Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Le-notizie-dal-mondo-247fc825-d6c1-41be-ba25-576967dd637b.html | rainews/live/ | true
MONDO

Mercoledì 21 Aprile

Le notizie dal mondo

La rassegna stampa internazionale di Rainews

Condividi
di Paolo Cappelli La stampa inglese celebra la vittoria dei tifosi, oggi, con la ritirata delle grandi della Premier dalla Super Lega. Sulle prime dei giornali tedeschi il volto rassicurante di Armin Laschet, il candidato cancelliere della CDU, mentre i titoli dei quotidiani indiani di confortante hanno ben poco: dilagano i contagi e i morti covid, nel Paese, ma il primo ministro Modi invita i governatori degli stati a ricorrere il meno possibile a lockdown locali. La notizia del giorno però è la condanna di Derek Chauvin: cosa cambia negli Stati Uniti, ricuce le ferite di mesi di tensioni razziali?


NYT
Derek Chauvin colpevole di omicidio per la norte di George Floyd
ci sono volute 10 ore di camera di consiglio ai giurati per emettere la sentenza per omicidio di secondo grado, pena massima 40 anni, di omicidio di terzo grado (pena massima 25 anni) e di omicidio colposo (pena massima 10 anni). La pena verrà stabilita entro otto settimane dal giudice che ha presieduto il processo. Il verdetto rappresenta una dura e rara condanna per le violenze della polizia, dopo più casi di agenti non incriminati o non condannati da tribunali. La condanna per le tre fattispecie di reato potrebbe essere contestata in appello. Perché un atto e tre fattispecie diverse? Perché Chauvin è stato dichiarato colpevole per aver causato la morte di un essere umano mentre commetteva o tentata un'aggressione (omicidio di secondo grado); di aver causato involontariamente la morte di Floyd con atto di sconsiderato disprezzo per la vita umana (omicidio di terzo grado) e di aver agito assumendo il rischio di causare la morte a qualcun altro (omicidio colposo). Nessuna di queste fattispecie ha comportato per la giuria la necessità di appurare che Chauvin intendesse uccidere George Floyd. Ad agosto il processo agli agenti che erano con Chauvin durante il fermo di Floyd. L'omicidio di Floyd ha generato un movimento di massa per la giustizia razziale che non si vedeva in America dagli anni '60.


WSJ
Molti americani sono sollevati dal fatto che sia stata fatta giustizia per Floyd, mentre altri hanno tirato un sospiro che non ci siano state rivolte come alcuni temevano in caso di assoluzione anche parziale. La nostra conclusione è che la giuria e il sistema giudiziario si sono comportati meglio di quanto i politici prevedessero o di come si siano comportati loro, mentre comprendevano le proteste violente e chiedevano un verdetto di colpevolezza da lontano. A meno che il verdetto non venga ribaltato in appello, il 45enne Chauvin rischia di vivere dietro le sbarre per più di un decennio. Sarebbe bello che tutto questo stimolasse una riflessione tra coloro che hanno sfruttato l'omicidio di Floyd per scopi politici. Ma probabilmente non sarò così. Anche dopo il verdetto, i commentatori che hanno applaudito la giuria hanno attribuito alle rivolte dello scorso anno nelle città americane il merito di averlo ispirato. Non i fatti. Non la legge. Ma proteste illegali. Se gran parte degli americani crede davvero che solo il caos nelle strade possa garantire la giustizia in America, allora questo verdetto significherà poco e ci aspettano molti altri disordini. Su questo punto, il presidente Biden è stato di scarso aiuto, nonostante i suoi appelli inaugurali all'unità e alla guarigione. Ieri prima del verdetto, il signor Biden ha detto che stava "pregando" che la giuria raggiungesse "il verdetto giusto" e che le prove erano "schiaccianti". Questa è un'interferenza oltraggiosa all'amministrazione della giustizia. Anche se la giuria era isolata in quel momento, le sue parole avrebbero potuto arrivare ai giurati se la camera di consiglio fosse andata avanti. Potevano diventare motivo di un errore giudiziario. Qualcuno dovrebbe chiedere al nuovo procuratore generale, Merrick Garland, cosa ne pensa di quegli inutili commenti presidenziali. Il verdetto ha mostrato che il sistema legale non è sistematicamente razzista e che un agente di polizia che ha abusato del suo potere può essere ritenuto colpevole. La giustizia americana non è perfetta, ma funziona.


