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ECONOMIA

Mercati

Le borse peggiorano ancora. Pesano il caso evegrande e i prezzi in salita

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di ​ Fabrizio Patti Giornata difficile per le borse. E' iniziata con il calo del 3,30% della borsa di Hong Kong questa mattina, a causa del nuovo crollo del colosso dell'immobiliare cinese Evergrande (-10,24%).
Con i suoi 305 miliardi di dollari di debiti è a rischio fallimento e si teme un effetto domino; il test questo giovedì, quando dovrà pagare interessi per 83 milioni di dollari.

Vanno molto male anche le borse europee, con cali in tutti i settori. Il Ftse Mib di Milano scende del 2,25% per cento, in linea con il resto d'Europa.

A innervosire i mercati ci sono stati anche i dati sui prezzi alla produzione in Germania, ad agosto, +12% la variazione annuale, +1,5% quella mensile, più delle attese.

Dati che arrivano all'inizio di una settimana in cui si riuniranno diverse banche centrali, a partire dalla Fed degli Stati Uniti. Dovranno decidere se ridurre gli stimoli o continuare a considerare temporaneo l'aumento dell'inflazione.

A determinare molti di questi aumenti sono i beni energetici. Il petrolio Brent è salito molto nell'ultimo anno, di circa il 60%, un anno fa valeva poco più di 40 dollari al barile. Oggi però scende: -1,81% per cento, a quota 73,95 dollari al barile.

Andamento che trascina in basso il valore dei titoli petroliferi quotati in borsa. Oggi il calo maggiore tra i titoli del paniere del Ftse MIb è Eni (-5%): la discesa è tuttavia accentuata dalla distribuzione del dividendo, che determina una discesa del valore delle azioni. 

Solo due i titoli in rialzo tra i 40 del Ftse Mib: Amplifon (+0,38%) e Terna (+0,25%).
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