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ITALIA

La vertenza

Latte, Centinaio: sì della Ue a ritiro pecorino in eccesso. I pastori: subito 80 centesimi a litro

Il ministro delle Politiche agricole parla dopo l'incontro con il Commissario europeo Phil Hogan. I pastori intanto, in attesa del tavolo di filiera previsto per il 21 febbraio, rilanciano: 80 centesimi a lityro subito, obiettivo: un euro

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"Abbiamo avuto l'ok dell'Europa al nostro piano e questo renderà più disteso l'incontro di giovedì tra le parti", "sia per la gestione dell'emergenza che per riorganizzare la filiera". Così il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, dopo la riunione con il Commissario Phil Hogan. Sul piano di ritiri delle forme di pecorino romano rimaste invendute, il ministro ha ottenuto rassicurazione che "non si tratta di aiuto di Stato". Hogan ha poi confermato l'invio di funzionari Ue in Sardegna per coinvolgere il Consorzio nei programmi Ue.

Tajani: "Pronti 191 milioni di euro"
Sul tema interviene anche il presidente del Parlamento Ue, Tajani: "Ringrazio il Commissario Hogan per avere dato la possibilità di inviare in tempi rapidi una delegazione di funzionari della Commissione per spiegare alle autorità regionali sarde e ai pastori sardi come poter partecipare nel modo migliore al bando per l'utilizzo di 191milioni di euro, che sono a disposizione di tutti gli europei, per promuovere il pecorino".

I pastori: latte a 80 centesimi e poi a un euro
Intanto, in attesa del tavolo di filiera convocato a Roma per giovedì 21 febbraio, è stata approvata per alzata di mano la bozza di accordo sul prezzo del latte ovino presentata all'assemblea degli allevatori dal Movimento dei pastori sardi. I punti salienti prevedono da subito 80 centesimi al litro, contro i 72 proposti dal tavolo di sabato scorso con il ministro Centinaio, e una griglia con garanzie stringenti per arrivare a un euro a fine stagione. "Non ci stiamo abbassando i pantaloni: abbiamo iniziato la trattativa parlando di un'euro al litro e all'euro dobbiamo arrivare a fine campagna", hanno spiegato dal palco dell'assemblea a Tramatza i pastori che hanno studiato la controproposta insieme a un gruppo di "tecnici". "Il prezzo del Pecorino Romano - hanno detto - è salito in pochi giorni di 1,50 euro. E ora anche la grande distribuzione ci potrebbe dare una mano: questo aiuterebbe il prezzo a salire". La bozza di intesa concordata è stata approvata all'unanimità, per alzata di mano, dagli oltre mille pastori riuniti a Tramatza.

Falchi: l'obiettivo è arrivare a un euro
 "La base di partenza per remunerare il latte ovino è di 80 centesimi al litro. Noi facciamo i calcoli sulla realtà: sotto quella soglia non copriamo i costi di produzione ed è anche anticostituzionale, perché non è che puoi mettere 50 milioni sul piatto e basta. I sacrifici li dobbiamo fare tutti".  Lo ha detto Gianuario Falchi, uno dei pastori che ha presentato la controproposta degli allevatori approvata dall'assemblea. Il prezzo del formaggio Pecorino Romano è già salito di 1 euro e 1,50 in dieci giorni - ha spiegato - quindi i trasformatori hanno la garanzia che non andranno sotto. Da parte nostra speriamo di arrivare oltre l'euro, però logicamente bisogna recuperare i mesi precedenti: noi speriamo che con questa proposta si arrivi all'euro, che per i pastori è il traguardo". "Ovviamente - ha ammesso Falchi - sapevamo che chiedendo l'euro non sarebbe arrivato dall'oggi al domani: non siamo stupidi. Lo sappiamo come funziona il mercato e come funzionano le vendite. Ora, però, c'è un fatto importante: all'unanimità abbiamo deciso di andare avanti. Questo vuol dire che i pastori non li divide nessuno".

Si dimette il presidente Consorzio di tutela
"Il 22 febbraio scade il mio mandato, ho già provveduto a rassegnare le mie dimissioni in coerenza con il mandato assegnato dal Cda". Lo ha annunciato,con un post su Facebook, Salvatore Palitta, presidente del Consorzio di tutela del pecorino romano.
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