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MONDO

Le notizie dal mondo

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di Paolo Cappelli La guerra dei vaccini, fra Unione europea e Regno Unito, vive un'altra battaglia, mentre cresce l'attesa per la pronuncia dell'EMA su Astra Zeneca, perché in Europa, un anno dopo, la prima barriera per resistere alla pandemia pare ancora il lockdown. Joe Biden forse cade là dove non voleva, e l'intervista nella quale dice di ritenere Putin un assassino diventa un problema  .

De Telegraaf
VVD rimane il più grande partito, D66 ora secondo dopo una vittoria sostanziale. Festa con brivido
Il Partito popolare per la Libertà e la Democrazia può appendere le ghirlande. Il partito ha ottenuto una grande vittoria alle elezioni politiche. I risultati non ancora ufficiali attribuiscono al partito del premier Mark Rutte 36 seggi, ovvero 3 in più rispetto alle precedenti elezioni parlamentari. La grande sorpresa sono i socialiberali di D66, al miglior risultato della loro storia con 27 seggi. Il Groenlinks, la sinistra rosso-verde, dimezza il numero di seggi. Crollano i socialisti da 14 a 9 seggi. Male anche i cristiano democratici di Wopke Hoekstra, che perdono 4 seggi.
alcune considerazioni di possono trarre da questo voto: per la terza volta di seguito i liberali si confermano il primo partito del Paese, confermando le previsioni della vigilia. Mark Rutte può diventare, portando a termine la prossima legislatura, il primo ministro più longevo del dopoguerra. E' un risultato influenzato inevitabilmente dalla pandemia, che, ad esempio, sembra aver giovato a D66, in passato penalizzati da esperienze di governo e questa volta, invece, premiati. D66 è diventato il più grande partito nella città studentesca di Nijmegen, dove ha ottenuto il 23,2% dei voti, quasi 4 punti percentuali in più rispetto a quattro anni fa.  Stessi risultati a Harlem. E anche ad Amsterdam con l'85% dello spoglio completato d66 è il primo partito con il 22,7%. A L'Aja è dietro solo ai liberali di Rutte per 3 punti percentuali

Algemeen Dagblad (Rotterdam)
Solo Willem Drees ci era riuscito prima: quattro gabinetti guidati da primo ministro. Mark Rutte ora eguaglierà quel record. I sondaggi lo davano in grande vantaggio sugli altri partiti da mesi. E il partito liberale ha mantenuto tale vantaggio. Tuttavia, la leader di D66 Sigrid Kaag può sentirsi legittimamente la vincitrice morale delle elezioni. Quando è entrata in carica come leader del partito l'estate scorsa, era completamente sconosciuta alla maggior parte degli elettori, ha messo a segno il miglior risultato elettorale di sempre per il suo partito