Slate
Aymann Ismail, reportage dalle strade di Minneapolis nell'attesa del verdetto a pochi metri da dove morì George Floyd
Ero con Marcia Howard, la guardiana non ufficiale della piazza che ora porta il nome di Floyd. "Oggi possiamo vedere se la gente di Minneapolis può guardare qualcosa con i suoi occhi e non lasciarsi ingannare dal pensiero che non hanno visto quello che hanno visto", mi ha detto. Non l'avevo mai vista Howard, una ex marine che vive a duecento metri da questo posto, molto eccitata prima. Ma adesso lo era. All'incrocio la folla si è gonfiata, a centinaia si sono riuniti per ascoltare insieme il verdetto. C'erano i soliti canti: "Dite il suo nome! George Floyd! " Ma altri rimanevano in silenzio. Una donna accanto a me singhiozzava, sopraffatta dall'ansia. "Voglio essere fiduciosa. Questa volta deve esserci giustizia", mi ha detto. "Ho bisogno di giustizia". Poi la lettura del verdetto. Gli applausi. È stata una catarsi di massa. La donna con cui stavo parlando è scoppiata di nuovo in lacrime, questa volta di gioia. "Contiamo anche noi!" ha gridato più volte con voce roca.


NYPost
folle Maxine
Il giudice dice che il caso Chauvin potrebbe avere una svolta in appello per le minacce della Waters.  
Ricordate quando la sinistra era solita impazzire per la propensione del presidente Trump a lanciare bombe retoriche in indagini e procedimenti giudiziari in sospeso? Bei tempi, bei tempi. Ebbene, Trump se n'è andato e vediamo che i provocatori della sinistra lanciare bombe retoriche sul processo per omicidio di Derek Chauvin nel caso George Floyd. Abbiamo visto settimana Maxine Waters, membro del Congresso,  democratica della California, arrivare in Minnesota per interferire nel suo sistema giudiziario, in violazione del coprifuoco stabilito dal sindaco, lanciare parole che possono essere interpretate solo come un incitamento alla violenza. Sorprendentemente, piuttosto che prendere le distanze da una condotta così eclatante, i leader democratici la supportano. La presidente della Camera Nancy Pelosi insiste sul fatto che la deputata della California non ha nulla di cui scusarsi. Da parte sua, il presidente Biden non ha aspettato la sentenza per rilasciare la sbalorditiva dichiarazione pubblica in cui "pregava" che Chauvin venisse condannato.


Washington Post
Tre verdetti di colpevolezza, un passo in avanti assolutamente necessario
E J Dionne: La decisione della giuria di cittadini responsabili - "persone normali di ogni ceto sociale", li ha definiti il procuratore generale del Minnesota Keith Ellison  dice che la violenza da parte degli agenti di polizia è, e deve essere dichiarata, inaccettabile. Dice che il razzismo deve essere riconosciuto per quello che è. L'omicidio è omicidio. E il fatto che questa uccisione sia stata eseguita da un agente che aveva giurato di rispettare la legge ha reso il crimine ancora più vergognoso. L'importanza del verdetto Chauvin non deve essere sottovalutata, ma da sola non trasformerà il rapporto tra agenti di polizia e neri americani. È un grande passo avanti, ma solo l'inizio.
L'ex presidente Barack Obama e la moglie Michelle hanno salutato con soddisfazione il verdetto ma hanno aggiunto che "se siamo onesti con noi stessi, sappiamo che la vera giustizia è molto più di un singolo verdetto in un singolo processo". Gli Obama hanno chiesto "riforme concrete che ridurranno e alla fine elimineranno i pregiudizi razziali nel nostro sistema di giustizia penale". Il verdetto della giuria ha dimostrato che il cambiamento è possibile. Ha anche segnalato al mondo che la lotta per l'uguaglianza razziale negli Stati Uniti, una lunga storia di vittorie e sconfitte, di progressi e battute d'arresto, di pace e violenza, potrebbe piegare nuovamente verso la giustizia.


Twitter
Su Twitter ha scatenato una pioggia di critiche la sichiarazione di Nancy Pelosi alla CBS: grazie George Floyd "per aver sacrificato la tua vita per la giustizia".
Barbara Ransby, professoressa di storia dell'Università dell'Illinois e attivista nera di lunga data, ha reagito subito: 
"Pelosi ha appena detto" George Floyd, grazie per aver sacrificato la tua vita per la giustizia "? ha scritto   in un tweet  - "Non ha SACRIFICATO la sua vita. La sua vita è stata presa con la violenza". Un altro utente, @Chris_Lee_Cal, ha twittato : "Sono abbastanza sicuro che non fosse iscritto per essere assassinato da un poliziotto". Un utente,  @marginoferror ha twittato : "'Sacrificare la propria vita è qualcosa che le persone devono fare da sole. Floyd è stato assassinato. Abbiamo appena avuto un processo su questo! ".


