Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Messico-arrestato-di-nuovo-Joaquin-Guzman-Loera-detto-El-Chapo-Era-evaso-11-luglio-scorso-annuncio-diffuso-via-Twitter-dal-presidente-messicano-Enrique-Pena-Nieto-6175fd68-40db-4018-ae6c-c3ba0d1f2825.html | rainews/live/ | true
MONDO

L'annuncio diffuso via Twitter dal presidente messicano Enrique Pena Nieto

Messico: arrestato di nuovo Joaquín Guzmán Loera, "El Chapo". Era evaso l'11 luglio scorso

Il suo impero criminale è diventato così imponente che la rivista statunitense Forbes, nel 2009, lo ha inserito nell'elenco delle persone più ricche del mondo, stimandogli un patrimonio di un miliardo di dollari. Soddisfatto il presidente del Messico Pena Nieto: "un orgoglio per l'intera nazione", e "un trionfo per lo Stato di diritto"

El chapo, Joaquin Guzman Loera (Ansa)
Condividi
 "Missione compiuta. Lo abbiamo preso". Con questo twitter il presidente messicano Enrique Pena Nieto ha annunciato l'arresto Joaquín Guzmán Loera, detto El Chapo, capo del cartello del narcotraffico di Sinaloa.

El Chapo era evaso nella notte tra l'11 e il 12 luglio dal carcere di massima sicurezza di Altiplano, vicino Città del Messico. Guzman era scappato attraverso un tunnel lungo un chilometro, scavato sotto la sua cella. Era stato arrestato nella notte tra il 21 e il 22 febbraio 2014 in un hotel di Mazatlan, sulla costa pacifica del Messico, durante un blitz delle autorità messicane coadiuvate dai servizi segreti statunitensi.

Lo scorso novembre le forze dell'ordine messicane avevano stretto il cerchio intorno a 'El Chapo', ma alla fine Guzman era riuscito a sfuggire alla cattura, rimanendo ferito al volto e alle gambe.

Incriminato per traffico di droga dagli Stati Uniti, che ne chiedono l'estradizione, Guzman stava scontando una condanna di 20 anni.

Ma non era la prima volta che il criminale messicano era riuscito ad evadere. Il 9 giugno 1993, fu arrestato nel Chiapas, con l'accusa di omicidio e traffico di droga, ed è riuscito a evadere dalla prigione di Guadalajara dopo aver corrotto delle guardie carcerarie. Dopo la fuga consolida il suo potere, fino a soppiantare i colombiani e a diventare il più potente trafficante di droga messicano, in grado di controllare il commercio di cocaina dalla Colombia agli Usa.

Il suo impero criminale è diventato così imponente che la rivista statunitense Forbes, nel 2009, lo ha inserito nell'elenco delle persone più ricche del mondo, stimandogli un patrimonio di un miliardo di dollari.

Il presidente Pena Nieto, in una breve dichiarazione televisiva dal palazzo presidenziale di Città del Messico, ha voluto sottolineare che la cattura del superboss del cartello di Sinaloa è stata resa possibile dall'"unità di intenti e il coordinamento fra le forze armate, la polizia federale e la procura centrale", ai quali ha espresso il suo "riconoscimento istituzionale e personale".

"Durante mesi interi di costante e preciso lavoro di intelligence e di inchiesta, ha specificato Pena Nieto, sono riusciti a smantellare la rete di influenza e di protezione di cui disponeva questo criminale, confermando così che le istituzioni del Paese dispongono delle capacità necessarie per affrontare chi minaccia la tranquillità dei messicani" e che al momento 98 dei 122 criminali più ricercati sono ormai dietro le sbarre, un risultato che "rafforza il nostro impegno nella lotta contro il crimine organizzato".
Condividi