Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Minneapolis-brucia-arrestato-poliziotto-accusato-morte-floyd-f3a4475c-af98-4415-aa66-47d281937b86.html | rainews/live/ | true
MONDO

Usa

Minneapolis brucia, arrestato poliziotto accusato di morte Floyd

La protesta degenera in rivolta, commissariato dato alle fiamme. Trump avverte: "Ora si comincia a sparare quando inizia il saccheggio". Cortei da New York (72 arresti) alla California, il sindaco di Minneapolis proclama lo stato di emergenza. Schierati in città 500 uomini della Guardia nazionale. Reporter rilasciato con le scuse del governatore. Trudeau: stupore e orrore per notizie da Minneapolis

Condividi

Derek Chauvin, l'ex poliziotto di Minneapolis, accusato di aver provocato la morte per soffocamento dell'afroamericano George Floyd, è stato arrestato e messo sotto custodia dagli investigatori che seguono il caso. L'accusa è di omicidio colposo. Lo chiamano l'agente killer: nel video shock che ha sconvolto l'America e il mondo intero lo si vede mentre col suo ginocchio preme sul collo di una persona inerme, immobilizzata a terra e che implora di poter respirare. Insieme a tre suoi colleghi Chauvin era stato già licenziato. Altre tre persone sono state arrestate.

Si è poi appreso che Floyd e l'agente si conoscevano per aver lavorato insieme per molto tempo come addetti alla sicurezza di un night club. Lo afferma Andrea Jenkins, vicepresidente del consiglio comunale della città, in un tweet ripreso dai media Usa. Una conferma - secondo alcuni media locali - è arrivata anche dal proprietario del locale.

La terza notte di scontri
I dimostranti e i rivoltosi in piazza sono "vandali" e ancora, a mo' di monito: "Quando comincia il saccheggio si comincia a sparare". Cosi' Donald Trump dopo la terza notte di violenze e scontri a Minneapolis innescati dall'uccisione da parte della polizia di George Floyd. In un messaggio, diffuso su Twitter, il presidente americano ha riferito di aver parlato con il governatore del Minnesota, Tim Waltz, e di avergli detto che "l'esercito è con lui fino alla fine". Il presidente Usa non ha risparmiato critiche al sindaco di Minneapolis: parla di "totale mancanza di  leadership". 

"Questi delinquenti disonorano la memoria di George Floyd  e non permetterò che questo accada - ha aggiunto il presidente - Ho  appena parlato con il governatore Tim Walz e gli ho detto che i militari sono con lui".

Il sindaco di Minneapolis, Jacob  Frey, ha poi replicato a Donald Trump: "Debolezza è rifiutare di  assumersi la responsabilità delle proprie azioni - ha detto durante una conferenza stampa - Debolezza è puntare il dito contro  qualcun altro in un momento di crisi". Poi ha incalzato: "Donald Trump non sa nulla della forza di Minneapolis". "Siamo forti da morire", ha  detto ancora il sindaco, ammettendo che "è un momento difficile", ma - ha aggiunto nelle dichiarazioni riportate dalla Cnn - "ce la faremo".

Trump: mio tweet non incitava a violenza
Il presidente americano, Donald Trump, è poi tornato a parlare del post di ieri sulla morte di George Floyd che è stato in parte oscurato da Twitter perché ritenuto di incitamento alla violenza nella frase, "quando inizia il saccheggio, inizia la sparatoria". "Il saccheggio porta alla sparatoria, ed è per questo che un uomo è stato colpito e ucciso a Minneapolis mercoledì sera - o guardate cosa è successo a Louisville con 7 persone uccise. Non voglio che ciò accada, ed è questo che stava a significare l'espressione di ieri sera. Si parlava di un fatto, non di un'affermazione", ha scritto il capo della Casa Bianca su Twitter. Per Trump, la spiegazione "è molto semplice, nessuno dovrebbe avere problemi con questo a parte gli odiatori e coloro che cercano di causare problemi sui social media".

Giornalista Cnn arrestato in diretta, le scuse del governatore
Il giornalista della Cnn Omar Jimenez è stato arrestato dalla polizia, mentre stava trasmettendo in diretta dal luogo delle proteste. Lo riporta la stessa emittente, aggiungendo che Jimenez è stato preso in custodia "dopo essersi identificato in modo chiaro agli agenti". La Cnn ha pubblicato anche la foto del momento dell'arresto. Stessa sorte per i colleghi di Jimenez, tra cui un produttore e un operatore.

Il governatore Walz ha porto le sue "profonde scuse" per l'arresto "inaccettabile" della troupe. Lo ha riferito sempre la Cnn, spiegando che il presidente Jeff Zucker ha parlato con Walz dopo l'arresto, mentre ancora la troupe non era stata rilasciata. Walz aveva promesso di intervenire perché il rilascio avvenisse subito, aggiungendo che il giornalista e i colleghi avevano chiaramente il diritto di restare e di essere favorevole alla presenza dei media sul luogo delle proteste. Jimenez e i colleghi sono stati poi rilasciati.

