Paesi terzi. L'Unione europea, abbiamo detto, non dovrebbe offrire soltanto la carota ma anche dare il bastone a chi non collabora".

Lo ha dichiarato Ales Hojs, ministro dell'Interno della Slovenia (Paese che detiene la presidenza di turno dell'Ue) al termine del Consiglio Affari interni. 

E poi: "Siamo giunti alla conclusione, sfortunatamente, che non c'è ancora una volontà politica sufficiente per estrapolare il regolamento screening dal pacchetto" del Patto Ue per l'asilo e le migrazioni. "Diversi Stati membri insistono sulla necessità di avere un'impostazione basata sul pacchetto nella sua globalità", ha aggiunto Hojs. "Questo significa che la presidenza dovrà cercare di colmare ancora questo divario e lo faremo a livello tecnico. Non rinunceremo a farlo, sperando di poter comunque di estrapolare l'Eurodac", ha concluso.

Johansson: capisco chi costruisce barriere, ma non con soldi Ue 
"Abbiamo davvero bisogno di rafforzare la protezione dei confini esterni dell'Ue. Alcuni Stati membri costruiscono barriere e li capisco. Ma non penso che sia una buona idea usare fondi Ue per costruirle". Lo dice la commissaria europea agli Affari Interni, Ylva Johansson, in conferenza stampa a Lussemburgo al termine della riunione del Consiglio.

"Abbiamo presentato proposte che consentono agli Stati di fronteggiare situazioni di crisi e credo che gli Stati debbano approvare, magari emendandole, le proposte che sono sul tavolo", invece di presentare "nuove proposte", conclude.
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