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POLITICA

"Doveroso pubblicare voti e verbali"

M5s, Casaleggio non partecipa agli Stati Generali: "Le regole vanno rispettate"

"Decisioni già prese, ma base vuole tetto 2 mandati" dice il presidente dell'associazione Rousseau che ha declinato l'invito agli stati generali e polemizza sulle modalità del confronto. Battaglia nel Movimento per la leadership. Crimi: "Voti pubblici a termine percorso,come già accaduto". E la replica a Casaleggio: "La legittimazione viene dalla partecipazione"

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"Alcuni giornali si interrogano sulla mia eventuale presenza agli Stati Generali del Movimento 5 Stelle. Ho ricevuto ieri l'invito a partecipare nella discussione di domenica". Lo scrive su Facebook il presidente dell'associazione Rousseau, Davide Casaleggio. "Ho deciso di declinare perché ritengo che se ci sono delle regole di ingaggio, queste debbano essere rispettate", aggiunge. "Penso sia doveroso pubblicare i voti sia dei delegati del sabato sia dei relatori della domenica prima dell'evento, come anche i verbali delle riunioni provinciali e regionali, nella versione originale, che riportino i risultati degli incontri ufficiali nei quali tutti hanno potuto partecipare e che oggi non sono pubblici", aggiunge il numero uno di Rousseau.

"Leggendo il documento di guida della discussione del primo giorno, registro che molte decisioni sono già state date per acquisite e si chiedono solo i dettagli. Su altre, come la questione sul vincolo dei due mandati l'indicazione dai territori è stata chiara, ossia che rimanga intoccabile, ma al primo punto del documento guida si indica esplicitamente di dibattere su eventuali deroghe da adottare"

Stati Generali M5s, è battaglia per leadership
Le alleanze con i partiti, laleadership, la rivisitazione dei dogmi delle origini, dall'uno vale uno alla negazione della politica come professione: a sette anni dal suo esordio in Parlamento, il Movimento 5 Stelle fa il punto sulla direzione che ha preso e su dove intende arrivare. E dopo mille ripensamenti e tanti rinvii arriva, dopo un anno esatto dal suo annuncio, a celebrare i suoi Stati Generali: quelli che non devono essere chiamati "congresso".

Gli Stati Generali, con l'aiuto di Rousseau, aprono i battenti con una due giorni di dibattito, rigorosamente on-line,causa pandemia. Si inizia sabato con il "saluto" del premier Conte e l'avvio di tre tavoli di lavoro: uno dedicato all'agenda politica, mentre gli altri due verteranno sull'organizzazione e sulle regole. "Per disegnare come il Movimento 5 Stelle potrà rinnovarsi, anche alla luce della maturata esperienza nelle istituzioni, a tutti i livelli" annuncia il capo politico Vito Crimi, attuale reggente.

Domenica, nella speranza che si avveri un contributo di Beppe Grillo, si terrà invece il dibattito pubblico,trasmesso in streaming, in cui potranno intervenire i 30 oratori scelti tra quasi mille candidati attraverso una votazione online degli iscritti su Rousseau. Sarà il momento del confronto diretto tra le varie "mozioni" in campo e tra i vari leader che negli anni si sono ritagliati un loro profilo politico specifico: Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, Roberto Fico e Paola Taverna tra i tanti altri votati anche tra le fila dei rappresentanti nel governo attuale e passato.

Proprio questo passaggio, il più delicato di tutta la kermesse, ha tuttavia già provocato le prime prese di distanza e malumori tra i 5 Stelle. Crimi ha deciso di non rendere noto il numero delle preferenze arrivate ad ogni "speaker" fintanto che non sarà deciso l'organo di direzione del Movimento. Che potrebbe essere collegiale o restare come ora nelle mani di un capo politico. Di certo però questo significa anche oscurare il peso che hanno dato i 26 mila votanti a ciascuno degli "speaker" eletti (ma anche bocciati) e alla loro piattaforma elettorale. Roberto Fico invoca ad esempio "organo collegiale per gestire un Movimento" e fare "sintesi". Di Battista si presenta con un programma che punta all'inviolabilità della regola dei due mandati, al no alle alleanze elettorali e al rafforzamento della piattaforma Rousseau e non sembra dispiacergli la formula del capo politico.

Di Maio è per la leadership collegiale, strizza l'occhio ai territori promettendogli più finanziamenti e teorizza la necessità di alleanze programmatiche a livello locale. C'è poi il gruppo di Parole Guerriere che ha mandato avanti in suo nome Luigi Gallo e che non solo propone una direzione collegiale ma invoca un'organizzazione del movimento sul modello degli altri partiti, con i suoi organi gestionali e un'autonomia che parta anche dallo sganciamento da Casaleggio e da Rousseau. Sapere quanti voti ha raccolto ciascuno di loro sarebbe quindi già un segnale sulla direzione da intraprendere. 

Infine, sembra restare fuori dall'agenda la questione dei due mandati: quasi nessuno ne fa parola, a parte Di Battista, e in tanti immaginano che il divieto decadrà quando ce ne sarà bisogno. Al punto che, dopo Virginia Raggi,  Giancarlo Cancelleri, già tanto chiacchierato per aver abbandonato il suo scranno da consigliere regionale siciliano, ricoperto per due mandati, per andare a ricoprire il ruolo di viceministro dei Trasporti, ha ora annunciato la sua intenzione di ricandidarsi per la terza volta a governatore della Sicilia.

Crimi: "C'è conferma due mandati ma valorizzare esperienza, voti pubblici a termine percorso"
Il principio del limite dei due mandati nel corso delle riunioni che hanno portato agli Stati Generali "è stato da tutti confermato però in tutte le occasioni è stata anche ribadita l'importanza di valorizzare l'esperienza e la competenza e quindi" si parlerà "di come conciliare questedue cose". Lo dice in un video su Facebook Vito Crimi. Il capo politico del M5S partecipa ad uno dei tavoli tematici che si sono aperti questa mattina in video call, con la partecipazione di 305 delegati. Alle accuse di Casaleggio replica:   a chi gli chiede se l'assenza di Casaleggio non rischi di delegittimare gli Stati Generali, Crimi replica: "La legittimazione viene dalla grande partecipazione".

""Leggo che c'è una richiesta sulla necessità di rendere trasparenti i voti ottenuti da chi partecipa al dibattito. Io credo che i nostri iscritti più che di sapere dei voti abbiano bisogno di risposte su come il loro contributo verrà organizzato. Non è la prima volta che accade.Ogni volta in cui abbiamo avuto un processo che non si concludeva con la votazione noi abbiamo congelato questi dati.Tutti sapevano che i dati sarebbero stati pubblicati dopo il cambio della governance". dice poi Crimi.  "Queste informazioni saranno rese pubbliche al momento in cui completeremo questo processo, al momento sono gelosamente custodite da due notai", aggiunge.

Alla fine del processo " il mio compito di reggente, che è durato anche più del dovuto, sarà finito. Gli Stati Generali sfoceranno in un momento in cui io terminerò il mio incarico. E' arrivato il momento di dare una guida legittimata dal voto degli iscritti al Movimento" ha poi concluso.
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