De Volksraant
Nell'era della pandemia le elezioni sono un test severo di fiducia
Mark Rutte, Wopke Hoekstra e Sigrid Kaag si sono tutti impegnati a diffondere fiducia nella campagna elettorale. Geert Wilders, populista anti immigrati, e Thierry Baudet, euroscettico del Forum per la Democrazia, rappresentavano invece la sfiducia. Il tema piuttosto nebuloso di questa campagna è stato: cosa conta in tempi di pandemia. Rutte ha guadagnato la fiducia che aveva chiesto. Ha puntato su continuità, stabilità e pragmatismo. Nessun esperimento. A metà febbraio, il 63% degli intervistati pensava che fosse affidabile. Questo è ciò su cui si è concentrata tutta la sua campagna. Non ha chiesto sostegno per i liberali o per il programma del partito. La parola liberale non è stata menzionata durante la campagna. Tutto ruotava attorno allo statista che ci avrebbe condotti fuori dal deserto. Ma la fiducia è anche un tema rischioso, soprattutto quando la performance tangibile è controversa. Per gli altri leader del partito, Rutte era l'uomo da attaccare: il neoliberismo, i lavori flessibili, l'istruzione, la sanità, il clima, Rutte aveva fatto tutto. Anche nei media l'ammirazione collettiva è stata improvvisamente spenta. Nelle ultime settimane, Rutte è diventato l'uomo che era rimasto al potere troppo a lungo, quello accusato per la vicenda dei benefit. Vista così, ha fatto meravigliosamente bene con questo risultato pur passando dai 43 seggi attribuiti dai sondaggi di 6 settimane fa ai 36 dati dagli elettori. Sigrid Kaag di D66, che ha ottenuto una grande vittoria, puntava a sua volta su fiducia, autorevolezza, responsabilità e nuova leadership: un rischio per lei, perché per il D66 al govero ha sempre visto dimezzare i suoi consensi. Kaag ha fatto bene nel dibattito e ha ricevuto il premio del promettente nuovo arrivato, nonostante quattro anni di governo. Era l'unica con il messaggio che il mondo è più grande dei Paesi Bassi. Se il partito europeo Volt non fosse stato presente, Kaag avrebbe potuto vincere ancora più seggi. La tragedia di queste elezioni è avvenuta a sinistra. L' attenuante è che i partiti conservatori sono scappati proprio a sinistra, con idee come la tassa sulle imprese e un aumento del salario minimo. La risposta a questo sia di GroenLinks che del Partito Laburista è stata spostarsi ancora più a sinistra, con critiche ancora più dure al neoliberismo e agli affari, e lo sguardo proteso alla diversità e all'ambientalismo radicale. Questa non si è rivelata una proposta allettante per la stragrande maggioranza degli elettori.

La Vanguardia
Nuova vittoria del liberale Rutte nei Paesi Bassi
l'UE attiverà in estate il passaporto covid per facilitare la mobilità. Il documento sarà gratuito e attesterà che il titolare è vaccinato o è risultato negativo ad un test coronavirus





Der Standard
A giugno via libera al certificato verde di vaccinazione
Con l'aiuto di un nuovo passaporto corona virus, l'UE vuole ripristinare la libertà di viaggio massicciamente limitata dalle misure anti-pandemia in tempo utile prima dell'estate. Dall'inizio di giugno, un "Certificato verde digitale" consentirà viaggi in tutta l'UE per le persone vaccinate, ma anche per coloro che hanno anticorpi o hanno un test negativo dopo un'infezione. Il governo austriaco sta procedendo troppo lentamente: da metà aprile in poi, verrà messa in atto una soluzione digitale, con la quale a seconda del livello delle restrizioni - diverse strutture, dai ristoranti agli eventi culturali e sportivi, saranno nuovamente aperte ai visitatori. Secondo il cancelliere Sebastian Kurz (ÖVP), una soluzione sta emergendo nella disputa europea sulle dosi di vaccino aggiuntive al fine di correggere le sproporzioni esistenti in rapporto alla popolazione. L'Austria riceverà circa 400.000 dosi di Biontech / Pfizer come parte della correzione-che compenserebbe il passo falso del coordinatore della vaccinazione poi sostituito Clemens Martin Auer. Nella foto, il presidente austriaco van der Bellen riceve a Vienna il presidente israeliano Rueven Rivlin

Metro
I vostri vaccini li prendiamo noi
l'UE ha minacciato di bloccare le esportazioni dei vaccini dall'Europa al Regno Unito. Anche se diversi paesi dell'UE hanno bloccato l'uso dei vaccini di Oxford-AstraZeneca, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dice che la società ha ridotto il numero di vaccini prodotti nel Regno Unito che consegnerà all'Europa. Pertanto, ha minacciato la "reciprocità" per compensare l'ammanco, fermando le spedizioni del vaccino Pfizer-BioNTech, prodotto in Belgio, verso il Regno Unito.

