Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Nature-Covid-meno-restrizioni-influenza-riprendera-virulenza-0221c245-70ad-4755-b145-4412fee867a5.html | rainews/live/ | true
SCIENZA

Lo studio

Nature: meno restrizioni, l'influenza tornerà a colpire, forse in maniera feroce

Condividi
L'allentamento delle restrizioni per il Covid-19 potrebbe provocare un forte rimbalzo dei casi di influenza stagionale, ecco perché "fare il vaccino influenzale quest'anno è particolarmente importante": l'invito è di Amer Winn, epidemiologa alla Divisione Viral Diseases dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (i Cdc di Atlanta, in Georgia).

Ed è la sintesi di un articolo pubblicato su Nature, in cui gli scienziati concordano sostanzialmente sul fatto che l'influenza tornerà a colpire, forse in maniera feroce, man mano che caleranno le restrizioni di viaggio e gli interventi che puntavano a frenare il Covid-19 (a cominciare dall'uso della mascherina). 

I dati parlano chiaro. Gli Stati Uniti hanno registrato solo 646 decessi per influenza nella stagione 2020-21 - la media annuale è di decine di migliaia - e c'è stato solo un decesso per influenza pediatrica. Finora l'Australia non ha avuto decessi per influenza stagionale nel 2021 (negli anni passati ne registrava tra i 100 e i 1.200). Ma l'influenza ha continuato a circolare a bassi livelli nei tropici e quindi probabilmente -osservano i ricercatori- comincera' a ripartire da li' una volta riaperti i confini.   

Ma c'è dell'altro. Le misure di risposta alla pandemia sembrano aver soppresso alcune infezioni batteriche, comprese quelle che causano polmonite e meningite e sono associate alla sepsi. Ma alcuni virus - ad esempio i rinovirus, una delle principali cause del comune raffreddore - hanno continuato a circolare e i contagi sono addirittura aumentati in alcuni Paesi, forse perché si tratta di virus che non sono così sensibili come altri alle misure precauzionali come la pulizia delle superfici e il lavaggio delle mani.

Non solo. I contagi causati dai comuni coronavirus umani (un altro dei principali responsabili del raffreddore) e dai virus parainfluenzali erano a livelli molto bassi negli Stati Uniti nel 2020, ma hanno ricominciato a salire ai livelli pre-pandemia nella primavera del 2021, un periodo insolito per i raffreddori.

Allo stesso modo, i contagi da virus respiratorio sinciziale, che di solito provoca lievi sintomi del raffreddore, ma è anche responsabile di circa il 5% dei decessi nei bambini sotto i 5 anni in tutto il mondo, sono state ai minimi storici per un anno e poi hanno iniziato a salire, nell'aprile di quest'anno (secondo i Cdc questi picchi potrebbero essere collegati alle riaperture delle scuole).

Tra l'altro in tutto il mondo, ci sono segni di circolazione dei virus influenzali H3N2, H1N1 e influenza B; e un'ondata di contagi da influenza B nell'inverno 2019-20, in quello stesso periodo contribuì a un numero record di decessi da influenza pediatrica. "Ecco perché - conclude Winn - fare il vaccino antinfluenzale quest'anno può essere particolarmente importante". 
Condividi