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EUROPA

Consiglio europeo

Migranti, colloquio Draghi-Macron: serve Ue incisiva in Africa

'Nuovo patto sulla migrazione e l'asilo' e la pandemia di coronavirus al centro del vertice

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Il Presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, e il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, hanno avuto questa mattina un colloquio a Bruxelles ai margini del Consiglio Europeo.   

Nel corso dell'incontro, sono stati affrontati i temi dell'agenda europea, e in particolare la gestione dei flussi migratori e le prospettive di stabilizzazione in Libia e nel centro-Africa, all'insegna di una rafforzata cooperazione tra Italia e Francia.   

Nella prospettiva delle decisioni in materia migratoria che saranno sottoposte al prossimo Consiglio Europeo, i due leader hanno condiviso la necessità di uno stretto e costante coordinamento tra Roma e Parigi mirato ad un ruolo più incisivo dell'Unione Europea in Africa.

Johansson, in Ue molti per solidarietà obbligatoria 
"E' molto chiaro per me che la solidarietà volontaria non basta, abbiamo bisogno di solidarietà obbligatoria, e devo dire che quasi tutti gli stati membri sono d'accordo su questa prospettiva: ovviamente poi si parla di quello che dovrebbe includere questa solidarietà obbligatoria".Lo ha detto la Commissaria europea per gli Affari interni, Ylva Johansson, intervenuta oggi in videoconferenza davanti alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Politiche Ue nell'ambito dell'esame congiunto delle proposte della Commissione relative al  'Nuovo patto sulla migrazione e l'asilo'.

Per Italia meccanismo solidarietà ad hoc
"Abbiamo messo a punto un meccanismo di solidarietà apposito per l'Italia, che si basa sui casi di ricerca e soccorso: ogni anno insieme agli Stati membri, ma soprattutto essenzialmente l'Italia, dovremmo stabilire quali saranno i numeri da gestire dal punto di vista della distribuzione nel corso dell'anno successivo per avere poi un pool al quale devono contribuire gli Stati membri", ha detto la Commissaria Ue per gli Affari interni, Ylva Johansson. Ciò "vuol dire che dopo un'operazione di ricerca e soccorso già dovrebbe esservi una disponibilità a distribuire queste presenze in altri stati membri - ha spiegatola Commissaria Ue -. E' un meccanismo diciamo speciale, appositamente ideato, che si aggiunge a quello ordinario di solidarietà". Johansson ha sottolineato che "la solidarietà oggi è carente ed è evidente che gli Stati membri si trovano di fronte a realtà tra di loro molto diverse quando si tratta delle migrazioni, soprattutto per via ovviamente della posizione geografica che occupano i diversi Paesi. Questo significa che gli arrivi irregolari in genere riguardano Paesi del Mediterraneo, tra questi l'Italia. Ed è per questo motivo che è necessario avere un sistema di solidarietà obbligatoria se uno stato membro si trova sotto pressione o si trova a dover gestire un numero di migranti superiore al livello  normale, allora dovrebbe scattare un meccanismo di solidarietà obbligatoria sulla base della dimensione e della condizione economica dei singoli stati".

Su donne e bambini soluzioni più veloci 
"Su donne, bambini e persone vulnerabili abbiamo proposto soluzioni a tutela speciale. Queste persone non dovrebbero seguire le procedure di frontiera, ma dovrebbero effettuare le normali procedure. Dobbiamo accelerare le procedure e assicurarci che possano essere più omogenee",  ha detto la Commissaria europea per gli Affari interni, Ylva Johansson, di fronte alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Politiche Ue nell'ambito dell'esame congiunto delle proposte della Commissione relative a 'Un nuovo patto sulla migrazione e l'asilo'.

Migliorare il sistema dei rimpatri
"Vogliamo migliorare il sistema che consente il rimpatrio dei soggetti che non possono rimanere "nell'Unione Europea: "Dobbiamo quindi rivedere il sistema d'asilo e il sistema di rimpatri per avere delle procedure migliori nei vari stati membri, per avere anche un meccanismo europeo efficace", ha detto la Commissaria europea per gliAffari interni, Ylva Johansson. La Commissaria ha ricordato che "ogni anno le decisioni di rimpatrio sono circa mezzo milione nell'Unione europea, per soggetti che non possono rimanere, e soltanto il 30% di questi in effetti fanno ritorno al proprio Paese d'origine"

Covid, graduale riapertura ma tenere la guardia alta
 "Il ritmo delle vaccinazioni" aumentato "in tutta l'Ue" e il "miglioramento della situazione epidemiologica generale, consentirà una graduale riapertura delle nostre società". Sono le conclusioni dei leader dei Ventisette sul Covid-19. Ma i leader avvertono anche che si dovrà "rimanere vigili per quanto riguarda l'emergere e la diffusione di varianti e agire se necessario". Infine, "sarà fondamentale il lavoro in corso per aumentare la produzione di vaccini e garantire un approvvigionamento adeguato in tutta l'Ue".