Daily Telegraph
La carenza nelle forniture paralizza le vaccinazioni
Le difficoltà incontrate nell'approvvigionamento, con la carenza di vaccini significano che saltano i primi appuntamenti per la vaccinazione prenotati per aprile in un caos crescente sulle forniture in arrivo in Gran Bretagna. Matt Hancock, il segretario alla sanità, ìeri ha ammesso una disponibilità "irregolare" e una situazione che vedrà il programma delle prime dosi interrompersi il mese prossimo, dopo essere stato esteso a tutti gli ultracinquantenni. Fonti governative hanno affermato che i problemi di produzione sia con AstraZeneca che con Pfizer significano che le vaccinazioni a inizio aprile saranno in gran parte limitate alle seconde dosi, costringendo i giovani ad aspettare. Questo chiarimento è arrivato qualche ora dopo che Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha minacciato di bloccare le esportazioni di vaccini nel Regno Unito a meno che l'Europa "non ottenga la sua giusta quota" di dosi.
Ma ieri sera i funzionari sanitari hanno insistito sul fatto che non vi era alcun legame tra le tensioni dell'UE e l'improvvisa carenza di scorte del Regno Unito. Si ritiene che la crisi sia stata innescata dalla consegna tardiva di cinque milioni di dosi AstraZeneca prodotte in India. In totale, l'India's Serum Institute avrebbe dovuto inviare 10 milioni di dosi nel Regno Unito questo mese, ma solo la metà è arrivata, con i cinque milioni dovuti alla fine di questo mese ora ritardati di quattro settimane. In precedenza, fonti governative di alto livello erano state fiduciose che i rifornimenti fossero sufficienti per vaccinari tutti gli over 40 entro Pasqua.

The Times
Un rovescio nella campagna di vaccinazione anti covid
Matt Hancock, il segretario alla salute, ha detto che il Regno Unito è ancora "sulla buona strada" per raggiungere gli obiettivi di vaccinazione per portare l'Inghilterra fuori dal lockdown mentre cercava di minimizzare l'importanza dei problemi di approvvigionamento. Tuttavia, ha poi dovuto escludere che gli under 50 possano essere vaccinati prima della seconda metà di aprile


FAZ
von der Leyen minaccia il blocco delle esportazioni di vaccini dall'Unione europea se non verrà ripristinata una corretta fornitura da parte dei produttori ai Paesi europei

Kretschmer avverte sui rischi di una terza gigantesca ondata di contagi
Il primo ministro della Sassonia Michael Kretschmer mette in guardia contro un ulteriore allentamento delle restrizioni in considerazione del crescente numero di contagi. "Non ci possono più essere altre aperture adesso", ha detto il politico della Cdu alla FAZ. "Altrimenti sperimenteremo una gigantesca terza ondata". Tutti possono vedere oggi che il percorso intrapreso all'inizio di marzo "è fallito. Niente è migliorato."
Anche prima delle aperture, a causa delle mutazioni del virus, erano attesi numeri in aumento. Ora i numeri delle infezioni sono aumentati ancora più velocemente, ha detto Kretschmer. Non ha quindi senso esigere nuovi valori limite o voler introdurre altri criteri. L'incidenza di 100 nuove infezioni settimanali ogni 100mila abitanti deve rimanere il punto di riferimento. Ha molta comprensione per l'impazienza nella popolazione e nell'economia. "Ma non possiamo imporre la nostra volontà al virus". Kretschmer ha invocato un regime di test completo come prerequisito indispensabile per le future aperture. Questo include sia test rapidi che l'uso di app di tracciamento dei contatti.  

Vaccinare con pragmatismo
Con la terza ondata in rapido sviluppo, non si dovrebbe impedire alle persone di essere vaccinate con il vaccino, anche quello respinto un milione di volte da altri, se sono disposte a farlo a proprio rischio. E la massiccia vaccinazione di tutti i cittadini di età compresa tra i 18 e gli 80 anni negli hotspot in Sassonia e Baviera lungo il confine ceco è un requisito pragmatico in questa situazione. La campagna di vaccinazione, descritta come debole e ancora lenta, deve acquisire maggiore velocità e slancio almeno nel secondo trimestre. La pioggia di vaccini promessa da Spahn da aprile in poi arriverà comunque troppo tardi per una Pasqua rilassata con l'allentamento promesso delle restrizioni

Le Parisien
Confinamento, il ritorno?
Per fermare l'epidemia il primo ministro Jean Castex annuncia stasera dopo Dunquerque e Nizza altre restrizioni nell'Ile de France e in Piccardia. Resta l'interrogativo aperto: fino a che punto spingersi?





