Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Manifestazione-call-center-corteo-manda-traffico-in-tilt-a-Roma-51f4836e-b058-40bf-acaf-24110fee6cee.html | rainews/live/ | true
ECONOMIA

Traffico in tilt nella Capitale

A Roma i lavoratori dei call center. La protesta contro i contratti precari e la delocalizzazione

I lavoratori del comparto con tutte le sigle confederali (SLC Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil) sono scesi in piazza a Roma per chieder dignità per un settore con 80 mila addetti, tra cui tantissimi giovani e donne, soprattutto del Mezzogiorno

La protesta dei lavoratori del call center a Roma (Ansa)
Condividi
Roma Il corteo dei lavoratori dei call center che manifestano a Roma ha mandato in tilt il traffico della Capitale. La protesta che portano avanti i dipendenti è contro i contratti precari e la delocalizzazione all'estero, scelta dalla maggior parte delle loro aziende, dove il lavoro costa meno. 

Per questo lavoratori con tutte le sigle confederali del settore (SLC Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil) scendono in piazza: la manifestazione è partita alle 9,30 da piazza della Repubblica per arrivare a piazza SS. Apostoli. I lavoratori uniti nella protesta chiedono dignità - per un settore che vede occupati tantissimi giovani e donne, soprattutto del Mezzogiorno, e vogliono che le tutele previste per il comparto in Europa vengano rispettate anche in Italia. Secondo la Slc Cgil sono migliaia le persone arrivate a Roma per protestare, con oltre 50 pullman partiti da tutta Italia. 

Il traffico della Capitale ne risente: code e rallentamenti soprattutto nel centro storico e nella zona di San Giovanni, in particolare  a causa delle deviazioni e delle chiusure delle vie al passaggio dei manifestanti. Ripercussioni sul traffico soprattutto  in via dei Cerchi, piazza di Porta Capena, sul Lungotevere, via Merulana, via dell'Amba Aradam, piazza San Giovanni.  

La presidente della Camera, Laura Boldrini, esprime su Twitter la sua vicinanza ai dipendenti del call center, ricordando l'importanza di evitare che la globalizzazione sia sinonimo "di erosione dei diritti e di sfruttamento del lavoro dove mancano le tutele". Boldrini, sempre sulla piattaforma di microblogging, scrive dell'indagine conoscitiva in corso a Montecitorio sugli 80mila lavoratori del settore.
Anche il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (Pd) partecipa alla protesta della categoria. "Un settore trascurato e vilipeso", ha detto Damiano definendo  il comparto dei call center che, ha sottolineato, conta "80 mila addetti, per un fatturato che supera 1,3 miliardi di euro". Damiano ha ricordato che "dopo le stabilizzazioni avvenute nel 2007 sotto il Governo Prodi, non ci sono stati altri interventi, che ora bisogna tornare a fare". E ha aggiunto come con "le delocalizzazioni" e "le gare al ribasso" sul posto di lavoro anche "la privacy non è più garantita".
Condividi