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MONDO

Le notizie dal mondo

La rassegna stampa internazionale di Rainews

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Obiettivo centrato, per Biden, al G7? o il fronte delle democrazie occidentali non è così compatto ed entusiasta all'idea di una nuova guerra fredda con la Cina?
Dopo Caribis Bay, Bruxelles, il confronto si sposta alla NATO, mentre in Israele nasce un Governo senza Netanyahu 

Wall Street Journal
I Biden coronano il loro viaggio con la visita alla regina
La nuova coalizione spodesta Netanyahu, Israele ha un nuovo governo
Monito dei leader del G7 a Pechino sulla violazione dei diritti umani

Il presidente Biden sembra aver compiuto alcuni modesti progressi durante la riunione del fine settimana dei leader del G-7 nel suo sforzo di radunare un fronte unito contro le violazioni delle norme globali da parte della Cina. E intendiamo modesto. Il signor Biden ha spesso criticato la politica cinese di Donald Trump per non aver coinvolto gli alleati, e aveva ragione. La Cina pratica la politica del divide et impera a livello internazionale, e il mercantilismo cinese è meglio contrastato da un'alleanza di democrazie che può dimostrare a Pechino che non può giocare uno contro l'altro. L'amministrazione Trump è riuscita a farlo nel caso di Huawei, se non su altre questioni commerciali. Ma la debolezza del "multilateralismo" è che richiede un'unità di intenti che spesso porta al denominatore comune più basso. I leader europei sono riluttanti a mettere a rischio le loro esportazioni in Cina con una posizione troppo energica.

Welt
I paesi G7 criticano aspramente Cina e Russia.
In Cornovaglia l'obiettivo principale del presidente degli Stati Uniti Joe Biden era di creare una coalizione transatlantica che si opponga risolutamente alla spinta egemonica della Cina. Biden ha pagato un anticipo per questo. È pronto a negoziare con l'Ue la decennale disputa sugli aiuti Airbus-Boeing. Lascia anche da parte le tariffe protettive imposte su acciaio e alluminio dal suo predecessore Donald Trump. E nonostante le forti pressioni del Congresso degli Stati Uniti, Biden è pronto a rinunciare alle sanzioni contro la società operativa del gasdotto Nord Stream 2. Gli europei lo ringrazieranno e si uniranno alla lotta comune contro la Cina? Per Biden l'opportunità storica è data dalla fine ormai vicina dell'era Merkel, perché la cancelliera è molto scettica sull'accentuazione della logica dei blocchi in una nuova guerra fredda.

La Croix
Joe Biden, il federatore
dopo il vertice G7 il presidente americano prosegue fino a giovedì la sua visita in Europa. Vuole unire le democrazie in un'alleanza contro la Cina e la Russia

Donazioni di vaccini, sostegno ai Paesi in via di sviluppo, politiche per il clima.  Di fronte a questa offensiva delle democrazie, già venerdì la Cina ha risposto chiedendo di "non politicizzare" la crisi pandemica. Il G7 "non è un club ostile alla Cina" , ha insistito Macron nella conferenza stampa finale del vertice. "Siamo pronti a lavorare con la Cina su clima, commercio o sviluppo", ha affermato. "Ma è un concorrente economico e un potere con cui abbiamo disaccordi fondamentali sui diritti umani".

Les Echos
Il 'sì, ma' degli europei a Biden di fronte alla Cina
Tra fermezza e atteggiamento conciliante, il cammino delle democrazie occidentali si fa sempre più stretto. Il G7 ha fatto riferimento a un vasto piano di infrastrutture per aiutare i paesi in via di sviluppo e i paesi poveri, un progetto che, implicitamente, vuole essere alternativo alla "Via della Seta" della Cina. Gli europei intendono però mantenere una certa indipendenza nei confronti di Washington, secondo un alto funzionario americano presente a Carbis Bay. La Germania è riluttante. L'Europa cammina dunque sui gusci d'uovo. Di fronte alle pressioni occidentali, giovedì la Cina si è dotata di un arsenale legale che legalizza le rappresaglie in caso di sanzioni straniere contro individui o entità cinesi, con "la chiusura, il sequestro e il congelamento dei beni" di persone o società che applichino sanzioni contro la Cina. 