Les Echos
Macron si decide a un nuovo giro di vite
Verso il confinamento dell'Ile de France nel weekend. La regione parigina molto indietro nelle vaccinazioni di massa. Bruixelles svela il suo progetto di passaporto sanitario





Le Figaro
Un anno dopo, ritorno alla strategia dei confinamento    
Proprio come il suo predecessore, nonostante le promesse, Jean Castex apparirà stasera in tv ai francesi con cattive notizie, nel ruolo di amministratore di carenze. La penuria è la parola chiave di questa crisi, dopo un anno. Penuria prima di mascherine, poi di test, ora di vaccini, di cure, di tecnici per i reparti di rianimazione, di letti, che dopo 12 mesi mancano ancora.

Kommersant
"La nuova amministrazione americana è al potere da quasi due mesi, il traguardo simbolico dei cento giorni non è lontano, e questo è un buon motivo per provare a valutare cosa sta facendo e cosa no la squadra di Joe Biden. La cosa principale per noi è determinare quali sono i modi per correggere le relazioni russo-americane, che sono in uno stato difficile, e che Washington ha portato a un vicolo cieco negli ultimi anni", ha detto la portavoce de ministero degli Esteri Maria Zakharova. L'ambasciatore russo a Washington Anatoly Antonov è stato convocato a Mosca. L'obiettivo è "analizzare cosa fare e dove andare nel contesto dei rapporti con gli Stati Uniti".
Questa decisione inaspettata è stata una reazione a tutta una serie di notizie da Washington mercoledì. Soprattutto, a quella intervista allaABC di Joe Biden che rispondendo alle domande di George Stephanopoulos ha scavalcato tutti i suoi predecessori alla Casa Bianca nelle accuse alla Russia, dicendo di considerare Vladimir Putin un "killer". Poche ore prima l'intelligence nazionale degli Stati Uniti ha diffuso un rapporto sul tentativo di Mosca di aiutare Donald Trump nelle presidenziali dello scorso anno. Quando Stephanopoulos ha chiesto al presidente di questo, Joe Biden ha detto che, a quanto pare, ha sollevato la questione durante la sua prima conversazione telefonica con Vladimir Putin, a gennaio. "gli ho detto: "Io ti conosco e tu conosci me. Se scopro che questo è avvenuto, sii preparato' e Biden ha aggiunto:" Lui pagherà per questo ". Tuttavia, il capo della Casa Bianca non ha specificato che tipo di punizione potrebbe attendere la Russia.

NYT
La strage in Georgia accentua i timori per il crescente odio contro gli asiatici negli USA


Mentre Biden e Xi iniziano una danza attenta, una nuova politica americana prende forma
I massimi funzionari dell'amministrazione si incontreranno per la prima volta con le loro controparti cinesi giovedì, mentre gli Stati Uniti assumeranno un atteggiamento più competitivo con Pechino.
Il presidente Biden sta progettando un netto cambiamento nella politica verso la Cina, concentrandosi sulla raccolta di alleati per contrastare la diplomazia coercitiva di Pechino in tutto il mondo e garantire che la Cina non ottenga un vantaggio permanente nelle tecnologie
A prima vista, sembra adottare gran parte della convinzione dell'amministrazione Trump che le due maggiori potenze mondiali stiano virando pericolosamente verso il confronto, un netto cambiamento di tono rispetto agli anni di Obama.

Ma la strategia emergente ripudia più direttamente la visione prevalente dell'ultimo quarto di secolo secondo cui si potrebbe fare affidamento su una profonda interdipendenza economica per temperare i conflitti fondamentali su questioni come il rafforzamento militare della Cina, le sue ambizioni territoriali ei diritti umani.

Si concentra nuovamente sulla competizione in modo più aggressivo con Pechino su tecnologie vitali per il potere economico e militare a lungo termine, dopo aver concluso che l'approccio del presidente Donald J. Trump - un mix di tariffe costose, sforzi per bandire Huawei e TikTok e accuse sull'invio del " China virus "sulle coste americane - non era riuscito a cambiare il corso del presidente Xi Jinping.


