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MONDO

Giovedì 24 giugno

Le notizie dal mondo

La rassegna stampa internazionale di Rainews

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di Micol Pieretti Die Welt 
Non è certo rimasta limitata allo stadio di Monaco che - per volere della Uefa - non si è colorato di arcobaleno la polemica contro la legge LGBT ungherese che "oscura il vertice europeo di oggi", titola oggi il Die Welt, con altri giornali tedeschi. Per la presidente della Commissione Ue, Von der Leyen, "è una vergogna" il disegno di legge ungherese che vieta di parlare di omosessualità e identità di genere nelle scuole e il film, libri per minori. "Una legge che va contro i valori dell'Unione" - ha detto - annunciando misure legali. Provvedimento - tra l'altro - firmato in serata dal presidente ungherese, Ader. Dura la replica di Orban, così infastidito da disertare la partita a Monaco: "Una vergogna è - piuttosto - la dichiarazione della presidente della Commissione europea". Sono accuse false di "un'opinione politica faziosa" - ha detto il premier - senza che ci sia stata "un'indagine imparziale". "La legge non contiene alcuna disposizione che determini come deve vivere una persona e non lede il diritto al rispetto della vita privata, sancito dalla Costituzione". E - dicevamo - tema che irrompe oggi al vertice dei leader europei - dedicato soprattutto alla gestione del Covid e del tema migranti. La cancelliera Merkel si è espressa contro la legge ungherese e così quattordici dei 27 Stati Ue che hanno rilasciato una dichiarazione congiunta - ma un'altra metà - sottolinea il giornale - hanno scelto di non firmare la lettera. Una controversia che - per la diplomazia europea - potrebbe innescare un acceso dibattito sullo stato di diritto non solo in Ungheria ma anche in Polonia e Slovenia. Da anni sono in corso azioni legali della Commissione e del Consiglio dei ministri contro questi paesi. La Corte di giustizia europea ha ordinato alla Polonia di garantire l'indipendenza dei suoi giudici . Finora, senza success.

Tagesspiegel
Ma è controversa per l'Europa la gestione del "file Orban" titola il Tagesspiegel. Discrimina le minoranze, espelle dal paese i rifugiati, limita il lavoro nel Paese a organizzazioni non governative e università indipendenti. Una figura inconciliabile con i liberali dell'Europa occidentale che però - dice il giornale di Berlino - ha molti fan tra i conservatori tedeschi e di altri paesi dell'UE. Più volte Orban è stato ospite d'onore ai congressi del partito della CSU - l'unione cristiano-sociale, partito fratello della CDU di Merkel. La stessa CDU ha impedito a lungo l'espulsione del suo partito Fidesz dal gruppo democristiano del PPE al Parlamento europeo, espulsione avvenuta solo a marzo. Anni di esitazione - aggiunge - dovuti alla gratitudine per il ruolo dell'Ungheria nel rovesciamento del comunismo nel 1989, alla simpatia per almeno alcuni degli obiettivi politici di Orbán. Qual è allora la verità delle accuse contro Viktor Orbán e il governo ungherese? si chiede il giornale.

Suddeutsche Zeitung
E se la questione dei diritti LGBT potrebbe irrompere sul tavolo del confronto a Bruxelles oggi, è senz'altro il tema migranti al centro del confronto - su sollecitazione dell'Italia. "L'Unione pronta a pagare pagare alla Turchia altri 3 miliardi e mezzo di euro per i rifugiati" per mantenere l'accordo sui migranti, titola il Suddeutsche Zeitung. E' una proposta, un documento informale, che servirà come base per avviare la discussione oggi e domani a Bruxelles. Sarebbe parte di Un pacchetto complessivo da 5,7 miliardi di euro per i richiedenti asilo accolti tra Turchia, Giordania, Libano e Siria per i prossimi tre anni. D'altra parte la cancelliera tedesca Angela Merkel, grande regista dell'accordo del 2016 sui migranti tra ue-Turchia, in vista del vertice si e' assicurata l'alleanza del presidente francese, Macron e del premier Draghi, aperto a "collaborare con Ankara" con l'invito pero' a "stare attenti ai diritti umani". Roma ha ottenuto in cambio il supporto tedesco su Libia e Sahel. Non a caso il sostegno ue alla stabilizzazione delle due regioni sono voci entrate nella bozza di conclusioni del vertice proprio dopo l'incontro dei due leader a Berlino.

