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ITALIA

Indagini della polizia

Maxiblitz a Messina, traffico di droga gestito su base familiare: decine di arresti

L'inchiesta, coordinata dalla Dda, ha preso il via dopo un attentato compiuto il 25 gennaio 2017 nei confronti di due membri della famiglia Arrigo feriti da colpi di pistola sparati da un uomo che li aveva affiancati in scooter

immagine di repertorio
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La polizia di Messina ha eseguito decine di misure cautelari a carico di appartenenti a due organizzazioni criminali, dedite al traffico di sostanze stupefacenti, attive nel rione cittadino di Giostra, teatro di una guerra tra i clan degli Arrigo e dei Bonanno per il controllo del territorio e del mercato della droga. Le indagini, condotte dalla Squadra mobile della questura messinese, hanno consentito di far luce su alcuni tentati omicidi, a colpi d'arma da fuoco, fra il 2016 e il 2017, riconducibili a contrasti per affermare il proprio controllo sul mercato della droga a Giostra. Circa 350 i poliziotti impiegati per l'operazione denominata "Market Place", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina.

Il cliente ordinava la droga dal pianerottolo della casa, trasformata in supermercato degli stupefacenti. In caso di impedimento temporaneo del pusher che aveva messo a disposizione del clan la sua abitazione, la distribuzione della droga veniva gestita dagli altri membri della sua famiglia, sempre all'interno della stessa palazzina, o delegata a complici che gestivano le altre piazze di vendita. Un modus operandi consolidato che emerge dall'inchiesta sulle due bande di narcotrafficanti.

Secondo l'inchiesta, uno dei due gruppi criminali scoperti era guidato da Angelo Arrigo, che coordinava le diverse piazze di spaccio. Sarebbe stato lui, secondo gli investigatori, la tirare le fila dell'organizzazione,curando l'approvvigionamento della droga, gestendo le negoziazioni sui quantitativi e sui prezzi, decidendo se e a chi azzerare un debito o concedere uno sconto e risolvendo i problemi connessi ai controlli delle forze dell'ordine (ad esempio, con il frequente ricorso a vere e proprie vedette che avvertivano dell'arrivo di persone o auto sospette).   L'inchiesta della polizia di Messina, coordinata dalla Dda,ha preso il via dopo un attentato commesso il 25 gennaio 2017 nei confronti di due familiari di Angelo Arrigo, Gaetano e Paolo, padre e figlio, feriti da colpi di pistola sparati da un uomo che li aveva affiancati in scooter. Entrambi vennero gambizzati. Solo qualche giorno dopo, il 28 gennaio, venne incendiata la loro auto. Fin da subito, le indagini si sono indirizzate sulla malavita locale e sul traffico di stupefacenti.   

Secondo l'inchiesta, Arrigo gestiva la clientela e veniva abitualmente aiutato dalla moglie che accoglieva i clienti in assenza del marito e si premurava di informarlo, comunicando con cautela per timore di essere intercettata, della presenza di acquirenti. Dopo l'arresto dell'uomo, finito in manette nei mesi scorsi, la donna avrebbe gestito gli affari.

 
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