Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Myanmar-la-protesta-con-le-uova-di-Pasqua-5813ecb4-be62-452c-ac6b-ffc502e7e329.html | rainews/live/ | true
MONDO

Sopra il volto leader Suu Kyi

Myanmar la protesta con le uova di Pasqua

Il Papa prega in piazza San Pietro: vicinanza ai giovani birmani

Condividi
Le uova di Pasqua diventano l’arma contro il golpe militare che ha  deposto e arrestato lo scorso 1 febbraio la leader Aung San Suu Kyi. Le uova bollite sono state dipinte con il volto di Suu Kyi  e con slogan per la sua liberazione. Una contestazione in occasione della Pasqua dalle persone che protestano da due mesi contro la giunta militare, che ha ucciso centinaia di manifestanti che chiedevano il ritorno del governo civile. Le uova sono state lasciate appese alle porte delle case del vicinato o ai cancelli degli edifici pubblici.

A Rangoon, un gruppo ha marciato attraverso il distretto di Insein cantando e canzoni di protesta e cullando uova con lo slogan 'Rivoluzione di primavera'. Molte uova portavano un disegno del saluto a tre dita, simbolo di resistenza al colpo di stato del  febbraio. Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco su un gruppo di dimostranti a Pyinmana, nel centro di Myanmar, uccidendo almeno una persona.

Il cosiddetto «Easter Egg Strike» prosegue la tradizione delle proteste a tema, tra cui un «Silent Strike», durante il quale le persone in tutto il Paese hanno lasciato le strade deserte, e un «Lower Strike», durante il quale i manifestanti hanno deposto fiori in luoghi pubblici per onorare le persone uccise dalle forze di sicurezza.

Preghiera del Papa
"Sono vicino ai giovani di tutto il mondo e, in quest’ora, specialmente a quelli del Myanmar, che si impegnano per la democrazia, facendo sentire pacificamente la propria voce, consapevoli che l’odio può essere dissipato solo dall’amore". Lo ha detto Papa Francesco in occasione della benedizione Urbi et Orbi in piazza San Pietro.

Ancora tante vittime 
Con i quattro manifestanti uccisi nella giornata di sabato a Bago e a Monywa, è salito ad almeno 557 il bilancio dei cittadini uccisi dalle forze armate nella repressione dei moti democratici. Le violenze non fermano però le manifestazioni. Nuove proteste si sono svolte nel mattino a Mandalay, con un corteo di motociclisti che sventolava bandiere. Soldati e polizia continuano le loro intimidazioni notturne con incursioni nei quartieri, durante le quali gridano insulti, sparano a casaccio, fanno arresti e vandalizzano proprietà. Sabato, la polizia ha aperto il fuoco uccidendo diversi manifestanti a Monywa, nel Myanmar centrale, e altrove.
 
 
Condividi