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PEOPLE

Nadia Toffa, il primo saluto sui social: "Mi sento il cuore esplodere per l'amore che mi avete dato"

L'inviata e conduttrice delle Iene racconta per la prima volta il malore che due settimane fa l'ha colta in un albergo di Trieste

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Carissimi tutti, mi sento il cuore esplodere per l’amore e l’affetto che mi avete dimostrato, mi sento avvolta in un abbraccio caldo mai provato prima. Sono stata letteralmente inondata dalla vostra energia positiva che contraccambio con ogni singolo respiro di questi giorni. Stasera a Le Iene cercherò di raccontarvi cosa mi è successo nelle ultime assurde 2 settimane della mia vita. Voglio provare a ringraziare tutti quelli che si sono davvero preoccupati per me, scusarmi con chi si è tanto spaventato, e perché no, voglio strizzare l’occhio a chi mi ha allungato la vita dandomi per spacciata. Ma ho la capa tosta, in tutti i sensi, e ora pure la guancia verde per la botta che ho preso. Sinceramente e profondamente commossa, vi aspetto stasera per abbracciarvi tutti, ma proprio tutti tutti tutti, uno per uno. La vostra Nadia✌🏻

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Il racconto del malore
Nadia Toffa racconta per la prima volta il malore avuto due settimane fa. "Ero nella mia amata Trieste a fare un servizio - spiega in un'intervista che andrà in onda nella puntata di questa sera delle 'Iene'-, dovevamo incontrare un segretario di un sindacato. La sera sono andata a mangiare, ho brindato con l’autore perché siamo riusciti a incontrarlo e poi sono andata a letto in hotel. Tutto normale. La mattina poi mi alzo, faccio il caffè e chiamo Davide Parenti (ndr, ideatore e capo progetto del programma) per parlare di lavoro. Lui poi mi ha detto che ero molto rallentata. Io sinceramente non ricordo benissimo, mi sentivo strana...".

"Avevo prenotato il treno alle 13.02, erano le 11.30 e dico: 'Potrei anticiparlo, quasi quasi scendo giù nella hall, pago e semmai faccio il cambio del treno per arrivare prima a Milano e iniziare subito a montare il servizio...'.

Mi sentivo un po' strana, a un certo punto sono caduta
Tutto normalissimo - prosegue - ma io mi sentivo un po’ strana. Avevo chiuso la valigia, messo il cappotto e prima di scendere ho detto: ''Sai che quasi quasi mi sdraio un attimo?'', ma non è da me. È raro che io mi senta stanca, non ho tanti momenti in cui dico: ''Mi rilasso'', sono fatta così: io vado a mille, corro sempre. In effetti era una cosa strana… Ho detto ''mi sdraio'', invece non l’ho fatto. Quindi scendo, mi ricordo benissimo la hall dell’hotel. Ho chiesto di pagare e il taxi per andare in stazione. A un certo punto, sono caduta. L’ultima frase che mi ricordo era quella della ragazza della reception che mi ha detto: ''Vuoi che ti dia una mano con le valigie, è arrivato il taxi''. ''Poi sono caduta di faccia, ho ancora un livido ma sta migliorando. Io non ricordo il malore, ma mi ricordo l’ambulanza. Nella mia vita non l’avevo mai presa".

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