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MONDO

Restano in mare i 356 a bordo della Ocean Viking

Open Arms, Ue: pronti a coordinare ricollocamento migranti. Viminale: se ne faccia carico Madrid

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Sulla Open Arms "salutiamo il fatto che i migranti abbiamo potuto sbarcare e che ora stiano ricevendo la cura di cui hanno bisogno. Siamo pronti a cominciare a coordinare il processo di ricollocamento e fornire un sostegno operativo alle autorità italiane sul terreno in Italia". Lo ha detto la portavoce della Commissione, Natasha Bertaud, ricordando che cinque paesi (Francia, Germania, Spagna, Portogallo e Lussemburgo) hanno "accettato una parte dei migranti" che erano a bordo della Open Arms.

Viminale: Madrid si faccia carico dei migranti
Il Viminale rinnova la richiesta alla Spagna di farsi carico degli immigrati sbarcati dalla Open Arms. Il ministero dell'Interno auspica che la Commissione Ue in accordo con il governo spagnolo, che si era reso già disponibile all'approdo della nave nei suoi porti e all'accoglienza, metta in atto i meccanismi per la redistribuzione degli immigrati, e chiede al Presidente del Consiglio dei ministri e alla Farnesina di condividere questa posizione e di assumere iniziative in tal senso. 

La vicenda Ocean Viking
Restano in mare i 356 a bordo della Ocean Viking. Dalla nave l'appello: non potremo resistere all'infinito. La Commissione europea auspica che gli Stati membri dimostrino con i migranti a bordo della Ocean Viking "lo stesso spirito di solidarietà dimostrato nel caso della Open Arms", ha detto la portavoce della Commissione, Natasha Bertaud, rispondendo alle domande dei giornalisti. L'esecutivo comunitario ha "sollevato questa questione nei nostri contatti con gli Stati membri", ha spiegato la portavoce. 

"Con oggi sono 12 giorni dal primo soccorso della Ocean Viking. 356 sopravvissuti sono ancora bloccati nel Mediterraneo Centrale. A bordo cresce la tensione: 'Perche' non ci muoviamo? Torneremo in Libia?'. Devono essere portati in un luogo sicuro al piu' presto possibile". E' quanto chiede via Twitter l'Ong Sos Mediterranee. 

La Open Arms a Porto Empedocle
La nave Open Arms, dell'omonima ong spagnola, è giunta ed ha attraccato a Porto Empedocle (Ag). Resterà alla banchina sotto sequestro, un provvedimento preventivo, che dovrà essere convalidato dal gip del tribunale, firmato dal procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio. Nei prossimi giorni, non è escluso che la nave venga sottoposta ad accertamenti. La Open Arms era approdata ieri a Lampedusa per consentire lo sbarco di 83 migranti.

Procuratore Agrigento: l'obbligo di salvataggio delle vite costituisce dovere degli stati
"L'obbligo di salvataggio delle vite in mare costituisce un dovere degli Stati e prevale sulle norme e sugli accordi bilaterali finalizzati al contrasto dell'immigrazione irregolare". E' uno dei passaggi del decreto di sequestro della Open Arms, firmato ieri dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, che ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per omissione e rifiuto di atti di ufficio. Ricordando il quadro normativo di riferimento utile a comprendere i "doveri degli Stati, le relative competenze e i limiti di discrezionalità" nella gestione del fenomeno del soccorso in mare, il procuratore ribadisce che "le Convenzioni internazionali in materia, cui l'Italia ha aderito, costituiscono, infatti, un limite alla potestà legislativa dello Stato ai sensi degli articoli 10, 11 e 117 della Costituzione e non possono, pertanto, costituire oggetto di deroga da parte di valutazioni discrezionali dell'Autorità politica, ponendosi su un piano gerarchico sovraordinato rispetto alla fonte primaria".

La perizia dei medici
"Gettarsi in mare rischiando anche di morire era speranza di vita, i naufraghi della Open Arms erano in condizioni emozionali estreme e in base alla situazione psicotica c'era un rischio individuale e collettivo". Questi passaggi, contenuti nella relazione stilata dai medici dopo l'ultima ispezione sulla Open Arms, hanno spinto ieri il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, a disporre il sequestro della nave e ordinare lo sbarco - poi avvenuto nella notte - nell'ambito di un'indagine che ipotizza l'omissione di atti di ufficio, per il momento a carico di ignoti, che scaturirebbe dalla mancata evacuazione dell'imbarcazione della Ong spagnola. Secondo i consulenti della procura, le funzioni psichiche dei migranti che erano rimasti a bordo della Open Arms risultavano essere "fortemente sollecitate da condizioni emozionali estreme in un clima di altissima oppressione, senza possibilità di arginare o contenere situazioni di dissociazione nevrotica o psicotica". 
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