Welt
Laschet è il candidato alla cancelleria: "ringrazio Markus Soder"

La vittoria di Laschet sulla questione K non spegnerà le perplessità e il disagio dei sostenitori di Söder nell'Unione. Ora il candidato cancelliere della CDU deve trovare il "ruolo centrale" promesso per il capo della CSU. Le difficoltà non mancano: dopo che Annalena Baerbock e Armin Laschet sono stati proclamati candidati cancellieri per i Verdi e l'Unione, i sondaggi di Forsa di CDU e CSU sono crollati - i Verdi, invece, sono saliti al primo posto. L'Unione ieri nel barometro tendenze rispetto alla scorsa settimana scende di sette punti percentuali al 21%. I Verdi sono aumentati di cinque punti e, con il 28%, hanno scalzato l'Unione dal primo posto. La SPD non ha potuto beneficiare del crollo dell'Unione, anzi: è scivolata di due punti al 13%. I liberali di FDP sono al 12%, in crescita La sinistra è salita di un punto al 7%. Solo per AfD, 11%, non è cambiato nulla.


Handelsblatt
Via libera per Laschet
Il leader della CDU ha prevalso nella lotta per la candidatura a cancelliere della CDU/CSU. La comunità imprenditoriale ora vuole che lui mandi un forte segnale di cambiamento. "Invece della burocrazia e della ridistribuzione, dobbiamo di nuovo mettere al centro della politica la competitività internazionale e il rafforzamento della piazza economica", ha chiesto Arndt Kirchhoff, presidente dell'associazione statale delle associazioni imprenditoriali in Nord Reno Westfalia


FAZ
Laschet vuole imprimere una direzione chiara con l'aiuto di Soder
Laschet, il candidato del dolore, di BERTHOLD KOHLER: Armin Laschet ha vinto la battaglia della sua vita contro Markus Söder. In autunno però può vincere solo con il sostegno di chi ora dubita di lui. HEIKE GÖBEL :  L'Unione sarà necessaria in Cancelleria quando smetterà di competere con Verdi e Rossi per il clima e il welfare più costosi. Laschet deve differenziare l'Unione dal messaggio "lo Stato può fare tutto". 



Times of India
Rassicurare i lavoratori sul posto di lavoro, salvare il paese dal lockdown, deve restare l'ultima opzione, dice Narendra Modi ai govermnatori . Ma i contagiati sono 294mila solo ieri, 28mila solo a Nuova Dehli con 277 morti in città. Il tasso di aumento dei positivi nell'ultima settimana è del 62%, 2mila morti ogni 24 ore da giorni ormai





Dalla redazione

El Tiempo (Colombia)
Cile, il sistema sanitario è sull’orlo del collasso, nonostante la vaccinazione abbia raggiunto il 50% della popolazione
 
Il paese sta attraversando una forte ondata di covid-19 nonostante abbia vaccinato il 50% della sua popolazione. Dopo aver resistito all'assalto della prima ondata, il sistema sanitario cileno oggi è al collasso, i letti di terapia intensiva, a causa del forte aumento dei contagi, sono al 97%.  

Nell'ospedale Guillermo Grant di Concepción i posti letto in terapia intensiva sono stati quintuplicati, convertendo anche i reparti pediatrici in posti per assistere i malati di coronavirus.  
"Durante la prima ondata il sistema sanitario è entrato in crisi; non soltanto sta ricevendo pazienti covid-19 - spiega Francisca Crispi, presidente del Collegio medico metropolitano, ma anche con altre patologie rinviate in passato che oggi richiedono letti in terapia intensiva. Con cifre record di oltre 9.000 nuove contagi al giorno. Il personale è oramai esausto”.

Perché i casi di covid-19 sono aumentati in Cile, nonostante la vaccinazione sia stata rapida ed efficiente? 
Il Cile doveva essere il punto più luminoso per l'America Latina nella lotta contro il covid-19, un paese con 19 milioni di abitanti aveva iniziato in anticipo l’acquisto dei vaccini raggiungendo accordi con aziende farmaceutiche poco prima l’inizio della pandemia. All'inizio 2021, il paese aveva raggiunto uno dei tassi di vaccinazione più alti al mondo. La Johns Hopkins University afferma che il Cile ora si sta avvicinando a 1,1 milioni di casi di covid-19 e 25.000 decessi.  

