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ITALIA

La tragedia della funivia

Mottarone: si indaga su verifiche tecniche, nuovo sopralluogo dei periti

La testimonianza di una escursionista presente in vetta il giorno dell'incidente: "La cabina era quasi sulla mia testa, stava dondolando, se non mi fossi spostata probabilmente mi avrebbe colpita". 

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Sono diversi i racconti dei testimoni che erano in vetta al Mottarone il 23 maggio, giorno della strage alla funivia che ha provocato la morte di 14 persone. "Ho sentito un rumore molto forte e strano" racconta un escursionista, parlando di una "frustata" durata 5 secondi. "Sono riuscito a vedere che un cavo d'acciaio si era staccato, perché stava cadendo a terra" ha raccontato l'uomo ai carabinieri di Stresa il 25 maggio.

Una escursionista che si trovava in vetta ha raccontato che una delle sue compagne di escursione a un certo punto la ha avvisata. "La cabina era quasi sulla mia testa" ha riferito. La donna non se ne era accorta perché stava guardando il panorama. "Mi tremavano le gambe, avevo paura", ha spiegato.

Mi sento miracolata" perché "se non mi fossi spostata, probabilmente la cabina mi avrebbe colpita. Ho sentito un fruscio" ha spiegato la donna, chiamata come testimone per fornire sommarie informazioni in merito all'incidente. Poi ha udito "una specie di rumore metallico secco". Infine la donna ha raccontato di aver visto anche che "la cabina stava dondolando", come se "si fosse appoggiata al terreno".

Il figlio di Luigi Nerini, uno dei tre indagati per la strage alla funivia del Mottarone, disse ai carabinieri di non sapere indicare "a cosa serve" quello che "è chiamato comunemente 'ceppo'" o 'forchettone'. "Mi è stato spiegato dal caposervizio Gabriele Tadini che avrei dovuto metterlo", ha raccontato il giovane. Il figlio di Nerini racconta il 25 maggio davanti agli inquirenti anche di averlo montato "in un paio di occasioni" "su disposizione di Tadini", un altro dei tre indagati, ma specifica che è sempre accaduto "a impianto fermo e cabine vuote".

Incontro in Procura
Un incontro tra i pubblici ministeri i carabinieri che si occupano della sciagura del Mottarone si è svolto in procura a Verbania, per fare il punto sulle indagini, anche alla luce delle testimonianze raccolte negli ultimi giorni dagli investigatori,e anche a decidere quali saranno le prossime mosse.

Verifiche tecniche sui materiali rimasti sul campo, contrasto tra procura e difesa
Nell'inchiesta di Verbania sul disastro della funivia del Mottarone entra in campo l'ennesima diatriba procedurale. Il tema è quello delle verifiche tecniche sui materiali rimasti sul campo - o repertati nell'immediato dopo incidente - dai quali la Procura si attende di avere indicazioni plausibili in ordine alle cause della rottura della fina trainante, causa della morte delle 14 persone a bordo in assenza del sistema dei freni di sicurezza "inibito" dall'inserimento dei famosi "forchettoni". Su questo fronte è aperto da ieri un nuovo contrasto tra la Procura e una delle difese, quella dell'unico indagato rimasto gravato da una misura cautelare, Gabriele Tadini, che si trova agli arresti domiciliari. Perché se finora si era parlato della possibilità di avviare un "accertamento tecnico irripetibile" sulla cabina, sul cavo spezzato, e sugli altri elementi ritrovati sulle pendici del Mottarone, ieri il legale di Tadini, Marcello Perillo, ha depositato la richiesta per un "incidente probatorio".

In realtà poi Perillo e i suoi due consulenti sono saliti ugualmente al Mottarone, ed hanno visionato da lontano i reperti. "Abbiamo visto il cavo che è coperto da un telo di plastica - ha detto Falco - e quindi non e' visibile. Anche la cabina e' coperta". Ma non era sufficiente in questa fase esaminare le numerose foto che sono agli atti? "Preferisco vedere con i miei occhi - ha risposto Guttadauria - perché le foto possono essere ingannevoli". "Tutto può essere utile a ricostruire quello che è successo - ha concluso l'avvocato Perillo - e per questo, ad esempio, abbiamo chiesto il video originale, e vogliamo sapere se ci sono altri video, visto che le telecamere sul percorso sono diverse".   

Sulla richiesta di incidente probatorio, deciderà il gip Donatella Banti Bonamici, sentito il parere del Pm. Lunedì intanto al Mottarone ci sarà un altro sopralluogo, quello disposto dalla Procura per valutare le modalità di rimozione del relitto della cabina, dando avvio alla fase degli accertamenti irripetibili.
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