Daily Telegraph 
Ma al vertice Ue si parlerà anche del Covid. La cancelliere tedesco Angela Merkel "minaccia di far naufragare le speranze delle vacanze estive in Europa" - titola il Il Daily Telegraph. La Merkel auspica in tutti i Paesi dell'Unione Europea la quarantena per chi arriva dal Regno Unito, dove la variante Delta ha portato a un'impennata dei casi di Covid, 16mila in 24 ore - anche se col 60% della popolazione vaccinata si sono ridotti ricoveri e decessi. Vaccini che riescono a contrastare la variante Delta ma se è già stata somministrata la seconda dose, su cui molti Paesi sono indietro - come la stessa Gran Bretagna - e ora secondo le previsioni del Centro europeo per il controllo delle malattie in estate questa variante potrà veicolare il 90% dei contagi in Europa. Parole - dice il giornale che arrivano mentre il Regno Unito si prepara a fornire un aggiornamento sulle proprie regole di viaggio. Un aggiornamento di quel sistema a semaforo con regole diverse soprattutto per la quarantena: con queste modifiche le Isole Baleari, Malta e alcune isole dei Caraibi potrebbero essere aggiunte alla lista verde, che non prevede quarantena.

Daily Mail 
 Ma in primo piano sulla sulla stampa britannica oggi c'è soprattutto la vicenda della nave da guerra britannica HMS Defender della Royal Navy, che è stata pedinata da aerei e navi russi mentre navigava vicino alla Crimea. Il ministero della Difesa russo ha accusato la nave da guerra di essere entrata nelle acque territoriali della Russia e di aver aperto il fuoco da una nave di pattuglia della guardia costiera prima di sganciare quattro bombe sulla sua traiettoria da un aereo da guerra. Scontro raccontato in esclusiva da un giornalista del Daily mail - lo vedete in primo piano - che era a bordo: "risuonano esplosioni di cannonate" mentre i jet russi "minacciano il cacciatorpediniere inglese". I marinai che hanno indossavato in tutta fretta tute e attrezzature ignifughe. "l'escalation più allarmante" delle tensioni tra Regno Unito e Russia dopo gli avvelenamenti a Salisbury dell'ex spia russa Skripal e la figlia Julia.

The Times
"Non fermerai le nostre navi", dice la ribelle Gran Bretagna a Putin- titola il Times. Le parole al giornale del segretario alla Difesa Ben Wallace: la Marina "sosterrà sempre il diritto internazionale del mare e non può essere impedito un transito innocente". La Marina continuerà a navigare al largo della Crimea nonostante i "colpi di avvertimento". "Abbiamo scelto quella strada e siamo liberi di sceglierla di nuovo", fa sapere ancora la Difesa.



Daily Express 
 Cambia rotta o sparo, la Russia sul piede di Guerra, scrive in taglio alto il Daily Express che però ha in primo piano un'altra vicenda che riguarda la casa reale britannica. Il principe Charles dice la verità sui regali in denaro a Harry. Il principe che ha continuato a sostenere economicamente il duca e la duchessa del Sussex con denaro nei mesi successivi alla loro rinuncia al ruolo di reali senior. "Una somma sostanziosa" girata alla coppia nei mesi successivi al cosiddetto "Megxit", nonostante Harry abbia sempre sostenuto che la sua famiglia "lo ha letteralmente tagliato fuori finanziariamente". I conti reali resi pubblici per la prima volta ieri - dicono i giornali - mostrano che il futuro re ha continuato a finanziare Harry e Meghan fino all'estate dello scorso anno dal fondo di Clarence House da 4,4 milioni di sterline utilizzato per sostenere i suoi due figli e le loro famiglie. In contraddizione con le osservazioni di Harry quando ha detto a Oprah Winfrey di aver smesso di ricevere sostegno finanziario dalla sua famiglia nel "primo trimestre" dello scorso anno. Ha anche affermato che lui e sua moglie erano ridotti a vivere di ciò che "mia madre mi aveva lasciato". I risultati sono arrivati quando sia Clarence House che Buckingham Palace hanno aperto i loro conti finanziari annuali. tutto spiegato da Un portavoce di Clarence House: "nel gennaio 2020, quando il duca e la duchessa hanno annunciato che avrebbero rinunciato a un ruolo attivo nella famiglia reale, il duca ha detto che avrebbero lavorato per diventare finanziariamente indipendenti. Allora Il Principe di Galles ha stanziato una somma consistente per sostenerli in questa transizione. Tale finanziamento è cessato nell'estate dello scorso anno. La coppia è ora finanziariamente indipendente.' Il portavoce ha aggiunto: "Non tradisco fiducia quando dico che hanno avuto molto successo nel diventare finanziariamente indipendenti". Harry e Meghan hanno firmato accordi multimilionari con Netflix e Spotify, con il duca che ha detto a Miss Winfrey di averli assicurati per pagare la "sicurezza" della sua famiglia. E quando il portavoce è stato interrogato sulla discrepanza nelle osservazioni di Harry, il portavoce ha detto: "Non riconoscerei che sono così palesemente diversi. Questi comunque sono i fatti».

