Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Milano-Botte-a-figlia-disabile-Arrestati-i-genitori-b2e01ca1-6451-4b59-9b1d-e3189c8ed315.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Volevamo ucciderla con il veleno o affogarla

Milano. Botte alla figlia disabile, arrestati i genitori

Non la volevano più quella figlia disabile di 3 anni e mezzo. Per questo la picchiavano e avevano intenzione di ucciderla. Non sopportavano più la sua voce e per questo l’avevano chiamata “scimmia”. Ad incastrare il due genitori le intercettazioni 

Condividi
“Odio mia figlia, metto il veleno nel suo mangiare. La scimmia è un grosso problema". E' una delle intercettazioni registrate dalla polizia locale tra i genitori della bambina disabile di 3 anni e mezzo picchiata e maltrattata, che loro chiamavano "scimmia". In alcune conversazioni propongono di soffocarla, annegarla o avvelenarla.  
 
La coppia di 29enni egiziani è stata arrestata venerdì scorso appena salita assieme agli altri 4 figli, il più grande ha 8 anni, su un autobus partito dalla stazione Centrale per raggiungere l'aeroporto di Malpensa, dove avrebbero preso in serata un volo di sola andata per l'Egitto.
 
In un passaggio delle intercettazioni la madre parlando al marito della figlia di 3 anni dice: "Sono stanca e ho picchiato gli altri figli per colpa sua. Mi conosci annegherò lei e la picchierò di continuo. Faccio finta di darle da mangiare, ma la pizzico" e ancora "odio mia figlia e ho un rifiuto per lei". "Allora la uccido", risponde il padre prima che la moglie aggiunga "Si, posso anche io, metto veleno dentro il suo mangiare. Ho fatto cose bruttissime che non poi immaginare alla scimmia. Ho pure rotto il braccio e tu lo sapevi. Stai con lei -prosegue - cosi' capisci cosa passavo con lei. La scimmia e' un grosso problema".
 
La coppia viveva nella zona Nord Ovest di Milano in un appartamento di edilizia popolare occupata abusivamente. Dai riscontri degli agenti della Polizia locale, coordinati dal dipartimento "fasce deboli" diretto procuratore aggiunto Letizia Mannella, è emerso che il marito e moglie erano arrivati in Italia nel 2010. L'uomo lavora come muratore mentre la donna è casalinga si occupava dei figli. Non si esclude che anche gli altri quattro bambini, il più piccolo ha un anno e mezzo il più grande 8 , siano stati vittime di abusi e maltrattamenti.
 
Dalle intercettazioni è emerso un quadro familiare di grave incuria e il progetto di avvelenare la bambina, che la madre chiamava "la scimmia". Il padre, sembrava voler assecondare i progetti omicidi della madre. La radiografie effettuate sulla bambina, ricoverata per un dolore al braccio, avevano fatto emergere un quadro preoccupante. Il male al braccio era causato da una frattura scomposta, ormai con calcificazione ossea, riconducibile e tre o quattro settimane prima, ma la piccola risultava avere anche altre fratture multiple pregresse e di dubbia natura.

La polizia locale, in concerto con il Tribunale dei Minori, ha deciso di sottrarre immediatamente la bambina alla potestà dei genitori e di impedire loro di avvicinarsi alla stanza in cui era ricoverata. Dopo l'arresto dei genitori è stata affidata come i fratelli al Comune di Milano è collocata in una comunità protetta. La bambina, che abitava con i genitori in un alloggio popolare della periferia Nord-Ovest, non era seguita dai servizi sociali per i suoi problemi. Non si presentava infatti a prima vista come maltrattata ed era stata segnalata dall'asilo solo per segni di incuria come la scarsa pulizia dei vestiti.
 
Condividi