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Coronavirus

La mappa delle regioni

Lombardia torna in zona arancione come Piemonte e Marche. Basilicata e Molise rosse, Liguria gialla

Liguria passa da zona arancione a zona gialla ad esclusione di Sanremo, mentre la Campania resta in zona arancione

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"Mi ha appena chiamato il ministro della Salute, Roberto Speranza, per comunicare che da lunedì prossimo, 1° marzo, la Lombardia sarà in fascia arancione", recita una nota diffusa dal governatore Attilio Fontana. "Prendiamo atto della decisione, ma è arrivato il momento che i tecnici e gli scienziati studino e poi ci dicano in modo chiaro e definito come superare questo stillicidio settimanale attraverso regole stabili e sicure", continua il presidente che chiede di garantire la vita quotidiana di cittadini e imprese con un "orizzonte più lungo della verifica settimanale".

Basilicata e Molise in zona rossa e altre tre regioni -  Lombardia, Piemonte e Marche - che passano in arancione e vanno ad allungare la lista di quelle in cui sono in vigore le restrizioni: ora sono in totale dieci, oltre alle province di Trento e Bolzano, più della metà del Paese, alle quali vanno aggiunti i lockdown locali come quelli che scatteranno nelle province di Frosinone, Pistoia e Siena già sabato e le misure da 'arancione scuro' in provincia di Bologna e Brescia.

Il monitoraggio settimanale del ministero della Salute fotografa un'Italia sempre più in difficoltà a causa della diffusione delle varianti del Covid e dagli esperti arriva un nuovo invito a mantenere e anzi rafforzare i provvedimenti restrittivi: "alla luce del chiaro trend in aumento - dice l'Istituto superiore di sanità - sono necessarie ulteriori e urgenti misure di mitigazione sul territorio nazionale e puntuali interventi" locali "per evitare il sovraccarico dei servizi sanitari".

I nuovi passaggi di colore entreranno in vigore non più la domenica ma il lunedì
Un'apertura che però non placa le polemiche visto che il governatore della Lombardia Attilio Fontana torna a chiedere il superamento del sistema delle fasce. "Un sistema alternativo non c'è" è stata la risposta della ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini ai presidenti - e che non è possibile per ora riaprire. I numeri sono d'altronde impietosi. I casi giornalieri sono tornati sopra i 20mila, il tasso tra tamponi e positivi è salito al 6,3%, ci sono ancora 253 morti in 24 ore. Non solo: dieci regioni hanno un Rt superiore all'1, in cinque il rischio complessivo è alto e in otto il tasso di occupazione in terapia intensiva è sopra la soglia critica. 

"Non dobbiamo fare catastrofismo o allarmismo ma sappiamo che dobbiamo tenere alta la guardia. Dove c'è bisogno di intervenire dobbiamo farlo tempestivamente e duramente", ha detto il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, in conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale Covid della Cabina di Regia. 

In Italia ci sono zone e regioni con incidenza molto elevata, come in Trentino, Molise e Abruzzo, per la presenza della variante inglese, più trasmissibile del 36-38%. Anche in Umbria, per la presenza delle varianti inglese e brasiliana. "Dobbiamo fare un grosso sforzo per contenere i focolai", ha detto Rezza.

Meno contagi nelle Rsa, più focolai nelle scuole
La buona notizia è che iniziano a diminuire con decisione i contagi e i focolai nelle Rsa, probabilmente per effetto della campagna vaccinale che nella prima fase ha interessato proprio operatori sanitari e anziani, ma preoccupano le scuole. "Cominciamo a vedere focolai nelle scuole che potrebbe essere una conseguenza della diffusione delle varianti da cui i bambini tendono a essere più infettati. Il tasso di incidenza in età scolastica sopra gli 11 anni tende a crescere', ha detto Rezza che ha precisato che l'incidenza resta elevata in alcune Regioni e anche se siamo al di sotto della soglia critica bisogna far di tutto affinché "le terapie intensive di cui abbiamo una riserva limitata non vadano in affanno".

Sulle scuola, ha aggiunto: "Quando si parla di chiusure scolastiche è sempre doloroso, perché ci siamo dati come priorità di tenere aperte le scuole. Finché è possibile farlo è chiaro che la didattica in presenza rappresenta una priorità, naturalmente se la situazione epidemiologica lo consente".

