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Coronavirus

La lotta alla pandemia

Napoli, per le terapie intensive si chiamano gli anestesisti in pensione

Il direttore della Asl Napoli1: chiederò a tutti di rientrare

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In Campania mancano 400 anestesisti per affrontare la seconda ondata della pandemia di coronavirus, ha detto ieri a Rainews Giuseppe Servillo, primario di Terapia Intensiva al Policlinico Federico II. Oggi a rilanciare l'allarme per la carenza di personale per le terapie intensive è il direttore dell'ASl Napoli1.

"Ho inviato una lettera a Silvestro Scotti dell'ordine dei medici di Napoli per avere l'elenco degli anestesisti in pensione. Li chiamerò uno a uno, siamo in guerra e nessuno si può sottrarre. Li chiamerò io personalmente e gli chiederò se possono tornare in servizio, servono tutti". Così Ciro Verdoliva, direttore generale dell'Asl, all'esterno dell'Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, nosocomio dedicato solo al  Covid19.

"Ci servono specialisti, prima di tutto gli anestesisti. Oggi facciamo partire un bando per reclutare con manifestazione d'interesse 20 anestesisti, 10 pneumologi e 10 medici di accettazione di pronto soccorso. Il nostro obiettivo è accompagnare a Napoli l'attivazione completa del Covid center modulare da 72 posti di terapia intensiva. Oggi ne abbiamo 16, la settimana prossima puntiamo ad aprirne altri 16, e gli altri sono pronti, attivabili ma senza anestesisti non li possiamo aprire", spiega Verdoliva.

"Pretendiamo - ha detto - una risposta dagli anestesisti, è una chiamata alle armi, non è una richiesta di contratto. Chi non svolge l'attività oggi perché magari è in pensione, perché ha deciso di non farlo più, per cortesia è un momento in cui questo Paese ha bisogno di voi: aderite, proponetevi, candidatevi con l'Asl Napoli 1 o con qualsiasi azienda d'Italia, perché potete fare la differenza". Verdoliva ha sottolineato che a fronte della richiesta di anestesisti fatta dalla Regione Campania alla protezione civile "su 12 assegnati all'Asl Napoli 1 sono arrivati 3 e lunedì probabilmente altri 5. Numeri esigui". 
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