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MONDO

UE: giunta rispetti elezioni e volontà popolo

Myanmar. Dissidenti assaltano stazione polizia: 13 morti. Capo giunta: "Suu Kyi domani in tribunale"

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Un gruppo di dissidenti armati ostili alla giunta militare birmana ha occupato una stazione di polizia nella città di Moybe, nell'Est del Myanmar. Lo riferiscono i media locali. Almeno 13 membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi durante l'attacco e altri 4 sono stati sequestrati.

La testata birmana Irrawaddy ha riferito che l'attacco è stato perpetrato dalla Forza di Difesa del Popolo, una milizia che contrasta la giunta golpista che ha preso il potere lo scorso 1 febbraio, rovesciando il governo civile di Aung San Suu Kyi. Un miliziano ha comunicato alla testata che la stazione di polizia è stata data alle fiamme e che due civili sono rimasti feriti. Altri media locali riferiscono di un bilancio di 15 morti.

Aung San Suu Kyi, la leader del governo civile birmano deposto lo scorso 1 febbraio dai militari, è  in buone condizioni di salute e apparirà domani in tribunale, per la prima volta di persona e non in videoconferenza. Lo ha dichiarato il capo della giunta golpista, Min Aung Hlaing, in un'intervista a Phoenix Television, un'emittente filo governativa di Hong Kong.Min Aung Hlaing ha affermato che Suu Kyi "ha fatto quello che ha potuto" quando era al governo e ha confermato che si trova agli arresti domiciliari nella sua abitazione.

Il colpo di Stato militare in Myanmar ha suscitato vive proteste popolari, represse con crescente violenza dall'esercito. Min Haung Hlaing ha smentito il bilancio di 815 civili uccisi dalle forze di sicurezza e ha affermato che le vittime sono 300 tra i manifestanti e 45 tra i poliziotti.

Il generale golpista ha promesso l'istituzione di un sistema federale democratico e multipartitico entro un anno. Venerdì scorso la Commissione Elettorale controllata dai militari aveva però annunciato lo scioglimento del partito di Suu Kyi, la Lega Nazionale per la Democrazia, per frode elettorale.

L'esercito aveva giustificato il golpe sostenendo che Suu Kyi avesse truccato le elezioni dello scorso novembre, con le quali la Lega Nazionale per la Democrazia aveva conquistato 368 seggi in Parlamento a fronte dei 24 del Partito della Solidarietà e dello Sviluppo dell'Unione, espressione dell'esercito. Gli osservatori internazionali hanno ritenuto le elezioni del tutto regolari ma i militari sostengono che 10 milioni di voti, un terzo del totale, fossero fraudolenti.

La settimana scorsa i media birmani avevano riferito che Min Aung Hlaing e il suo numero due, Soe Win, hanno rimandato una seconda volta il loro pensionamento, previsto inizialmente a 60 e poi a 65 anni, età che il capo della giunta compirà il prossimo luglio. Min Aung Hlaing sembra quindi intenzionato a restare al potere per un tempo indefinito.Suu Kyi, che ha già trascorso 15 anni ai domiciliari durante la precedente giunta militare ed era stata liberata nel 2010, deve rispondere di accuse bizzarre come importazione illegale di dispositivi elettronici o violazione delle restrizioni contro il Covid-19 tramite iniziative politiche. L'imputazione più grave è però violazione della legge sui segreti di Stato, che potrebbe costarle fino a 14 anni di detenzione. 

Ue, giunta rispetti elezioni e volontà popolo
Se la giunta militare che guida il Myanmar dovesse mantenere il proposito di sciogliere la Lega nazionale per la democrazia, il partito dell'ex leader Aung San Suu Kyi, "dimostrerebbe ancora una volta il palese disprezzo per la volontà del popolo birmano". E' quanto si legge in una nota del portavoce dell'alto rappresentante per la Politica estera Ue, Josep Borrell, dopo le dichiarazioni di U Thein Soe, presidente nominato dalla giunta della Commissione elettorale dell'Unione. L'Unione europea, spiega la dichiarazione, "ribadisce che le elezioni di novembre hanno rappresentato fedelmente la volontà del popolo birmano".  La validità delle elezioni birmane di novembre, prosegue la dichiarazione Ue, "è stata confermata da tutti gli osservatori nazionali e internazionali indipendenti. Nessuna decisione arbitraria della giunta militare e dei membri della Commissione elettorale nominati illegalmente può annullarla".   

"L'Ue continuerà a denunciare tutti i tentativi di ribaltare la volontà del popolo birmano e di modificare il risultato delle ultime elezioni generali. Nessuna repressione o procedimento pseudo-legale infondato può conferire legittimità all'acquisizione illegale del potere da parte della giunta. Solo il rispetto della volontà del popolo può riportare il Myanmar sul suo percorso democratico e garantire stabilità e sviluppo sostenibile".
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