Le Figaro
Cina Russia Turchia. La NATO cerca di reinventarsi di fronte ai pericoli mondiali
Gli europei riluttanti a fare dell'Alleanza atlantica uno strumento contro le ambizioni cinesi come auspica Biden
Edito: due anni dopo che Emmanuel Macron aveva diagnosticato la sua 'morte cerebrale' la NATO si trova davanti a una scelta esistenziale. Joe Biden vuole darle una nuova regione d'essere, renderla strumento della rivalità sistemica con la Cina. Joe Biden trova naturale arruolare gli alleati europei in questa nuova guerra fredda. La maggior parte di questi sono riluttanti, e non solo per non perdere il redditizio mercato cinese. L'Asia non è un po' troppo lontana per l'Europa, i suoi interessi e la sua capacità di proiezione? Un'alleanza per difendere Taiwan o effettuare operazioni di polizia nel Mare cinese dovrebbe inglobare l'Australia, la Nuova Zelanda, il Giappone, la Corea del Sud… e diventare il braccio armato delle democrazie vagheggiato da Biden. Una logica dei blocchi spinta agli estremi, che suonerebbe la parola fine alla globalizzazione.       

SZ
Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ripete da settimane che il vertice dovrebbe aprire "un nuovo capitolo". È certo che i 30 capi di Stato e di governo daranno l'ordine di sviluppare un nuovo concetto strategico. Dovrebbe essere pronto entro il 2022 e preparare la NATO per il prossimo decennio, quello della "competizione globale". Nell'attuale concetto strategico del 2010, la Russia era ancora vista come un potenziale partner. La situazione è cambiata radicalmente dopo l'annessione illegale della Crimea nel 2014. Mentre gli Stati Uniti spingono perché le azioni di Pechino siano chiaramente criticate e inserite nella dichiarazione finale come una minaccia ai valori atlantici, alcuni europei esitano: non vogliono tirare in ballo la Cina per poter continuare a commerciare e rendere Pechino partner nella protezione del clima. Secondo Stoltenberg, l'ampliamento dell'area operativa della Nato non è in discussione: "La Cina si sta avvicinando a noi, sta investendo nelle nostre infrastrutture critiche, per esempio". Anche sotto Biden, il tema del denaro rimane di attualità. Come Trump, Biden ricorderà al Canada e agli europei che nel 2014 hanno promesso di mettere nella difesa il 2% del loro PIL entro il 2024. Le statistiche attuali mostrano che dieci membri della NATO raggiungeranno questo obiettivo entro il 2021. La Germania è al 19° posto con l'1,53%

FAZ
dai paesi G7 forti critiche a Cina e Russia
edito: le democrazie hanno ancora molta strada da fare
L'offensiva di investimenti nei paesi più poveri è forse il risultato più importante di questo vertice del G-7. Ma non è ancora un progetto alternativo della Via della Seta. Il successore di Trump ha rafforzato il senso di unità del mondo democratico. Ma la Brexit ha causato danni e lasciato una profonda sfiducia, soprattutto tra le due potenze nucleari europee. Nei negoziati del G7 sui vaccini, la protezione del clima e la politica estera, non tutto è andato liscio per l'ospite Boris Johnson. Il suo incontro con Emmanuel Macron, in particolare, ha creato cattivo umore. Johnson ha chiesto a Macron come si sentirebbe se i tribunali francesi impedissero la consegna di salsicce da Tolosa a Parigi. Questo "non è un buon confronto", avrebbe risposto Macron, "perché Tolosa e Parigi sono parti dello stesso Paese!". E Johnson: alcuni nell'UE "sembrano non capire che il Regno Unito è un unico paese". 

Daily Telegraph
Macron si scaglia contro Johnson nel contenzioso commerciale al termine del G7 Emmanuel Macron ha detto che Boris Johnson era "ben consapevole" delle "incoerenze" nel protocollo dell'Irlanda del Nord quando l'ha firmato, mentre la guerra delle salsicce ieri si è approfondita.
Un ultimo sforzo per la libertà, l'esortazione del premier. Boris Johnson sta per incoraggiare gli inglesi ad accettare "un ultima fatica" verso la libertà e ritardando l'ultimo passo delle riaperture dopo il lockdown. Il primo ministro ieri sera ha limato il suo piano per rimandare la riapertura del 21 giugno in Inghilterra fino a quattro settimane.



The Guardian
Ritardare l'allentamento potrebbe tenere migliaia di persone lontane dall'ospedale
Ai ministri è stato detto che un ritardo di quattro settimane per allentare tutte le restrizioni Covid probabilmente eviterebbe migliaia di ricoveri, mentre Boris Johnson si prepara a dire al pubblico inglese che dovranno aspettare fino a un altro mese per il "giorno della libertà". Il calendario sarà posticipato di due o quattro settimane a causa di un rapido aumento dei casi di variante Delta o indiana, che ora costituisce oltre il 90% dei nuovi contagi. I funzionari della sanità pubblica sono preoccupati per la variante perché elude parzialmente i vaccini, è almeno il 40% più trasmissibile rispetto alla variante Alpha rilevata per la prima volta nel Kent e sembra raddoppiare il rischio di ricovero. 

