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MONDO

Usa, la morte di George Floyd: al via in Minnesota il processo all'agente Derek Chauvin

Chauvin è accusato della morte dell'afroamericano, avvenuta lo scorso 25 maggio a Minneapolis. Il video dell'agente col ginocchio piantato sul collo di Floyd ha fatto il giro del mondo

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Al via nell'aula di un tribunale della contea di Hennepin, in Minnesota, il processo a Derek Chauvin, l'agente di polizia accusato per la morte dell'afroamericano George Floyd, avvenuta lo scorso 25 maggio a Minneapolis. L'udienza si è aperta con la proiezione del video della morte di George Floyd.

​La famiglia ha invocato giustizia, dicendo di aver "bisogno di una condanna".  Anche Joe Biden seguirà con attenzione il processo, fa sapere il suo portavoce Jen Psaki

Sono i quattordici giurati, di cui due 'riserve', a comporre la giuria popolare al processo più atteso in America. I giurati sono nove donne e cinque uomini, quattro afroamericani e due di razza mista. 

Il processo per la morte di George Floyd è un vero e proprio "referendum sulla giustizia americana", per vedere se negli Stati Uniti possano essere garantiti "giustizia e uguaglianza per tutti", hanno affermato poco prima dell'avvio del processo i legali della famiglia dell'afroamericano.

"L'America chiede giustizia, il mondo intero ci sta guardando", afferma Benjamin Crump, uno degli avvocati che rappresentano la famiglia di Gorge Floyd. "Questo assassinio non è un caso difficile da giudicare", ha affermato il legale parlando prima dell'avvio del processo, riferendosi alle immagini in cui Chauvin soffoca Floyd col ginocchio, nonostante questi implorasse di mollare la presa.

Il processo avviene in diretta tv: è stato concesso l'accesso nell'aula infatti a tre telecamere dell'emittente Court TV, una rete statunitense che trasmette i processi.

Chauvin "ha tradito il suo distintivo, il suo giuramento di proteggere i cittadini e di usare compassione nell'esercizio delle sue funzioni", ha detto il procuratore che rappresenta l'accusa in apertura del processo. 

I familiari di George Floyd sono rimasti in ginocchio questa mattina di fronte al tribunale di Minneapolis per 8 minuti e 46 secondi, a rappresentare il tempo durante il quale Chauvin ha tenuto il suo ginocchio premuto sul collo di Floyd, provocandone la morte.

"Noi ci inginocchiamo per 8 minuti e 46 secondi, e per tutto questo tempo noi vogliamo che pensiate perché Chauvin non ha sollevato il suo ginocchio'", ha detto il leader per i diritti civili, il reverendo Al Sharpton, che ha accompagnato i familiari di Floyd insieme al loro avvocato Benjamin Crump, nella conferenza stampa tenuta prima dell'inizio del processo a Chauvin. "Avremo la giustizia che ci meritiamo", ha detto uno dei fratelli di Floyd, Terrence che era accompagnato dalla sorella Bridgett ed altri parenti.

"(Chauvin) ha tolto l'anima dal corpo di mio fratello, che implorava sua madre. Nessun uomo dovrebbe farlo. Abbiamo bisogno di giustizia per George; abbiamo bisogno di una condanna", aveva detto il fratello del defunto, Philonise Floyd, alla veglia organizzata domenica presso la Chiesa Battista Greater Friendship Missionary, a sud di Minneapolis. 

Philonise, che era accompagnata da diversi parenti, ha ricordato nel suo discorso che il sistema giudiziario negli Stati Uniti è lo stesso per i bianchi e gli afroamericani."Non dovrebbero esserci due sistemi di giustizia. Non dovrebbe esserci un sistema gli Stati Uniti bianchi e un altro per gli Stati Uniti neri. Noi siamo un Paese solo", ha insistito Philonise, la voce rotta dall'emozione, ricevendo un forte applauso dalle centinaia di persone riunite nella chiesa. L'avvocato della famiglia, Ben Crump, presente anche lui alla cerimonia, ha avvertito che la difesa di Chauvin "attaccherà la persona" di George Floyd durante il processo.

"L'unica cosa che ha ucciso George Floyd è stata un abuso di forza eccessiva", ha osservato Crump rispondendo implicitamente a quanti sostengono che l'uomo sia morto per un alto consumo di fentanil, non per l'asfissia.

Dopo la veglia in chiesa, molti si sono recati nel punto esatto in cui Floyd morì nel maggio 2020 per fare un'ultima preghiera prima dell'inizio delle argomentazioni orali del caso.

Chauvin è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza e dai cellulari dei passanti mentre premeva il ginocchio per 8 minuti e 46 secondi sul collo di Floyd, il quale, ammanettato e disteso a terra, chiamava sua madre e ripeteva (lo ha fatto per una ventina di volte): "Non riesco a respirare ".

Il filmato dell'arresto ebbe un'eco enorme sui media internazionali e portò alla nascita di vaste manifestazioni di protesta contro l'abuso di potere, la violenza e il razzismo della polizia statunitense.

Nei giorni scorsi, è stata scelta la giuria per il processo: un passaggio complicato in cui si sono dovute scegliere persone che non avessero già un'idea preconcetta sull'accaduto. Tutti i giurati, con l'eccezione di un chimico di 20 anni, hanno detto di aver visto, almeno in gran parte, il video di Chauvin che si inginocchia sul collo di Floyd già ammanettato e sofferente.

L'agente di polizia deve rispondere di omicidio preterintenzionale di secondo grado, omicidio colposo e omicidio di terzo grado, imputazione che comporta la necessità di dimostrare indifferenza per la vita umana e che potrebbe facilitare la condanna.

Chauvin, che si dichiara non colpevole, rischia una condanna fino a 40 anni di carcere se dovesse essere giudicato colpevole per l'accusa più grave, quella di omicidio di secondo grado.

"Mettiamo la politica da parte in questo processo" ha detto l'avvocato difensore dell'agente, seduto in aula. L'avvocato ha sottolineato come Floyd era sotto l'influenza di stupefacenti e si rifiutò due volte di ridare indietro le sigarette che aveva tentato di acquistare con una banconota falsa da 20 dollari

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