Cosa è andato storto? 
Le autorità sanitarie e gli esperti affermano che il mondo può imparare molto da una "tempesta perfetta" multifattoriale che ha colpito il Cile. Durante le feste Natalizie fino alle vacanze di Capodanno, si è assistito ad una spinta forzata che sosteneva la riapertura di scuole, centri commerciali e servizi. "Inizialmente il ritmo spedito con cui stavano avvenendo le vaccinazioni e il loro livello di efficacia hanno dato una sensazione di sicurezza alla popolazione e i loro livello di efficacia – dichiara Francisco Álvarez esperto di sanità pubblica del Cile – hanno provocato un rallentamento massimo delle restrizioni". “Abbiamo visto intere famiglie andare a comprare regali e la popolazione assembrata nei centri commerciali – continua – Ma soprattutto sono stati concessi gli spostamenti tra provincie e il virus ha viaggiato con loro. A gennaio, d’altronde, in Cile è estate, stagione alta per i viaggi nazionali e internazionali. Le persone hanno recepito due messaggi fuorvianti: ‘puoi andare in vacanza ovunque nel paese o all'estero’, e ‘siamo uno dei principali paesi dell'America Latina per numero di vaccinazioni effettuate’. Le persone hanno capito che il rischio di contrarre il virus era probabilmente passato – ha detto Alvarez - e hanno allentato le misure. Questo ha creato la tempesta perfetta". Molti cileni si sono recati in Europa e in altri paesi con un'alta incidenza di casi, il che ha contribuito al rimbalzo. Ci sono state almeno sei feste clandestine a cui hanno partecipato principalmente giovani provenienti da Santiago, la capitale. Ciò ha prodotto picchi di covid-19 in una regione che fino ad allora aveva avuto un numero relativamente basso di casi. Le autorità sono state ancora una volta costrette a prendere misure drastiche per combattere la pandemia. Le scuole, che erano state riaperte per le lezioni in presenza, sono state chiuse di nuovo. Rimangono aperti solo servizi e attività essenziali, come i supermercati. Tredici milioni di cileni in tutto il paese sono stati nuovamente rinchiusi alla fine di marzo. Il ministro della Sanità, Paris, ha poi ammesso che il Cile “ha commesso errori che probabilmente hanno causato dolore a molte famiglie – dice Paris - Chiedo scusa. Abbiamo fatto tutto il possibile per fare le cose nel miglior modo possibile”.


Nezavisimaya Gazeta (ng.ru)
L'Arabia Saudita trova nell'Iran un'alternativa all'alleanza con Israele?

L'Arabia Saudita e l'Iran hanno in programma di tenere colloqui questa settimana per normalizzare le relazioni che si sono interrotte cinque anni fa. I due rivali regionali hanno iniziato un dialogo per ripristinare un contatto significativo il 9 aprile. Il mediatore era il governo iracheno. L'iniziativa di pace sembra un ovvio tentativo di Riyadh di compiacere il suo alleato Washington, che punta sulla conciliazione con Teheran. Ma la mossa ha un lato negativo. Il riavvicinamento iraniano-saudita rischia di allontanare la prospettiva di stabilire relazioni diplomatiche tra la monarchia araba e Israele.

Durante il primo giro di consultazioni, che ha avuto luogo il 9 aprile, la delegazione saudita era guidata da Khalid bin Ali al-Humaydan, capo dei servizi segreti generali. L'incontro è stato confermato a FT dagli iracheni. Secondo un funzionario anonimo, Baghdad è determinata a far riconciliare gli avversari. Così, la parte irachena è già riuscita a "facilitare i contatti" tra Iran ed Egitto, Iran e Giordania, ha ricordato la fonte del FT. L’interlocutore ha poi aggiunto: il primo ministro iracheno Mustafa al-Kazimi "vuole giocare personalmente un ruolo nel fare dell'Iraq un ponte tra le potenze antagoniste".

La de-escalation nello Yemen sarebbe stata uno dei punti all'ordine del giorno dei colloqui iraniano-sauditi. In questo paese confinante con l'Arabia Saudita, la contrapposizione tra il governo centrale sostenuto dai sauditi e gli Houthis, che si ritiene siano patrocinati dall'Iran, è in corso dall'agosto 2014. Nel marzo 2015, su richiesta delle autorità centrali, la monarchia araba, sostenuta dalle forze aeree di Bahrain, Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, ha condotto un'operazione militare contro gli Houthis. Nonostante la sua durata, la presa di Ansar Allah sul territorio saudita non si è indebolita: il territorio saudita continua ad essere sottoposto a intensi attacchi combinati.

È possibile che la decisione dell'Arabia Saudita di parlare faccia a faccia con l'Iran sia stata influenzata dalla continua vulnerabilità delle sue infrastrutture petrolifere. Negli ultimi mesi, gli attacchi transfrontalieri degli Houthis agli impianti di raffinazione di Saudi Aramco sono aumentati. Non è un caso che i funzionari sauditi siano rappresentati alle riunioni a Baghdad dal capo dell'agenzia di intelligence: le preoccupazioni di sicurezza rimangono una priorità per Riyadh. Tuttavia, il fattore principale che ha influenzato la decisione dei sauditi è stato apparentemente la volontà dell'amministrazione del presidente americano Joseph Biden di riportare l'Iran al tavolo dei negoziati e ripristinare il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) per ridurre le tensioni in Medio Oriente.
Condividi