Rapida attuazione certificato Covid digitale
"Gli sforzi per garantire un approccio coordinato dovrebbero continuare prima dell'estate. In tale contesto, il Consiglio europeo accoglie con favore l'accordo raggiunto sul certificato covid digitale dell'Ue e ne chiede la rapida attuazione". E' un passo delle conclusioni dei leader europei sull'emergenza coronavirus.

Vaccini, accelerare dosi a Paesi bisognosi
"Il Consiglio europeo chiede che si intensifichi il lavoro per garantire un accesso equo a livello mondiale ai vaccini Covid19 e sostiene il ruolo guida di Covax a tale riguardo. L'Ue e i suoi Stati membri si sono impegnati ad accelerare la condivisione dei vaccini per sostenere i Paesi bisognosi, con l'obiettivo di donare almeno 100 milioni di dosi entro la fine dell'anno, e per aiutare a sviluppare la capacità di produzione locale in linea con la Dichiarazione di Roma del il vertice globale sulla salute". Sono le conclusione adottate dal Consiglio Ue oggi sul Covid, stando a quanto si apprende da un portavoce del presidente Charles Michel.

L'impatto della pandemia contenuto sarà solo con risposta globale 
"L'impatto della pandemia sarà contenuto solo attraverso una risposta globale". Lo affermano i leader Ue nelle loro conclusioni sull'emergenza Covid-19. "L'Ue è il più grande esportatore di vaccini Covid-19 nel mondo e continuerà i suoi sforzi per aumentare le capacità di produzione globale di vaccini al fine di soddisfare le esigenze globali -si legge -. Il Consiglio europeo chiede che si intensifichi il lavoro per garantire un accesso equo a livello mondiale ai vaccini Covid-19 e sostiene il ruolo guida di Covax a tale riguardo". 

Von der Leyen, quasi 1 miliardo di dosi in secondo semestre
La Commissione europea stima in 981 milioni di dosi le consegne di vaccini anti-Covid ai paesi Ue nel secondo semestre dell'anno. Lo ha detto la presidente dell'esecutivo comunitario Ursula von der Leyen ai leader Ue presentando una slide in cui illustra l'andamento delle consegne di tutto l'anno, con il contributo dei vari produttori. Nel periodo luglio-settembre dovrebbero arrivare 529 milioni di dosi, con AstraZeneca che dovrebbe consegnarne oltre 100 milioni per la prima volta da inizio campagna. Per l'ultimo trimestre dell'anno, ci si attendono 452 milioni, anche tenuto conto anche del terzo contratto firmato con Pfizer.

Sulla buona strada per vaccinare il 70% a luglio
"La lotta alla pandemia è prioritaria per noi, sul nostro territorio abbiamo compiuto progressi ed entro la fine della settimana più di 300 milioni di dosi saranno consegnate ai paesi membri e siamo sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo di vaccinare il 70% popolazione adulta europea a luglio", ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al termine del Consiglio europeo.

Varianti restano rischio, serve monitoraggio 'Su scala globale'  
"I vaccini funzionano con le varianti finora conosciute, ma quelle sconosciute restano un rischio, quindi dobbiamo creare un monitoraggio ufficiale. L'ECDC lo fa nella Ue, ma è importante che si espanda su scala globale perché dobbiamo stare un passo avanti al virus", ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Michel, prudente ottimismo ma vigili su varianti
Sul fronte della pandemia "abbiamo avuto l'occasione di esprimere un prudente ottimismo, abbiamo fatto progressi sulle vaccinazioni in tutto il territorio ma dobbiamo restare vigili contro le varianti". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nella conferenza stampa al termine del vertice Ue. 

Migranti sul tavolo prossimo vertice Ue a giugno
"Sulle migrazioni ieri sera vari Stati membri hanno chiesto di rimettere l'argomento all'ordine del giorno del prossimo vertice europeo a giugno e ci sarà effettivamente una discussione e si parlerà della Turchia ed ella Russia". Così il presidente del consiglio europeo Charles Michel. 

Draghi, sui vaccini dobbiamo continuare ad accelerare
"La campagna deve continuare ad accelerare anche durante l'estate". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo a Bruxelles.

"C'è stata una certa soddisfazione sul modo in cui procedono le vaccinazioni un po' dappertutto, e la campagna deve accelerare anche in estate. Le forniture continueranno ad arrivare in modo sufficiente", ha detto ancora il premier Mario Draghi.

Ipotesi licenze obbligatorie brevetti in emergenza
"Sulla questione dei brevetti si sta arrivando ad una soluzione che è quella che promette di più: c'è una terza strada che prevede il conferimento obbligatorio di licenze nei momenti più di emergenza, proposta a cui sta lavorando la commissione",ha detto Draghi.

Clima, Ue proporrà piano per 2030 ascoltando leader
 "La Commissione europea la prossima settimana avanzerà proposte" sull'ambizione climatica di ridurre le emissioni entro il 2030 del 55% (rispetto alle soglie del 1990) "tenendo conto delle indicazioni e delle preoccupazioni espresse oggi dai leader". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, al termine del summit Ue. 
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