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CULTURA

Scambio di libri

Le Little Free Library alla conquista dell'Italia, casette di legno per scambiarsi i libri

Ormai sono centinaia in Italia le casette, nate da un'idea americana, in cui lasciare uno o più libri, prendendone altri. 

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di Carlotta MacerolloRoma Una piccola biblioteca libera di quartiere dove scambiare libri e sguardi a forma di casetta per gli uccelli, un luogo a disposizione di tutti. L'idea è partita dagli Stati Uniti, dove Todd Bol ha costruito nel 2009 la prima "Little Free Library" e con un altro americano, Rick Brooks, ha creato una rete che cataloga e associa tutte quelle esistenti nel mondo. 

Un po' di storia
Il primo prototipo di Little free library apre lungo una pista ciclabile a Hudson, tra un caffè e una galleria d'arte. In pochi anni, tramite il passaparola, l'idea si diffonde in tutti gli Stati Uniti e naviga oltre l'Atlantico per approdare in Europa.


I bambini leggono i libri sulle panchine

A Berlino le LFL sono scavate nei tronchi degli alberi

Come funzionano
In concreto le "Little free library" sono casette di legno artigianali che contengono collezioni di libri in continuo cambiamento. I libri possono essere presi e depositati da chiunque, anche se solitamente la casetta è pensata soprattutto per le persone del quartiere. I luoghi più gettonati per l'installazione di una "Little free library" sono parchi, giardini, cortili, spazi comuni di condomini, anche se ci sono versioni nei bar o nei ristoranti. La regola fondamentale per far funzionare il tutto, è "libro che prendi, libro che doni" ("Take a book. Return a book"). Il presupposto invece è che la comunità coinvolta partecipi. 

Istituirne una è semplice. Basta scegliere il posto, costruire o acquistare la casetta per i libri, chiedere autorizzazione al Comune per posizionarla, riempirla di volumi e poi registrarla sul sito americano (littlefreelibrary.org) in modo che la piccola libreria venga geolocalizzata.

In Italia
In Italia il primo esempio risale al giugno 2012, quando l'insegnante Giovanna Iorio ha installato la prima casetta nel parco dell'Inviolatella Borghese, nel quartiere di Vigna Clara, a Roma. Promuovono la lettura, sono centri di aggregazione, usati a tutte le ore e a tutte le età. A volte può capitare che siano scambiate per depositi di restituzione delle biblioteche o che qualcuno lasci in sacchetti i volumi di troppo. Ma finora nessuno le ha danneggiate, né ha mai preso senza rifornire. Un'esperienza degna di nota è quella della Biblioteca Comunale di Corbetta (Milano): regolarmente registrata sul portale di Bol e Brooks con il numero 1774, è la prima casetta al mondo ad appartenere a una biblioteca pubblica, è la terza "Free Library" d'Italia e la sesta d'Europa.

Tra le più curiose "Little Free" una in un supermercato (Imèr, Trento), una alle terme (Comano, Trento) una frequentata quasi esclusivamente da bambini (Cavallino e Castromediano, Lecce).
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