Usa Today
E se la coppia inglese sembra aspirare sempre di più a diventare un riferimento pop, passiamo a una vera pop star, anche se appannata: Britney Spears che si è recata in tribunale a Los Angeles nella battaglia legale contro il 'padre padrone' Jamie Spears .

"Rivoglio la mia vita" "Non sono qui per essere la schiava di nessuno", queste le sue parole parlando davanti alla corte per la prima volta in più di due anni. Britney ha chiesto la fine della tutela del padre che ha controllato i suoi soldi e i suoi affari per 13 anni.  La pop star 39enne ha parlato in aula  descrivendo l'accordo come "un abuso". "Ho mentito e ho detto al mondo intero che sto bene e sono felice. È una bugia... " 

NYT
Per il NYT, che dice di aver ottenuto documenti riservati del tribunale, la cantante ha sollecitato modifiche all'accordo che controlla la sua vita e al ruolo di suo padre nel guidarla. Negli anni trascorsi da quando un giudice ha dato al padre un ampio controllo sulla sua vita e sulle sue finanze, i fan preoccupati si sono chiesti come la corte potesse continuare a ritenerla incapace di proteggersi e prendersi cura di se stessa nonostante fosse ancora una pop star. La tutela della cantante pop è stata oggetto di un rinnovato controllo negli ultimi mesi dopo l'uscita del documentario del New York Times  "Framing Britney Spears"  e l'ascesa del movimento #FreeBritney , i cui sostenitori affermano che la star non ha bisogno di una tutela a questo punto nella sua vita e carriera.
Ma ora, i documenti confidenziali ottenuti dal New York Times rivelano che la signora Spears, 39 anni, ha espresso una seria opposizione alla tutela:
"Ha espresso la sensazione che la tutela sia diventata uno strumento oppressivo e di controllo contro di lei", viene scritto in un rapporto del 2016. Il sistema aveva "troppo controllo", 
La signora Spears ha informato l'investigatore che voleva che la tutela venisse terminata il prima possibile. "È 'stufa di essere sfruttata' e ha detto che è quella che lavora e guadagna i suoi soldi, ma tutti intorno a lei sono sul suo libro paga", ha scritto l'investigatore.

Nel 2019, la signora Spears ha dichiarato alla corte di essersi sentita costretta dal conservatore a soggiornare in una struttura per la salute mentale e ad esibirsi contro la sua volontà.
Al timone della vita e delle finanze della cantante per la maggior parte di quel tempo c'era suo padre, James Spears, noto come Jamie, è stato nominato suo tutore nel 2008 , poco dopo che la signora Spears è stata portata due volte in ospedale in ambulanza per valutazioni psichiatriche in mezzo a un dibattito pubblico e preoccupazioni per la sua salute mentale e l'abuso di sostanze. I legaòli del padre  hanno rifiutato di commentare, citando l'udienza in corso. Ma in precedenza hanno affermato che la tutela era necessaria per proteggere la signora Spears, che il signor Spears è stato un padre rispettoso, che ha agito per amore di sua figlia. Del resto - hanno detto - Britney poteva porre fine alla tutela quando voleva e sa che suo padre la ama e che sarà lì per lei quando e se avrà bisogno di lui, proprio come lo è sempre stato, tutela o meno".