Dalla redazione 

kommersant.ru
La Russia non invita l'India alla conferenza su Afghanistan
Il 18 marzo a Mosca si svolgerà la conferenza sull'Afghanistan in formato “troika allargata” – Russia, Usa, Cina e Pakistan. L'India, che ha interessi strategici in Afghanistan, non è stata invitata, provocando scandalo. I principali media indiani hanno chiesto una revisione delle relazioni con la Russia, che ha lo status di "partenariato strategico privilegiato". A sua volta, gli Stati Uniti hanno iniziato la partecipazione dell'India a un altro forum sull'Afghanistan - la conferenza prevista per il 27 marzo a Istanbul. La lobby filo-americana a Nuova Delhi ha chiesto di porre fine alle tradizionali relazioni con Mosca e di puntare sugli Stati Uniti.

Gli organizzatori della conferenza di Mosca, alla quale il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov si rivolgerà ai partecipanti, definiscono l’obiettivo principale la creazione di condizioni per l'intensificazione dei colloqui di pace interafghani a Doha. Mosca e Washington dichiarano la loro aspirazione a non competere, ma a parlare da posizioni comuni riguardo alla risoluzione afgana.

Tuttavia, gli scenari russo e americano della mediazione internazionale in Afghanistan presuppongono la partecipazione di due diverse composizioni di attori. Un confronto delle liste dei partecipanti ai processi "Mosca" e "Istanbul" rivela la loro discrepanza fondamentale: l'India, la principale potenza regionale, non è stata invitata alle consultazioni di Mosca. La situazione afghana è diventata una priorità nella politica estera dell'India, che sta cercando di impedire la sostituzione dell'attuale governo di Kabul con una sorta di governo di transizione e lo scenario del ritorno al potere dei talebani controllati dal Pakistan. Per questo motivo New Delhi fornisce un'assistenza forte al governo del presidente Ashraf Ghani.

CNN en Español 
Preoccupazione in Nicaragua per un altro possibile aumento del prezzo del carburante 
Secondo il rapporto dell’ente regolatore del paese, in Nicaragua, i prezzi del carburante potrebbero aumentare per la diciassettesima settimana consecutiva. Alcuni tassisti affermano che questi aumenti riducono il loro reddito e rendono difficile soddisfare i bisogni primari della famiglia. Un gallone di benzina è vicino ai 5 dollari Usa, quando lo stipendio base è inferiore ai 270 al mese. I prezzi del carburante non sono regolati dal governo, e gli economisti indipendenti affermano che gli aumenti sono forzati da fattori internazionali. 

La protesta, che non ha tardato a sostenere varie organizzazioni sociali e difensori dei consumatori, è stata promossa dai cosiddetti manifestanti “auto-convocati”, cittadini che generalmente non sono d'accordo con le decisioni del governo. Molti di loro sono detenuti dal 2018, 110 rimangono rinchiusi, a causa del divieto di proteste contro Ortega. Sebbene la chiamata in questa occasione sia stata virtuale, sono molte le stazioni di servizio a Managua che hanno aderito alla chiamata. 

Con l'aumento dei prezzi del carburante per 18 settimane consecutive, i prezzi si sono stabilizzati a $ 1,08 per litro di benzina super, la più utilizzata nelle automobili moderne; $ 1,04 per litro di benzina normale, la più utilizzata nelle auto di qualsiasi anno; e 0,89 per litro di diesel, che predomina nei veicoli pesanti. 

Secondo gli specialisti, nonostante il Nicaragua sia il paese più povero dell'America centrale, ha i prezzi degli idrocarburi più alti, che superano ben del 15% quelli dei paesi vicini, il che ha un impatto sui prezzi dei prodotti alimentari di base. Il Nicaragua non ha regolamenti che stabiliscono i prezzi del carburante, la cui attività, secondo indagini giornalistiche e di esperti, è nelle mani della famiglia del presidente Daniel Ortega.  
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