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MONDO

Messico, la terra trema ancora: scossa di 5.5. Sale a 286 intanto il numero delle vittime

Si cerca ancora un centinaio di dispersi dopo la scossa del 19 settembre

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La terra trema ancora in Messico. Alle 5.30 ora locale di questa mattina, una scossa di magnitudo 5.5 con epicentro El Dorado, nel sud ovest del Paese, ha riportato la paura, mentre la conta delle vittime tocca quota 286: "148 a Citta' del Messico, 73 a Morelos, 13 nello Stato del Messico, sei a Guerrero e uno a Oaxaca" comunica in un tweet il capo del servizio di protezione civile del Messico, Luis Felipe Puente.

Le squadre di soccorso (civili, militari, ma anche volontari) lavorano intanto senza sosta attorno agli edifici crollati. 
Anche se sono 72 le ore, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in cui si può trovare viva una persona sotto le macerie. Queste 72 ore, però, sono trascorse: a più di tre giorni dal sisma le speranze di trovare sopravvissuti sono di fatto svanite. Finora, le squadre di emergenza hanno tratto in salvo 53 persone.

Ed è delle ultime ore la notizia che una bimba ancora viva, sepolta sotto le macerie della scuola Enrique Rébsamen, non è mai esistita. Nel crollo dell'istituto sono rimasti uccisi 21 bambini. E il Messico è rimasto per due giorni con il fiato sospeso in attesa del salvataggio di Frida Sofia, diventata un trend mondiale di Twitter, con oltre 200mila messaggi, e con i media messicani erano tutti mobilitati. Si era addirittura diffusa la notizia che su richiesta dei soccorritori la bambina aveva mosso una mano. Ma ieri le autorità hanno negato che la bambina sia mai esistita. "Abbiamo svolto un conteggio esaustivo con i direttori della scuola e siamo certi che tutti i bambini siano sicuri a casa, o in ospedale o purtroppo siano morti" ha detto Angel Sarmiento, ufficiale dei marines sul luogo, che ha poi dovuto chiedere scusa ai messicani per aver "generato false aspettative". "Ci sono indicazioni che ci possa essere una persona tra le macerie. Ci sono tracce di sangue nelle foto come se si sia trascinata e sia ancora viva" ha detto Sarmiento. "Le possibilità di trovarla sono minime, ma continueremo a cercarla con impegno" ha concluso.

Il Presidente Peña Nieto: la priorità è salvare ancora vite
Il Presidente messicano ha elogiato il lavoro dei soccorritori. "La priorità è ancora salvare vite e fornire assistenza medica a coloro che ne hanno bisogno", ha detto Peña Nieto, che ha ringraziato per i messaggi di solidarietà ricevuti dai diversi paesi in tutto il mondo. "Il Messico ha risposto integralmente e con solidarietà", ha poi sottolineato, aggiungendo che il lavoro di risposta al terremoto sarà effettuato in tre fasi: il sostegno alle vittime, il censimento dei danni e la ricostruzione, che comporterà la demolizione di edifici con "danni strutturali irreparabili".

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