Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Manifestanti-pro-e-contro-Trump-scontri-a-Washington-08916308-2c67-45e9-81ad-69238ba3f5fd.html | rainews/live/ | true
USA2020

Il tycoon in vari tweet attacca polizia, sindaco e media

Manifestanti pro e contro Trump, violenti scontri a Washington

Nella notte gli scontri hanno causato un accoltellamento e almeno 20 arresti. Due agenti di polizia sono rimasti feriti e diverse armi da fuoco sono state recuperate dalla polizia. Il tycoon ha lanciato una serie di tweet in cui ha criticato polizia, sindaco, il movimento antifascista e i media

Condividi
I sostenitori del presidente Usa, Donald Trump, sono scesi in piazza a Washington per manifestare contro il "furto delle elezioni", proprio nel giorno in cui il tycoon, per la prima volta, ha evocato la sconfitta elettorale. La manifestazione davanti alla Casa Bianca, inizialmente pacifica, è sfociata in tensioni e scontri con gruppi di oppositori del presidente uscente.

Trump, lasciando la Casa Bianca per andare a giocare a golf, si è concesso un bagno di folla. Nella notte ha poi lanciato una serie di tweet in cui ha criticato polizia, sindaco, il movimento antifascista e i media.

In uno dei tweet notturni, il presidente uscente Trump ha attaccato l'organizzazione della sinistra antagonista 'Antifa' per aver aggredito i manifestanti suoi sostenitori nella capitale, la polizia per essere intervenuta "troppo tardi", il sindaco perché "non sta facendo il suo lavoro" e il "silenzio dei media nemico del popolo" sulla folla dei suoi fan. Il presidente ha postato anche immagini di un suo apparente supporter aggredito da militanti black lives matter, chiedendo l'arresto dei responsabili.

Due agenti della polizia feriti e almeno 20 arresti
Dopo il calare della notte, il clima nelle mobilitazioni relativamente pacifiche a Washington si è fatto teso a violento. Gli scontri hanno causato un accoltellamento e almeno 20 arresti. Due agenti di polizia sono rimasti feriti e diverse armi da fuoco sono state recuperate dalla polizia. I video pubblicati sui social media hanno mostrato alcuni manifestanti e contro-manifestanti che si scambiavano spinte, pugni e schiaffi. La tensione è salita alle stelle domenica mattina.

Proteste in varie città
Diverse altre città sabato sono state teatro di manifestazioni di sostenitori di Trump che non sono disposti ad accettare come legittimi il collegio elettorale del democratico Joe Biden e la vittoria del voto popolare. "Stop the Steal" e "Count Every Vote" gli slogan più gridati, nonostante la mancanza di prove di frodi elettorali o altri problemi che potrebbero modificare il risultato delle presidenziali. Trump aveva appoggiato un raduno sabato mattina prima di dirigersi verso il suo club di golf della Virginia. La gente cantava "USA, USA" e "altri quattro anni" e molti portavano bandiere e cartelli americani per mostrare il loro dispiacere per il conteggio dei voti.

A Delray Beach, in Florida, diverse centinaia di persone hanno marciato, alcune recanti cartelli con la scritta "Conta ogni voto" e  "Non possiamo vivere sotto un governo marxista''. La polizia di Phoenix ha stimato che 1.500 persone si sono radunate fuori dal Campidoglio dell'Arizona per protestare contro la vittoria di Biden nello stato. I manifestanti a Salem, in Oregon, si sono riuniti al Campidoglio e tra gli oratori a Washington c'era un repubblicano della Georgia appena eletto alla Camera degli Stati Uniti.
Condividi