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MONDO

Il voto

Missioni, approvata risoluzione di maggioranza. 30 deputati contro sostegno Guardia costiera libica

L'aula della Camera ha bocciato la risoluzione presentata da alcuni deputati di Pd, ex M5s, Leu e + Europa che chiedeva la chiusura definitiva della missione di collaborazione dell'Italia con la Guardia costiera libica. Sulla risoluzione il governo aveva espresso parere contrario, mentre è passata la risoluzione di maggioranza sulla verifica del superamento

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La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza che autorizza le missioni militari all'estero, deliberate dal governo. In favore ha votato anche FdI. i si' sono stati 438, i no 3, gli astenuti 2. Tecnicamente l'aula ha approvato la relazione delle commissioni difesa ed esteri in cui il governo è impegnato a "verificare la possibilità che dalla prossima programmazione vi siano le condizioni per superare" la cooperazione con la guardia costiera libica, trasferendola alla missione Ue irini.

L'aula della Camera ha bocciato la risoluzione presentata da alcuni deputati di Pd, ex M5s, Leu e + Europa che chiedeva la chiusura definitiva della missione di collaborazione dell'Italia con la Guardia costiera libica. Sulla risoluzione il governo aveva espresso parere contrario. Il voto si è svolto durante l'esame della relazione sulle missioni internazionali

"Continuare a sostenere direttamente e indirettamente la deportazione di uomini donne e bambini nei centri di detenzione in Libia facendo finta che questa realtà non esista configura nei fatti una violazione delle Convenzioni internazionali a tutela dei diritti umani. Non è sufficiente spostare la catena di comando" e "per questo voteremo contro il rifinanziamento della missione bilaterale di supporto alla Guardia Costiera libica convinti che sia nostro dovere opporsi ad una così grave violazione dei diritti umani che avviene a poche miglia dalle nostre coste", avevano annunciato il voto contrario 30 deputati di diversi gruppi parlamentari: Palazzotto, Bersani, Boldrini, Bruno Bossio, Cecconi, Conte, De Lorenzo, Dori, Ehm, Fassina, Fioramonti, Fornaro, Fratoianni, Fusacchia, Lattanzio, Lombardo, Magi, Muroni, Orfini, Pastorino, Pini, Raciti, Rizzo Nervo, Sarli, Stumpo, Suriano, Termini, Timbro, Trizzino, Pollastrini.

Nel giorno in cui il Parlamento italiano è tornato a esprimersi sulle missioni all'estero e sul rifinanziamento della Guardia costiera libica, nell'ambito del memorandum d'intesa bilaterale del 2017, l'Ong Amnesty International e l'Organizzazione mondiale delle migrazioni (Oim) hanno pubblicato due rapporti che puntano il dito sulle conseguenze del sostegno italiano ed europeo alle autorità di Tripoli in materia di contenimento della migrazione. In particolare Amnesty si è basata su 53 testimonianze di migranti e rifugiati detenuti in Libia già a partire dalla fine del 2020.

Amnesty International si è focalizzata sui centri Sharà al-Zawiya a Tripoli e Al-Mabani, dove sono stati riportati oltre 7 mila migranti nei primi sei mesi del 2021. Diana Eltahawy, vice direttore di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord Africa, in termini di diritti umani accusa di "complicità gli Stati europei che "hanno continuato in modo vergognoso ad assistere la Guardia costiera libica nel catturare persone in mare e nel riportarle con la forza nel passaggio infernale della detenzione in Libia, nonostante siano noti gli orrori che lì si perpetrano".



La Camera ha respinto la risoluzione presentata a prima firma Palazzotto, e sottoscritta da una trentina di deputati, in cui si diceva di no al sostegno italiano all'azione della Guardia costiera libica per il pattugliamento delle coste. Sulla risoluzione il governo aveva espresso parere negativo. I favorevoli sono stati 40, i contrari 376, 21 gli astenuti. 

"Il tema dei finanziamenti alla Libia non è la stabilizzazione del Paese ma l'esternalizzazione delle frontiere - aveva commentato Palazzotto. Se i finanziamenti servissero a stabilizzare la Libia e a costruire ospedali sarei disposto a spendere anche cifre maggiori, ma non lo sono per finanziare la cosiddetta guardia costiera libica che è palesemente in combutta con i trafficanti di esseri umani e che opera in mare sparando e speronando uomini, donne e bambini in fuga".
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