New York Times
In Israele una fragile coalizione estromette Netanyahu dall'ufficio di primo ministro. Se ne va il premier più longevo della storia del Paese
Liberation
Netanyah out
Dopo 12 anni al potere e uno spostamento a destra del Paese, il primo ministro israeliano Bejamin Netanyahu ieri ha dovuto cedere il potere, battuto da una coalizione eterogenea il cui unico collante è ottenere la sua uscita di scena. E' la fine di un'era che ha esacerbato le tensioni in Medio Oriente. Disposto a tutto pur di restare al suo posto, sia adulato che diffamato, il primo ministro più duraturo nella storia di Israele ha largamente beneficiato della crescita del paese, che aveva avviato. 
Succedendo a Benjamin Netanyahu, Naftali Bennett, che fa spesso riferimento al suo periodo nell'esercito e al servizio in Sayeret Matkal, l'unità più prestigiosa delle forze speciali israeliane, si ritrova forse nella posizione che preferisce: da solo, a dimostrare il suo coraggio. I suoi genitori, ebrei americani, arrivarono in Israele nel 1967, un mese dopo la Guerra dei Sei Giorni. Influenzati dal movimento per i diritti civili, fanno parte di una generazione che adatta questo discorso alla colonizzazione. Non sono ultraortodossi, che rifiutano il mondo esterno considerato dannoso e si isolano dal resto della società, ma cosiddetti ortodossi "moderni", che vogliono vivere al passo con i tempi. "In questa corrente, gli ebrei devono avere un certo grado di autonomia individuale nell'interpretazione della tradizione, a differenza di coloro che pensano che solo le interpretazioni rabbiniche conservatrici siano legittime", spiega Ofer Zalzberg, direttore di un think tank medio orientale.

Die Presse
La fine dell'era Netanyahu
Per alcuni, la festa è iniziata sabato sera. "Bye bye, Bibi, bye bye", si leggeva su manifesti all'esterno della residenza di Balfour Street dell'ancora primo ministro d'Israele, Benjamin Netanyahu, a Gerusalemme. Davanti alla casa, i manifestanti hanno ballato, cantato, suonato. Ieri sera è diventato ufficiale: Netanyahu non è più primo ministro. 



Haaretz
Primo ministro Naftali Bennett, leader dell'opposizione Benjamin Netabyahu
La Knesset ha votato 60 voti contro 59 a favore della nascita del 36esimo governo di Israele.
Anshel Pfeffer: alla fine, Netanyahu è stato detronizzato. Il nuovo esecutivo è un insieme di combinazioni impossibili, Nel giorno della fine dell'era Netanyahu, i ministri del governo uscente non hanno nascosto in aula il loro odio verso Bennett, il traditore. I partiti di centrosinistra hanno dovuto pagare un prezzo pesante per aver fatto sloggiare Netanyahu da Balfour. I dicasteri più importanti sono nelle mani della destra, ma ci sono ancora alcune questioni chiave che potrebbero consentire cambiamenti importanti e offrire opportunità alle forze di sinistra e alla Lista araba unita

Israel Hayom
Il primo ministro Bennett: lavoreremo per tutti voi
il leader dell'opposizione Netanyahu: torneremo molto presto
Un governo Bennett-Lapid-Abbas non riflette in alcun modo la volontà degli elettori espressa il 23 marzo, ma non abbiamo altra scelta che sperare in un ordinato passaggio di poteri.





Jerusalem Post
Bennett giura da primo ministro: è tempo di guarire il Paese 
"Faremo tutto il possibile in modo che nessuno debba avere paura. Siamo qui in nome del bene e per lavorare. E dico a coloro che intendono festeggiare stasera, non ballate sul dolore degli altri. Non siamo nemici; siamo un popolo". Nel discorso, Bennett ha detto che il suo governo impedirà la nuclearizzazione dell'Iran e non permetterà il lancio di razzi su cittadini israeliani dalla Striscia di Gaza. Bennett ha ringraziato l'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden per il suo sostegno durante la guerra a Gaza e si è impegnato a mantenere il sostegno bipartisan negli Stati Uniti.
Bennett ha iniziato il suo discorso lodando il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu per il suo duro lavoro nel corso degli anni per lo Stato di Israele e sua moglie, Sara, per la sua dedizione. Il nuovo governo prenderà misure senza precedenti per raggiungere il settore arabo della popolazione, ha promesso. Lapid ha annullato il suo discorso programmato e ha semplicemente detto che il comportamento dei parlamentari del Likud ha ricordato a lui e a tutti i cittadini di Israele perché era così importante sostituirli al governo.
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