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ITALIA

Il caso

Anche l'Enea esclude la presenza di radioattività nel corpo di Imane Fadil. Iniziata l'autopsia

Gli esami dell'Istituto di Radioprotezione confermerebbero dunque quanto era già emerso nei giorni scorsi: Imane Fadil non e' morta a causa di un avvelenamento radioattivo, ipotesi che la Procura ha voluto approfondire dopo che era stata segnalata la presenza di sostanze sospette nelle urine della giovane donna

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Anche l'Enea, il centro specializzato romano che si è occupato di analizzare i campioni di organi di Imane Fadil, la 34enne marocchina morta l'1 marzo scorso all'ospedale Humanitas di Rozzano (Milano) ha escluso la presenza di radioattività dal corpo della giovane.

Lo ha detto ai giornalisti Mirko Mazzali, avvocato dei familiari della donna.

Gli esami dell'Istituto di Radioprotezione confermerebbero dunque quanto era già emerso nei giorni scorsi: Imane Fadil non e' morta a causa di un avvelenamento radioattivo, ipotesi che la Procura ha voluto approfondire dopo che era stata segnalata la presenza di sostanze sospette nelle urine della giovane donna.

Gli accertamenti eseguiti all'Istituto di Medicina Legale avevano gia' escluso questa eventualita' ma, per ulteriore scrupolo, gli inquirenti hanno voluto anche il parere del centro di eccellenza romano. Solo dopo l'esito di queste nuove analisi, e' stato dato il via libera all'autopsia.

Ed è cominciata all'Istituto di Medicina Legale di Milano, in piazza Gorini, l'autopsia sul corpo di Imane Fadil. A guidare l'esame l'esperta anatomopatologa Cristina Cattaneo, che si e' occupata di molti casi noti di cronaca nera e, negli ultimi anni, ha speso le sue energie e competenze per dare un nome ai migranti morti nel Mediterraneo. L'esito completo degli accertamenti chiesti dalla Procura arrivera' tra un mese, sempre che non ci sia bisogno di una proroga.

Oggi, stando a quanto spiegato dall'avvocato Mirko Mazzali, legale del fratello di Fadil, "verranno prelevati gli organi, che saranno esaminati successivamente, e i campioni che saranno sottoposti ai test tossicologici". Nessun tipo di precauzione, oltre a quelle previste per una 'normale' autopsia, viene adottato dall'e'quipe di esperti dopo che anche l'Enea ha escluso la presenza di sostanze radioattive, ultimo passaggio richiesto per procedere a un esame che arriva quasi a un mese dalla morte.

"I familiari di Imane - ha affermato l'avvocato Mazzali, che ha sostituito nei giorni scorsi il suo collega Paolo Sevesi - sono molto provati e arrabbiati. Non riescono a capacitarsi di come sia potuta morire una persona cosi' giovane. Non credo ci siano problemi per dare il nulla osta per la sepoltura nei prossimi giorni. Non seguo nessuna linea complottistica -  ha concluso - vediamo cosa dira' il nostro consulente, Michelangelo Casali".
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