"Contieni e vaccina"
"Vaccinare presto e bene: questa è l'unica ricetta per arginare il virus, al netto dei ritardi sui vaccini che speriamo siano superato presto. Dobbiamo fermare assolutamente le varianti brasiliana e sudafricana contenendole e mitigare la variante inglese, che possiamo contrastare con il vaccino", ha detto ancora Rezza che ha annunciato per il 2-3 marzo i risultati dello studio completo sulle varianti. "Il nostro motto deve essere 'contieni e vaccina'", ha aggiunto.

Dal monitoraggio della Cabina di regia, ha affermato ancora Rezza, 'si nota in Regioni come Abruzzo, Lombardia, Marche, Piemonte e Umbria un certo peggioramento della situazione epidemiologica così come l'insorgere di focolai anche all'interno di Regioni gialle come il Lazio. Per questo è importante intervenire con zone rosse circoscritte'.

Peggioramento nel livello del rischio
Dieci le Regioni e province autonome con un Rt puntuale maggiore di 1 tra cui, la Basilicata, con un Rt con il limite inferiore superiore a 1,26, compatibile con uno scenario di tipo 3. Il Molise - che ha chiesto la zona rossa - ha un Rt puntuale di 1,11 con un limite superiore di 1,45. Si conferma per la quarta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio.

Trento e Bolzano
Boom dell'incidenza settimanale dei casi Covid sulla popolazione nelle Province autonome di Trento e Bolzano, dove si supera la soglia di 250 casi per 100.000 abitanti. Il valore più elevato dell'incidenza settimanale è nella Provincia Autonoma di Bolzano con 539,01 casi per 100.000 abitanti, seguito dalla Provincia Autonoma di Trento con 309,12 per 100.000 abitanti. Sono i dati relativi alla settimana 15-21 febbraio (aggiornati al 24 febbraio) contenuti nella bozza dell'ultimo monitoraggio Iss-ministero Salute.

Marche, superiori in Dad al 100%
E' stata firmata oggi dal presidente della regione Marche Francesco Acquaroli un'ordinanza che dispone, a partire da domani, sabato 27 febbraio, e fino al 5 marzo (giorno di scadenza dell'attuale Dpcm), la didattica a distanza al 100% in tutte le scuole superiori delle Marche. Nelle sole province di Ancona e Macerata la stessa modalità in Dad al 100% riguarderà anche le seconde e terze classi delle scuole medie. L'obiettivo è ridurre la pressione sul sistema sanitario regionale, alla luce di un incremento di contagi covid nelle fasce di età giovanili, a partire dalla provincia di Ancona, ma anche negli altri territori. 

Molise
La regione Molise ha espresso la volontà di andare in zona rossa. "In questi casi non possiamo che accogliere tale richiesta", ha detto il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.

Campania, scuole chiuse
"Da lunedì in Campania saranno chiuse tutte le scuole". Ad annunciarlo il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, nel corso della diretta Facebook del venerdì. Il governatore ha spiegato che la decisione è stata assunta "perché dobbiamo far fronte alle varianti nuovi che sono emerse e per completare le vaccinazioni al personale scolastico".

Evitare occasioni di contatto 
Alla luce dell'aumentata circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità e del chiaro trend in aumento dell'incidenza su tutto il territorio italiano, nella bozza del report Iss-Ministero della Salute sul monitoraggio settimanale della pandemia, si ribadisce "di innalzare le misure di mitigazione per raggiungere una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità". "È fondamentale - si legge nel documento - che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile".

I numeri delle terapie intensive impongono restrizioni
Preoccupano i numeri delle terapie intensive. L'attuale tasso di occupazione "a livello nazionale" delle terapie intensive è al 24% quindi sotto la soglia critica del 30%. La riserva è piccola. "Nelle Regioni piccole, il 'polmone' di terapie intensive, se l'incidenza è elevata, rimane limitato e occorre poi trasportare fuori regioni i pazienti", spiega Rezza.

In particolare, si osserva un peggioramento nel numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica: 8 contro le 5 della settimana precedente. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in aumento da 2.074 (16/02/2021) a 2.146 (23/02/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche è sostanzialmente stabile (18.463 al 16/02/2021, a 18.295 al 23/02/2021). Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all'incidenza impongono comunque misure restrittive, si legge nella Bozza.
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