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ITALIA

Migranti di Sea Watch e Sea Eye, Conte a Salvini: "No sbarchi? Mando un aereo. C'è limite al rigore"

La vicenda sembra avviarsi verso una soluzione, trattative in corso a Bruxelles per ridistribuire in Europa i 49 sulle navi delle due Ong. Germania e Francia pronte ad accogliere 50 persone ciascuna. Si aspetta il via libera di Malta allo sbarco

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Arrivata al diciottesimo giorno,l'odissea dei 49 migranti bloccati a bordo delle navi delle Ong Sea Watch e Sea Eye al largo di Malta fa deflagrare lo scontro all'interno del governo. "Accogliamo donne e bambini, c'è un limite a ogni politica del rigore", dice il premier Conte a Porta a Porta. "Nessuno arriverà mai con il mio consenso o quello della Lega. Se altri lo faranno se ne assumeranno la responsabilità", replica poco dopo Matteo Salvini in diretta su Facebook, minacciando conseguenze serie per il governo.

Lo scontro esplode proprio nel giorno in cui la vicenda sembra avviarsi verso una soluzione. Le trattative in corso a Bruxelles per ridistribuire in Europa non solo i 49 sulle navi delle Ong, ma anche gli altri 249 migranti sbarcati autonomamente nei giorni scorsi a Malta - condizione che il governo della Valletta ha posto per consentire di far scendere a terra uomini donne e bambini a bordo di Sea Watch e Sea Eye - hanno coinvolto anche l'Italia. Che da un lato, con Palazzo Chigi, si è detta disponibile a farsi carico di una quota di migranti, una quindicina come detto già ieri dal premier. E dall'altro con il Viminale a ribadire il suo no a ogni apertura. Ecco perché da Bruxelles alla fine è trapelato solo che Germania e Francia avrebbero accolto 50 persone ciascuno mentre Portogallo, Lussemburgo, Olanda e Romania ne avrebbero presi complessivamente un'altra trentina.

E' stato dunque Conte a fare la prima mossa. Ma prima, il presidente del Consiglio ha tentato di limitare i danni, schierandosi sulle posizioni già espresse da Salvini. "L'Italia- ha detto infatti - ha assunto una posizione di rigore, forte, una svolta rispetto al passato. Ma nella gestione dei flussi occorre un approccio strutturato" che non c'è. Dunque "la delusione verso l'Europa è forte".

Poi, però, è arrivata la svolta. "Questo è un caso eccezionale, con donne e bambini da oltre due settimane in mare. Non volendo tradire la linea di coerenza del governo, penso che il sistema Italia possa sopportare poche donne e pochi bambini. Ed è contrario a qualsiasi principio separare padri e figli. Salvini esprime una linea condivisa dal governo, ma se marchiamo nel segno dell'eccezionalità un intervento di questo tipo, la linea del governo non può essere tacciata di incoerenza". Insomma, aggiunge il premier per essere più chiaro, "se non li faremo sbarcare li prenderò con l'aereo" perché "alla politica del rigore c'è un limite". Parole che ben interpretano il pensiero del Colle, rimasto in questa fase silenzioso, ma che, in una vicenda analoga come quella di agosto che vide protagonista la nave Diciotti, si spese per una moral suasion.

Salvini ribatte in nemmeno 10 minuti, sempre su facebook. "Non cambio e non cambierò mai idea, un cedimento significherebbe riaprire le porte al traffico di esseri umani". Dunque "non ci saranno ulteriori strappi alle regole, né per uno né per cento": nessuno sbarcherà e nessuno arriverà "mai con il consenso mio e della Lega". E se palazzo Chigi forzasse la mano? "Se lo faranno altri se ne assumeranno la responsabilità politica" tuona Salvini, che a Di Maio dice: "Ogni ministro si occupi delle sue competenze, altrimenti...".

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