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ITALIA

Restano gravi le condizioni dell'unico bimbo sopravvissuto

Mottarone, famiglie e fidanzati in gita sul monte: le vite spezzate nel tragico incidente

Cinque famiglie distrutte dall'incidente: tre residenti in Lombardia, una delle quali di origini israeliane. Una famiglia residente in Emilia Romagna e una in Calabria. Un bambino di cinque anni, unico sopravvissuto: ricoverato all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, in prognosi riservata

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Il sole sparisce in un attimo. Quel cielo blu così vicino in pochi minuti si perde, la luce di una mattinata serena in gita  precipita di colpo. E nel silenzio che segue il frastuono della caduta la giornata è già diventata un'altra. Buia. Tragica.  Senza ritorno. A bordo della cabinovia, precipitata ieri a Stresa, dopo essere partita dalla sponda piemontese del Lago Maggiore per raggiungere sulla funivia il Mottarone a 1500 metri di quota, c’erano quindici persone. Quattordici sono morte, si è salvato solo un bambino in gravissime condizioni e ricoverato in prognosi riservata al Regina Margherita di Torino. Cinque famiglie distrutte dall'incidente: tre residenti in Lombardia, una delle quali di origini israeliane. Una famiglia residente in Emilia Romagna e una in Calabria. 

La coppia in gita per festeggiare un compleanno

Roberta Pistolato, proprio ieri aveva compiuto quaranta anni. E aveva mandato poco prima della partenza un ultimo messaggio alla sorella: "Stiamo salendo in funivia". Insieme al marito, Angelo Vito Gasparro, 45 anni, risiedevano a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, dove lavoravano, ma erano entrambi originari di Bari.La coppia si trovava in gita al lago Maggiore proprio per festeggiare appunto il compleanno di lei. La famiglia in Puglia però non ha più avuto sue notizie dalle 11, quando la donna ha inviato alla sorella l'ultimo sms. Roberta era fresca di studi in Medicina e lavorava come guardia medica alla Asl di Piacenza. Negli ultimi mesi, faceva parte delle equipe che avevano dato la disponibilità ad effettuare la campagna vaccinale, sia negli hub che a domicilio.

La giovane borsista al Cnr e il fidanzato iraniano

Serena Cosentino, 27 anni, era originaria di Diamante (Cosenza) ma si era trasferita a Verbania da alcuni mesi dopo aver vinto un concorso come borsista di ricerca al Cnr Istituto di Ricerca sulle Acque. Con lei sulla funivia c'era anche l fidanzato Mohammadreza Shahaisavandi 23 anni, iraniano. Anche lui risultava residente a Diamante, ma viveva a Roma dove studiava. Il ragazzo era andato a trovare la fidanzata a Verbania e insieme erano andati a fare una gita sul Mottarone. Serena aveva compiuto gli anni il 4 maggio. 

La famiglia di origini israeliane

Una coppia, due bambini e i nonni materni. Una intera famiglia di origini israeliane che ieri mattina aveva deciso di trascorrere una giornata all'aria aperta nella località del Lago Maggiore: Amit Biran, del 1991, residente a Pavia e Tal Peleg, del 1994, anche lei residente a Pavia. Con loro i due figli Tom Biran di appena due anni ed Eitan di cinque anni, unico sopravvissuto allo schianto. Con loro c'erano anche la nonna Barbara Cohen Konisky del 1950 e il nonno Itshak Cohen del 1939, arrivati da Israele per passare le vacanze con i nipoti.

La coppia di fidanzati appassionati della montagna

Silvia Malnati, 27 anni e Alessandro Merlo, di 29 erano due fidanzati di Varese. Silvia era impiegata nel negozio di cosmetica Kiko a Milano. Entrambi grandi appassionati di natura e montagna, erano partiti insieme per una gita e avevano scelto proprio il Mottarone tra il Lago Maggiore e il Lago d'Orta.

La famiglia e il bimbo di 5 anni morto all'arrivo in ospedale

La quinta famiglia è quella di Vittorio Zorloni, nato nel 1966, e residente a Vedano Olona (Varese). A bordo della funivia c'era anche la compagna Elisabetta Persanini, nata nel 1983, e il loro piccolo figlio di 5 anni, che è morto poco dopo l'arrivo in ospedale a Torino, dove era stato trasportato in gravissime condizioni.

In prognosi riservata il bimbo sopravvissuto
Restano gravi le condizioni del bambino di 5 anni unico sopravvissuto all'incidente della funivia del Mottarone, figlio della coppia di origini israeliane che viveva a Pavia. Ricoverato all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dopo l'intervento di ieri la prognosi resta riservata. Al momento il piccolo è intubato e sedato. "Per essere riuscito a sopravvivere al terribile impatto è probabile che il padre, che era di corporatura robusta, abbia avvolto con un abbraccio suo figlio". E' quanto si apprende da fonti interne all'ospedale. "Il bambino e' sedato e intubato, ieri sera è stato sottoposto a un intervento per mettere in sicurezza le fratture che aveva agli arti inferiori e superiori, ora resta sedato e addormentato ma è ancora presto per valutare danni" spiega Giorgio Ivani, direttore del reparto di rianimazione all'ospedale Regina Margherita, a proposito delle condizioni di salute del piccolo Eitan Biran. "Nel corso della giornata - aggiunge il medico - faremo una risonanza magnetica per valutare le condizioni del cervello".

Nella tarda serata di ieri, è arrivata la zia del bambino, sorella del padre. "Ho saputo cos'era successo dai messaggi di Whatsapp. Ho cominciato a ricevere tanti 'mi dispiace' e non capivo perché...". ha detto la donna, Aya Biran, che ha raggiunto Torino. Medico in un carcere del Pavese, non si sbilancia sulle condizioni del nipotino che restano critiche. "Non sappiamo quale sarà la direzione, il trauma subito include un trauma cranico, bisogna vedere come evolverà la situazione", si limita a dire. Quando è arrivata a Torino, all'ospedale infantile Regina Margherita, era notte fonda. Il bambino è l'unico sopravvissuto nella tragedia della funivia, dove sono morti la mamma, il padre, il fratellino di due anni e i nonni.

Dopo i messaggi su Whatsapp, "ho chiamato mio fratello che non mi ha risposto, così anche mia cognata - racconta la donna -. Due ore dopo abbiamo ricevuto la conferma dei carabinieri e capito che mio nipote era vivo perché il suo nome non era nell'elenco delle vittime".
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