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CULTURA

Giornata mondiale del teatro

Occupato il Piccolo Teatro di Milano: protesta contro le chiusure

Manifestazioni a Roma e Venezia

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Una cinquantina di persone, tra lavoratori del coordinamento spettacolo della Lombardia e studenti, questa mattina ha occupato il cortile del  Piccolo Teatro Grassi di via Rovello, in pieno centro a Milano. Per l'azione di protesta contro la chiusura delle istituzioni culturali hanno scelto - spiegano - una data non casuale: oggi è infatti la giornata mondiale del teatro.

"Un Parlamento Culturale Permanente per riportare il lavoro delle attività culturali come urgenza sociale, perché sia prioritaria per il governo". Questo il messaggio lanciato dal Coordinamento Spettacolo Lombardia. L'iniziativa, denominata 'Prove per uno spettacolo vivo' ha l'obiettivo di richiamare l'attenzione sul settore, spiega la pagina Facebook del Coordinamento, "per costruire una ripartenza sostenibile da tutti, a partire dai più fragili, considerando il Lavoro come centralità e motore di tutte le categorie, non solo del settore culturale".

"A questa azione partecipano anche le studentesse e gli studenti delle Scuole, delle Università e delle Accademie di Milano come parte integrante e fruitrice del mondo della Cultura. Saranno al nostro fianco oggi per non diventare i precari di domani. 'Prove per uno spettacolo vivo' è un gesto artistico e politico che rivendica lo spazio che da più di un anno è stato negato alla Cultura, per discutere/denunciare le contraddizioni che la pandemia ha fatto emergere duramente nella nostra società".

Venezia, occupato Ponte Libertà
I lavoratori dello spettacolo hanno protestato anche a Venezia dove 300 manifestanti ha occupato per un quarto d'ora il Ponte della Libertà, che collega la terraferma alla centro storico cittadino. Dopo essersi radunati nell'isola del Tronchetto i dimostranti si sono diretti verso il ponte translagunare, occupando con i cassoni di ferro che solitamente custodiscono attrezzi per gli spettacoli le corsie, rallentandosi così il traffico. E' stata una protesta senza incidenti.

Manifestazione a Roma
A Roma oggi diversi lavoratori del mondo dello spettacolo organizzano un giorno di mobilitazione e di protesta contro la chiusura delle sale a causa della pandemia per il Covid, in coincidenza con la 'Giornata internazionale del Teatro', che doveva anche segnare l'apertura dei teatri, secondo l'annuncio dato a suo tempo dal ministro della Cultura, Dario Franceschini. La protesta è promossa da Autorganizzati Spettacolo Roma e Professionisti Spettacolo Cultura con l'adesione di Clap, Presidi Culturali Permanenti, Campo Innocente e Mujeres del Teatro.  Gli organizzatori, nell'arco della giornata, si sposteranno attraverso le strade di Roma, andando a segnalare simbolicamente alcuni luoghi dello spettacolo e della cultura chiusi da un anno, molti dei quali, anche quando fosse possibile una ripartenza in sicurezza, non potranno, data la stagione, ormai riaprire.

Franceschini: "Gli aiuti non si fermeranno"
"Gli aiuti non si fermeranno". Nel giorno in cui in tutto il mondo si celebra la giornata del teatro, dopo un anno ancora a sipari chiusi, è questa la rassicurazione del ministro della cultura Dario Franceschini."In Italia doveva essere una giornata di festa, una prima ripartenza - dice il ministro -, purtroppo non è così, la grave emergenza sanitaria non ha consentito la riapertura di teatri e cinema già prevista nelle zone gialle essendo tutta Italia in zona rossa o arancione. Ma arriverà la riapertura e fino ad allora continueremo ad aiutare".

Uil, dare prospettive ai lavoratori dello spettacolo
"Chiediamo alla politica investimenti e prospettive concrete per i lavoratori di questo settore che riteniamo fermamente stategico". Lo affermano il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, e il segretario generale della Uilcom, Slavo Ugliarolo, in occasione della Giornata mondiale del teatro.   

"Oggi, Giornata mondiale del teatro, poteva essere la data simbolica di riapertura in sicurezza al pubblico di cinema e teatri. A un anno esatto dalla loro chiusura - proseguono -quelle sedie continuano a rimanere vuote. Un sipario calato sui luoghi della cultura e sulle vite di attori, musicisti,danzatori, scenografi, costumisti e tecnici ormai senza lavoro da un anno".

"Al netto delle necessarie, ma comunque insufficienti, indennità, i temi da affrontare restano ancora al palo: la riapertura in sicurezza, la continuità occupazionale e la salvaguardia dei giacimenti culturali del nostro Paese. La cultura è il carburante per la ripartenza e non ci vengano ancora a dire che 'con la cultura non si mangia'!".

Incontro in streaming con i privati
L'Associazione dei teatri privati italiani ha scelto la strada del dialogo per la Giornata Mondiale del teatro ed insieme all'Anec ha chiamato ad un confronto il presidente della commissione cultura del senato Riccardo Nencini e Massimo Romeo Piparo, presidente Atp (Associazione teatri privati) e cuore pulsante del Teatro Sistina di Roma.

Lo spettacolo si rivolge al senatore Nencini perché è stato il promotore nei giorni scorsi della ''Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza'' in ambito culturale, un testo che secondo Piparo ''non prevede solo un sostegno temporaneo ma stendere le basi per una vera ripartenza".

Gli fa eco Mario Lorini, direttore generale dell'Anec, secondo il quale il Piano ''è fondamentale perché lo spettacolo deve riprendere a 360 gradi. Il valore di socialità siamo noi, nei piccoli borghi soprattutto ma va esteso a tutto il paese. Ci sono però locali - aggiunge Lorini - che chiudono anche in conseguenza di motivazioni diversi. Abbiamo visto il caso dell'Azzurro Scipioni, a volte non sono per niente i motivi della pandemia come accaduto per altre realtà''. 

Che la situazione non sia facile lo spiega lo stesso senatore Nencini, che parte dalla considerazione che ''il cinema ha sua legge, lo spettacolo no''. ''Ho sollecitato Franceschini che ha spiegato che arriverà quanto prima ma nel frattempo noi ci portiamo avanti. Nel piano di resilienza (io preferirei rinascita) non c'è una riga su spettacolo, cinema e teatri. Abbiamo lavorato su una pagina bianca''. 
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