 
Dalla redazione

El Observador (Uruguay)


Uruguay autorizza vaccinazione anticovid a clandestini e richiedenti asilo 

Il governo uruguaiano ha abilitato il processo di vaccinazione contro il coronavirus per i richiedenti asilo o migranti senza documenti e che sono nel Paese da più di 90 giorni. Il Ministero della sanità ha affermato che "è stata attivata una nuova procedura online che consente ai migranti o ai richiedenti asilo, sprovvisti di un documento di identità uruguaiano, di registrarsi per essere autorizzati ad entrare nel Sistema di vaccinazione contro il Covid-19". Inoltre Il ministero ha chiarito che l'approvazione della richiesta non implica l'assegnazione della disponibilità con data e ora, ma conferma che la persona può inserire i propri dati nel sistema dell'agenda come fa il resto della popolazione. Gli immigrati dovranno presentare un timbro di ingresso nel Paese e sul loro passaporto o documento consegnato dall'immigrazione dovrà risultare che al momento dell'ingresso hanno presentato un test PCR. In caso di mancanza della documentazione, dovrà essere elaborato il Certificato di Movimenti Migratori.

L'Uruguay attualmente è il secondo Paese al mondo per numero di morti per coronavirus. Tuttavia, nelle ultime settimane il dato su decessi, contagi e ricoverati mostra una tendenza al ribasso. Mentre alcuni esperti guardano ancora con cautela ai dati e preferiscono non trarre conclusioni, altri capiscono che questi sono i primi risultati dell'intensa campagna di vaccinazione che il Governo ha avviato dal 1° marzo. Ad oggi, il 61% della popolazione ha ricevuto almeno una delle due dosi, mentre il 40% degli abitanti ha già il programma completo di Sinovac, Pfizer o Astrazeneca. Il Paese, 3,5 milioni di abitanti, è stato il primo in America Latina a consentire l'inoculazione per gli adolescenti tra i 12 e i 17 anni.

kommersant.ru
L'autorità russa per le telecomunicazioni chiede a Google di chiudere il progetto di Alexei Navalny “Voto intelligente”

A seguito di una denuncia dell'avvocato di Ekaterinburg Andrey Elantsev, l’Autorità russa per telecomunicazioni (Roskomnadzor) ha chiesto a Google di fermare il supporto tecnico del sito web Smart Voting (SV) del politico Alexey Navalny. L'agenzia ritiene che la risorsa possa violare le regole di trattamento dei dati personali degli utenti. Nel 2018, il sito web dell'SV era già stato bloccato dal tribunale, ma il team dell'oppositore lo aveva semplicemente spostato su un nuovo indirizzo, e per due anni il progetto ha funzionato senza ostacoli. Alla vigilia delle elezioni della Duma, le autorità vogliono neutralizzare l'SV "amichevolmente", ma se fallisce, lo faranno anche "malamente", avverte l'esperto.
Andrei Elantsev, direttore del Reputation Legal Center, ha detto a Kommersant che ha contattato Roskomnadzor alla fine di maggio quando ha scoperto che i server dell’SV, secondo i dati dei service aperti WHOIS, erano localizzati negli Stati Uniti. Secondo lui, gli utenti non sono stati avvertiti che i loro dati personali sono stati trattati in un paese "ostile alla Russia". Allo stesso tempo i dati dei passaporti, numeri di telefono, indirizzi di residenza "fino agli appartamenti - presumibilmente al fine di invitare i cittadini alle elezioni come osservatori in futuro", il signor Elantsev ha sottolineato: "So come si svolgono le elezioni e quali dati possono essere raccolti e a quali scopi, così ho subito capito che i cittadini sono ingannati. Possono essere utilizzati sia per inviare messaggi di testo che esortano a votare sia per truccare le elezioni".
Il progetto SV è stato lanciato da Alexei Navalny dopo le elezioni del 2018 per "rompere il monopolio di Russia Unita". Invita gli utenti a votare per un particolare candidato che, secondo gli organizzatori, ha le migliori possibilità di sconfiggere la Russia Unita. Quasi immediatamente dopo il lancio del sito sul dominio 2019.vote, Roskomnadzor l’ha inserito nel registro dei violatori dei diritti dei soggetti riguardanti dati personali e ha ottenuto il suo oscuramento attraverso il tribunale. Ma presto il team del politico ha riavviato il progetto sul dominio appspot.com. Roskomnadzor non ha fatto ripetuti tentativi di bloccarlo.
L'SV è stato utilizzato nel 2019 e nel 2020, in particolare nelle elezioni di successo per l'opposizione alla Duma di Mosca e nelle elezioni alle giunte cittadine di Tomsk e Novosibirsk, dove i sostenitori del signor Navalny hanno ricevuto mandati grazie al sostegno del progetto SV. Il sito dell'SV ora riporta la scritta "la prossima tappa è la Duma di Stato".
 
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