Il reporter agli americani: "Voi vedevate quello che mi succedeva"
"Quello che mi ha dato un po' di conforto è sapere che voi vedevate quello che stava succedendo, io  vivevo quello che stava succedendo ed il Paese vedeva quello che succedeva in tempo reale". Così Omar Jimenez, in un collegamento  subito dopo il suo rilascio, ha raccontato come la polizia di  Minneapolis, questa mattina presto, lo ha arrestato. Il giornalista, che è ispanico e di colore, ha raccontato di essere stato avvicinato dagli agenti in tenuta antisommossa che - come  mostrano le immagini trasmesse in diretta dalla Cnn - l'hanno circondato e ammanettato senza dirgli il motivo del suo arresto.

Nel collegamento con i giornalisti di Atlanta, che hanno ribadito la preoccupazione e la solidarietà di tutta l'emittente, il  reporter ha raccontato anche quello che ha provato mentre veniva  portato via, ammanettato, dai due poliziotti in tenuta antisommossa.

Mentre ci allontanavamo e mi facevano attraversare l'intero quartiere che era stato distrutto dalla rabbia dei dimostranti e sfortunatamente dalla rivolta e dai saccheggi che abbiamo visto, allora mi sono  chiesto - ha detto - ma che cosa sta succedendo veramente?". Una volta arrivati al distretto, anche lì al giornalista, che cercava di capire  se il problema fosse che stava facendo il collegamento da un posto non autorizzato dove ancora erano in corso disordini, non è riuscito a  ottenere risposte. "Mi hanno chiesto le generalità, poi sono tornati e hanno chiesto  'state con la Cnn?", ha raccontato dicendo che poco dopo li hanno  lasciati andare. E alla domanda se qualcuno si è scusato con loro per l'equivoco ha risposto: "Forse questo è avvenuto a un altro livello,  ma a noi non hanno chiesto scusa".

Schierati 500 uomini della Guardia Nazionale
Dopo il caos della scorsa notte, sono stati schierati 500 uomini della Guardia Nazionale per contrastare le proteste. Un 'rinforzo' chiesto nelle scorse ore dallo stesso sindaco della città.

Proteste a New York, almeno 72 arresti
Sono almeno 72 i manifestanti arrestati nella notte durante le proteste a New York. Durante i tafferugli esplosi in diverse zone di Manhattan, alcuni agenti sono rimasti feriti dai lanci di sassi e bottiglie da parte dei manifestanti.

La rivolta
Fonti di stampa concordanti e immagini e video diffusi sui social network hanno documentato l'irruzione di dimostranti in centri commerciali, l'incendio di automobili parcheggiate e l'impiego di gas lacrimogeni in strada. Sempre a Minneapolis sarebbe stato occupato un commissariato di polizia, mentre in città è stata dispiegata la Guardia nazionale.

Proteste di piazza si sono svolte ieri sera anche in altre città degli Stati Uniti, da New York a San Francisco, da Chicago a Denver.

A Roma murales in via Usa: Floyd 'Statua della Libertà'
Harry Greb, lo street artist che nei giorni scorsi ha tra l'altro decorato il muro esterno dello Spallanzani, "torna a colorare i muri di Roma e questa volta lo fa con l'immagine simbolo del momento, quella di George Floyd nei panni della Statua della Libertà con un cartello in cui chiede giustizia e la Carta dei Diritti stretta in una mano". E' quanto si legge in una nota dell'artista. L'opera è stata realizzata, significativamente, in via Stati Uniti d'America, vicino al Villaggio Olimpico.

"Sono rimasto colpito e indignato come essere umano dopo aver visto il video dove George Floyd muore in strada, da solo -afferma lo street artist - E' incredibile che ancora oggi possano accadere fatti del genere, alla luce del giorno, con arroganza e prepotenza, senza limiti. E' un peccato perché ritengo che gli Stati Uniti siano un gran Paese, ma sono vittime delle loro contraddizioni. Hanno ancora parecchie cose da risolvere e  questa è l'ennesima testimonianza. Sembra che essere nero in America oggi è ancora una discriminante, tutto questo è inaccettabile. Qualcuno dovrebbe dare un segnale forte anche se in questo momento mi sembra difficile - conclude Harry Greb - visto chi è a capo della Nazione".

Trudeau: stupore e orrore per notizie da Minneapolis
"Molti canadesi di tutte le origini guardano le notizie dagli Stati Uniti con stupore e orrore". Lo ha detto il premier canadese Justin Trudeau in merito alle scene di violenza a Minneapolis. "Il razzismo è reale: è presente negli Stati Uniti ma anche in Canada", ha aggiunto durante la sua conferenza stampa quotidiana.

Condividi